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6IL TAR SOSPENDE ORDINANZA ABBATTIMENTO CORNACCHIA

GIUGNO 2026

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha accolto l’istanza cautelare presentata da LNDC Animal Protection, sospendendo l’abbattimento di una cornacchia previsto da un’ordinanza del Comune di Pordenone.
Il Tribunale ha riconosciuto il rischio di un danno “grave e irreparabile” in caso di uccisione dell’animale e ha evidenziato come non sia stata adeguatamente dimostrata l’impossibilità di adottare soluzioni alternative e non cruente.
Il TAR ha inoltre stabilito che potranno essere adottate esclusivamente misure di gestione del comportamento dell’animale che escludano l’abbattimento, richiamando la necessità di un’istruttoria tecnica più completa e il rispetto dei principi di proporzionalità.
LNDC Animal Protection, che aveva contestato l’ordinanza per difetto di istruttoria e mancata valutazione di alternative, ha inviato una formale diffida al Comune di Pordenone affinché venga data piena e immediata esecuzione al decreto del TAR.
È un passaggio importante: la tutela della sicurezza pubblica non può tradursi automaticamente nell’eliminazione degli animali, soprattutto quando esistono soluzioni alternative non letali.
La discussione collegiale è fissata per il 16 luglio 2026 e noi saremo in aula a difendere come sempre chi non ha voce.




Il TAR accoglie la nostra istanza e sospende l’uccisione della cornacchia condannata a morte a Pordenone +++
Una vicenda assurda iniziata qualche settimana fa e sulla quale con la sede di Pordenone LAV Sede di Pordenone ci siamo subito attivati per salvare un animale già messo nel mirino dei fucili e bollato come “molesto” solo perché stava difendendo i suoi cuccioli.
Ora il presidente del TAR dà ragione a noi e sospende le due ordinanze di uccisione del sindaco Alessandro Basso che dovrà bloccare immediatamente l'ordine di uccisione e impegnarsi a trovare per soluzioni che possano favorire la convivenza pacifica e che rispettino la vita di un essere vivente e senziente.





5PORDENONE- SITUAZIONE SULLA CRNACCHIA

GIUGNO 2026





Grazie Enrico per l'impegno e le attenzioni in difesa degli animaletti.
Grazie anche al suo avvocato.

Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore, che riportano la possibile esecuzione dell’ordinanza sindacale relativa all’abbattimento della cornacchia di via Damiani, LAV e OIPA stanno organizzando un monitoraggio pacifico per la giornata di lunedì.

Le verifiche effettuate oggi hanno confermato la presenza del nido e dei pulli, ancora dipendenti dai genitori.

Noi crediamo che questa cornacchia e i suoi piccoli debbano vivere e che ogni possibile alternativa debba essere valutata prima di procedere a un intervento irreversibile .


Come con le guerre. Invece di trovare soluzioni alternative, si preferisce uccidere. Tutto più facile. La vita di un animaletto non conta niente. E neppure la vita umana a quanto pare.



Ordinanza Ammazza Mamma Cornacchia, Ricorso d'Urgenza al Prefetto di Pordenone che anche di sabato abbiamo sottoscritto e depositato come Ufficio Legale e Partito Animalista Italiano.
Un provvedimento quello del Comune di Pordenone ingiusto, ingiustificato e che viola anche le normative nazionali e regionali che, quindi, va annullato.
Mamma Cornacchia ed i suoi piccoli vanno salvati, la Battaglia non si ferma.

Eccola in tutta la sua meravigliosa bellezza.
Prendiamo la foto da Kristian Mazzu ringraziando gli attvisti di Meta che sono sul posto
dalle prime ore del mattino.
L'animale non e` per niente aggressivo come si vede anche nei video girati da loro.
Una Mamma che fa quello che tutte le mamme devono fare.
DIFENDERE I SUOI FIGLI.
NESSUNO LA DEVE TOCCARE .
GRAZIE RAGAZZI

