APRILE 2026
NEANCHE LE GUERRE, LA CRISI ECONOMICA, SOCIALE E AMBIENTALI, NEANCHE TUTTE LE VERE URGENZE FERMANO IL #GovernoMeloni NEL DISTRUGGERE LA FAUNA !
CACCIA. RIPRENDE L’ESAME DEL DDL 1552 IN COMMISSIONI RIUNITE. ENPA, LAC E LAV “TRA GUERRE, RINCARI, CRISI ECONOMICA, LA MAGGIORANZA DEDICA LE ENERGIE A OCCUPARSI DI CACCIA, ATTIVITA’ ODIATA DAGLI ITALIANI”
Neanche le guerre, i rincari sulle bollette, la crisi economica, la delicata situazione politica nazionale e internazionale e i gravi problemi che affliggono gli italiani, fermano il Governo Meloni nell’occuparsi, investendo tempo e risorse, della caccia e dello stravolgimento della legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna. Infatti domani 15 aprile riprende nelle commissioni agricoltura e ambiente al Senato l’esame del DDL 1552 che stravolgendo l’attuale legge quadro, regala al mondo venatorio una serie di privilegi e concessioni in contrasto con le direttive UE e il mondo scientifico.
“Evidentemente, per il Governo Meloni e per la maggioranza, il problema di cui occuparsi oggi, in questa particolare e delicata fase storica, è di come favorire la caccia e come far uccidere più tordi, merli, anatre selvatiche, beccacce e altre specie sempre più in declino, solamente per il divertimento poiché queste modifiche non riguardano in alcun modo la questione dei danni all’agricoltura e della gestione faunistica." commentano ENPA LAC e LAV - "Eppure, dovrebbero ben sapere che la caccia è odiata dagli italiani, che hanno manifestato chiaramente la propria, netta, contrarietà.”
Se venisse approvato, gli animali selvatici si trasformeranno in merce, si favorirà la pratica barbara dei richiami vivi imprigionati per far da “esca” ad altre vittime, saranno cancellate le giornate di silenzio venatorio e ampliata oltre il tramonto, con una stagione di caccia decisa dalla politica e non dalla scienza, verranno ampliate le specie cacciate e ridimensionate le aree protette se ritenute in “esubero”: e questi sono solo alcuni dei peggioramenti.
“Nonostante i bollettini di morti e feriti che la caccia miete ogni anno, nonostante l’odio che i cittadini provano per questa “attività” di cui, giustamente, temono la pericolosità, nonostante la contrarietà della scienza e le procedure dell’UE contro il nostro Paese in materia venatoria, e nonostante la palese violazione dell’art. 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e la biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni, la maggioranza procede spedita nell’approvare un DDL che tutela cacciatori, armieri e lobby collegate, ma è contro lo Stato, i cittadini, la fauna, la scienza e la sicurezza pubblica. Evidentemente, in un contesto storico, politico e sociale gravissimo, quello che conta non è la guerra ma fare la guerra alla natura" concludono le associazioni
POST ENPA