Al momento non c'e` stata nessuna revoca e domani mattina verra` uccisa a fucilate dai forestali insiema al compagno.
Restano ignare le sorti dei cuccioli se si possono spostare oppure no.
Non riusciamo a capire come si possa permettere una cosa del genere.
Con tutta la mobilizzazzione che c'e` stata , per colpa di 4 che hanno subito degli" attacchi" ( ancora tutto da verificare ) uccidono una mamma .
Siamo alla follia piu` assoluta .
Se succede questa cosa possiamo dire addio a tutte le tutele x gli animali se poi riescono ad uccidere una mamma innocente che non ha fatto nulla di male .
Non riuscire a capire che un uccello ( non stiamo parlando dei delinquenti che continuano a mettere ferro e fuoco le citta' ma x loro nessuna ordinanza ) una mamma che sta solo proteggendo dei figli e che si fa?
Si uccide
Quando parliamo di meteorite che arriva presto sulle nostre teste c'e` lo siamo propio meritati.
Nucleo Laika Animalisti Genova

Nessun passo indietro del Comune di Pordenone sul caso della cornacchia di via Damiani. Il sindaco Alessandro Basso ha firmato una nuova ordinanza che affida ufficialmente al Corpo forestale regionale l’intervento di abbattimento dell’esemplare ritenuto responsabile delle aggressioni ai passanti. Il provvedimento arriva dopo i tentativi falliti di cattura incruenta e mentre cresce la protesta delle associazioni animaliste, che contestano la scelta dell’abbattimento soprattutto dopo la conferma della presenza del nido con i pulli. Partito Animalista e Lav hanno annunciati ricorsi e presidi, sostenendo che esistano alternative come sistemi di dissuasione o il trasferimento dell’animale.

4GRIFONI AVVELENATI

GIUGNO 2026 

Sei grifoni sono stati trovati morti in Austria dopo essere stati avvelenati dal carbofurano, un potente pesticida vietato dal 2008 in tutta l’Unione Europea per la sua estrema tossicità. Un settimo esemplare, recuperato in condizioni gravissime, è invece riuscito a sopravvivere grazie alle cure ricevute in un centro di recupero per la fauna selvatica.

Il caso, avvenuto nella valle del Lesach, tra i Comuni di Untertilliach, in Tirolo, e St. Lorenzen, in Carinzia, è considerato il più grave episodio di avvelenamento di rapaci registrato in Austria negli ultimi anni. Quasi certamente, tutti gli esemplari coinvolti provenivano dalla colonia friulana della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, nel Comune di Forgaria nel Friuli.

A confermare la causa della morte sono state le analisi effettuate dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dall’Università Ludwig Maximilian di Monaco. Il carbofurano è una sostanza estremamente pericolosa: può agire per contatto, inalazione o ingestione e provocare la morte anche in quantità minime.

Il ritrovamento delle carcasse in un’area piuttosto circoscritta ha fatto subito pensare a un avvelenamento. L’episodio è stato condannato con forza da BirdLife Austria, WWF e Vulture Conservation Foundation, che hanno chiesto la collaborazione della popolazione per riuscire a risalire ai responsabili della diffusione del pesticida.

“È molto probabile che tutti i grifoni avvelenati appartenessero alla colonia friulana, considerato che i suoi componenti si spostano regolarmente nel settore alpino, spingendosi fino alle Alpi austriache per la ricerca del cibo”, ha spiegato Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino.

Due degli avvoltoi erano marcati con anelli che ne attestano la provenienza dal sito protetto friulano. Uno di loro era Acale, nato nel 2014 nelle voliere della Riserva e liberato il 5 settembre dello stesso anno. La sua storia racconta bene la capacità di questi rapaci di coprire distanze enormi: tredici giorni dopo la liberazione era stato fotografato a Genova, un mese più tardi sorvolava i Pirenei e poi la Spagna centrale, prima di rientrare stabilmente nella colonia di Cornino.

Il secondo esemplare marcato è l’unico sopravvissuto. Probabilmente aveva ingerito una quantità più ridotta di veleno ed è stato trovato in difficoltà in un fiume. Dopo il recupero e le cure, si è ripreso rapidamente ed è già stato rimesso in libertà.

Proprio questo grifone si è rivelato fondamentale per ricostruire quanto accaduto. L’animale era stato catturato nella Riserva di Cornino nel 2019 nell’ambito di un progetto internazionale di ricerca coordinato dall’Università di Udine ed era dotato di una radio satellitare. I suoi spostamenti, documentati dal professor Stefano Filacorda, hanno permesso di stabilire che, il giorno dell’avvelenamento, il grifone era partito dal Friuli, aveva sorvolato le zone di confine e poi era sceso di quota fermandosi nel punto in cui sarebbe avvenuto il contatto con il veleno. Un elemento ritenuto decisivo per le indagini in corso, perché consente di collocare con precisione il luogo e il momento dell’avvelenamento.

Secondo gli esperti, non è escluso che altri rapaci possano essere stati colpiti dalla stessa sostanza senza essere ancora stati individuati. A preoccupare è anche il periodo dell’anno in cui l’episodio si è verificato: molti degli esemplari morti erano adulti e la stagione è quella della nidificazione.

La morte dei grifoni potrebbe quindi avere conseguenze anche sui giovani ancora nei nidi, che rischiano di non sopravvivere se il partner rimasto solo non è in grado di proteggerli e alimentarli. Un danno gravissimo per una specie simbolo del lavoro di conservazione portato avanti da anni nella Riserva di Cornino e nell’intero arco alpino.

3ESSERE ANIMALISTA - MONOLOGO DI ROMINA POWER

GIUGNO 2026

2IL DDL CACCIA SE APPROVATO, DENUNCEREMO IL CASO IN EUROPA

GIUGNO 2026

COMUNICATO STAMPA sul DDL Caccia, il Partito Animalista Italiano FVG: “Un attacco alla fauna selvatica. Se approvato denunceremo il caso in Europa”
Il Partito Animalista Italiano – Coordinamento Friuli Venezia Giulia – esprime la propria totale contrarietà al Disegno di Legge sulla caccia attualmente in discussione al Senato.
Non siamo davanti a una semplice modifica normativa. Siamo davanti a un pesante arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
Le misure approvate in Commissione vanno nella direzione opposta rispetto alle richieste del mondo scientifico e ambientale: più aree aperte all'attività venatoria, più strumenti per l'abbattimento, più pressione sugli ecosistemi. Tra i punti più contestati figurano l'estensione della caccia nei valichi montani, nei terreni innevati, nel demanio marittimo, l'introduzione della caccia da natanti, l'utilizzo di sistemi di puntamento in condizioni di scarsa luminosità e l'ampliamento delle specie cacciabili.
Siamo contrari a una politica che continua a considerare gli animali selvatici come bersagli anziché come patrimonio collettivo da proteggere.
È gravissimo che, mentre l'Europa richiama gli Stati membri alla tutela della biodiversità, in Italia si scelga di indebolire le protezioni esistenti e di aumentare la pressione venatoria su territori e specie sempre più vulnerabili.
Chiediamo a tutte le forze politiche di assumersi pubblicamente le proprie responsabilità e di fermare questo provvedimento prima della sua approvazione definitiva.
Qualora il DDL dovesse essere approvato dal Senato, il Partito Animalista Italiano si attiverà affinché vengano presentate segnalazioni e iniziative presso le istituzioni europee per verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con il diritto comunitario e con le direttive europee in materia di tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
La fauna selvatica non appartiene alle lobby venatorie. Appartiene a tutti i cittadini e alle future generazioni.

PAI

1STRAGE DI DELFINI ALLE ISOLE FAROE

GIUGNO 2026

Nelle Isole Faroe nei giorni scorsi sono stati uccisi 706 delfini in un solo giorno, il massacro più grande mai registrato nella storia recente dell'arcipelago, più dei due terzi di tutti i mammiferi marini abbattuti nell'intero anno precedente.
Tre cacce tradizionali si sono svolte contemporaneamente: la più letale a Tórshavn, la capitale, con 406 esemplari abbattuti. Gli animali sono stati spinti a riva e uccisi con lance e coltelli.
Le operazioni sono rapidamente degenerate nel caos: i cacciatori stessi hanno ammesso la mancanza di lance spinali, obbligatorie per legge, costringendo a uccidere i delfini a soli coltelli e prolungando l'agonia. Alcune testimonianze parlano di animali schiacciati sugli scogli o feriti dalle eliche dei motori.
Nel mezzo della strage, due attivisti di Sea Shepherd che stavano filmando sono stati arrestati su denuncia dei cacciatori, con l'accusa di aver ostacolato la caccia. L'organizzazione nega e li descrive come semplici testimoni. Entrambi rischiano l'espulsione.

GREEN ME

CONOSCERE I PICCIONI

GIUGNO 2026

40GUARDIE ECOZOOFILE A CAMPOFORMIDO

MAGGIO 2026

Messaggero Veneto 31.5.2026


39MUCCA CADUTA IN UN DIRUPPO. SALVATA

31 MAGGIO 2026

Messaggero Veneto 31.5.2026


38ORSO MACCHIA GIRA TRANQUILLO TRA LE CASE

MAGGIO 2026


Messaggero Veneto 30.5.2026



37NUOVA ORDINANZA DEL SINDACO DI PORDENONE CONTRO LE CORNACCHIE

 MAGGIO 2026

Le gente è fuori testa. Paura e intolleranza verso gli animali. Non riconosce più la Natura. Contestassero i pericoli del traffico. Contestassero i pericoli che si insidiano nei prodotti alimentari, nell'inquinamento, nei farmaci. Gente codarda che cerca soddisfazione nell'esibirsi segnalando alle autorità il nulla.


Scatta una seconda ordinanza contro la cornacchia che da settimane mette in difficoltà residenti e passanti. Falliti i tentativi di cattura, il Comune autorizza il possibile intervento eutanasico.

La cornacchia che da settimane tiene in apprensione residenti e passanti di via 

Damiani, a Pordenone, continua a sfuggire ai tentativi di cattura. Una situazione 

che ha costretto il sindaco Alessandro Basso a firmare una seconda ordinanza 

urgente, datata 29 maggio, per affrontare il caso che ormai sta facendo discutere 

tutta la città.

Nel provvedimento firmato dal primo cittadino si prevede, “in caso di accertato e persistente pericolo”, un intervento straordinario di rimozione forzata dell’animale.

L’ordinanza stabilisce infatti che, dopo il fallimento dei metodi di interlocuzione e cattura, si potrà procedere con un “prelievo selettivo eutanasico” dell’esemplare considerato molesto. L’esecuzione del provvedimento è affidata al Corpo Forestale della Regione.

Nel documento vengono elencate le difficoltà incontrate nelle ultime settimane. I tentativi di cattura incruenta effettuati dal personale specializzato non avrebbero dato risultati, anche a causa delle “oggettive impossibilità tecniche e logistiche” nel posizionamento delle trappole selettive di tipo Larsen all’interno dell’area urbana.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il Corpo Forestale regionale non può applicare i normali protocolli previsti dal Piano regionale per il controllo dei corvidi, pensati principalmente per il contenimento dei danni agricoli e il riequilibrio faunistico.

Nel caso di via Damiani, invece, il Comune parla di una situazione “di eccezionale urgenza” legata alla tutela della salute e dell’incolumità pubblica all’interno del centro abitato.

La presenza della cornacchia continua intanto a preoccupare i residenti della zona, tra segnalazioni, timori e polemiche. Dopo settimane di tentativi falliti, il caso resta aperto e ora l’attenzione è puntata sulle prossime mosse del Corpo Forestale regionale


36TANTI PAVONI SCOMPARSI

MAGGIO 2026

La vicenda dei pavoni di Punta Marina si tinge di giallo. Sempre più cittadini “denunciano” la scomparsa di alcuni esemplari. C’è chi racconta di movimenti sospetti di alcuni turisti e chi è convinto che dietro ci siano concittadini esasperati, che avrebbero “rapito” i pavoni per portarli in aree lontane dal centro abitato. Ma parte del paese getta acqua sul fuoco: le pavonesse si sono allontanate semplicemente per covare le uova.

35FESTA DEL SACRIFICIO

MAGGIO 2026


34RIVOLUZIONE ANIMALISTA

 

33SICILIA, CORSE CLANDESTINE DEI CAVALLI

MAGGIO 2026



32OLIMPIA E' STATA RECUPERATA

MAGGIO 2026

Messaggero Veneto 27.5.2026







31EQUINI ANIMALI D'AFFEZIONE - BORRELLI: ATTO DI CIVILTA'

MAGGIO 2026

EQUIDI ANIMALI D’AFFEZIONE, BORRELLI (AVS) REPLICA DURAMENTE IN COMMISSIONE: "DATI SULLA MACELLAZIONE CLANDESTINA PARLANO CHIARO. BASTA RESISTENZE, QUESTA RIFORMA È UN ATTO DI CIVILTÀ"
Non si fanno passi indietro sulla riforma per riconoscere gli equidi come animali d'affezione e vietarne la macellazione, nonostante le forti resistenze emerse durante le audizioni in Commissione Agricoltura alla Camera. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, è intervenuto con una dura replica per smontare le posizioni contrarie delle associazioni di categoria della filiera della carne e del mondo agricolo.
"Dobbiamo guardare in faccia la realtà e i dati che abbiamo sotto gli occhi", ha tuonato l’onorevole Borrelli nel suo intervento di replica in Commissione. "Mentre si discute di interessi economici e di bilanci industriali, la stragrande maggioranza degli italiani ha già smesso da tempo di consumare carne equina e considera questi animali come compagni di vita. Ma il dato più allarmante, che non si può far finta di non vedere, riguarda l'illegalità: la mancanza di tutele giuridiche rigide alimenta una filiera criminale gigantesca, fatta di corse clandestine e macelli illegali spesso gestiti dalla camorra."
Borrelli ha difeso fermamente l'impianto della legge (C. 48, C. 2187, C. 2270 e C. 2585), ribadendo che l'introduzione dell'obbligo di registrazione "Non DPA" (non destinato alla produzione di alimenti) e le sanzioni penali severe (fino a 3 anni di reclusione e 100.000 euro di multa) sono l'unica barriera possibile contro le ecomafie.
"A chi si oppone parlando di perdite economiche, rispondiamo che non si può fermare il progresso morale del Paese per difendere il profitto sulla pelle degli animali. Equiparare cavalli, asini e muli a cani e gatti è una scelta di civiltà non più negoziabile. Chiediamo a tutte le forze politiche di respingere queste resistenze retrograde e di votare compatte per porre fine a questo orrore una volta per tutte."

3040 BOVINI LIBERI, FUCILATI NEL PARCO DEI MONTI LUCRETILI - LAZIO

MAGGIO 2026

Condannati a morte e uccisi a fucilate perché considerati “pericolosi”, ma nessun provvedimento contro chi li ha abbandonati sul territorio!
40 bovini liberi e rinselvatichiti sono stati uccisi nel Parco dei Monti Lucretili nell’ambito di un piano di “eradicazione”. Un piano costruito “in nome” della sicurezza e della tutela agricola, nel quale modalità non cruente di gestione, come cattura e trasferimento non sono state prese in considerazione.
L’unica soluzione è stata l’uccisione e mentre decine di animali venivano prese a fucilate, nelle carte ufficiali compaiono le tariffe: 600 euro per ogni vita eliminata.
Soldi pubblici utilizzati per massacrare animali e non per prevenire situazioni di questo tipo e gestirle in modo non cruento, dialogando con le associazioni. Una situazione molto simile a quella di un’altra zona della Regione Lazio tra Carpineto e Montelanico che stiamo seguendo con il nostro ufficio legale. Invariabilmente queste criticità si risolvono con l’uccisione degli animali, ma nessun provvedimento viene mai adottato per punire coloro che li hanno abbandonati.
Far passare l'uccisione di esseri senzienti come misura di tutela e di prevenzione di incidenti e problemi ai raccolti è molto pericoloso e fuorviante: gli animali inselvatichiti, tanto quanto i selvatici, hanno diritto alla vita e alla tutela. Sta alle istituzioni garantire una convivenza positiva e prevenire situazioni di criticità anche sanzionando chi si rende responsabile dell’abbandono degli animali.
La vita non si cancella con un fucile, si tutela con responsabilità, perché l'umano non è l'unica specie che ha diritto a stare su questo pianeta.