GIUGNO 2026
elisa colavitti - udine - italia
Cronache sugli animali dal Friuli e dal mondo // Facebook: Elisa Colavitti Pro Animali-Udine// 1° Blog: casaborrelli-colavitti.blogspot.com// 2° Blog: casaborrellicolavitti.blogspot.com
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6IL TAR SOSPENDE ORDINANZA ABBATTIMENTO CORNACCHIA
5PORDENONE- SITUAZIONE SULLA CRNACCHIA
GIUGNO 2026
Le verifiche effettuate oggi hanno confermato la presenza del nido e dei pulli, ancora dipendenti dai genitori.
Noi crediamo che questa cornacchia e i suoi piccoli debbano vivere e che ogni possibile alternativa debba essere valutata prima di procedere a un intervento irreversibile .
Prendiamo la foto da Kristian Mazzu ringraziando gli attvisti di Meta che sono sul posto
dalle prime ore del mattino.
L'animale non e` per niente aggressivo come si vede anche nei video girati da loro.
Una Mamma che fa quello che tutte le mamme devono fare.
DIFENDERE I SUOI FIGLI.
NESSUNO LA DEVE TOCCARE .
GRAZIE RAGAZZI
Restano ignare le sorti dei cuccioli se si possono spostare oppure no.
Non riusciamo a capire come si possa permettere una cosa del genere.
Con tutta la mobilizzazzione che c'e` stata , per colpa di 4 che hanno subito degli" attacchi" ( ancora tutto da verificare ) uccidono una mamma .
Siamo alla follia piu` assoluta .
Se succede questa cosa possiamo dire addio a tutte le tutele x gli animali se poi riescono ad uccidere una mamma innocente che non ha fatto nulla di male .
Non riuscire a capire che un uccello ( non stiamo parlando dei delinquenti che continuano a mettere ferro e fuoco le citta' ma x loro nessuna ordinanza ) una mamma che sta solo proteggendo dei figli e che si fa?
Si uccide
Quando parliamo di meteorite che arriva presto sulle nostre teste c'e` lo siamo propio meritati.
Nucleo Laika Animalisti Genova
4GRIFONI AVVELENATI
GIUGNO 2026
Sei grifoni sono stati trovati morti in Austria dopo essere stati avvelenati dal carbofurano, un potente pesticida vietato dal 2008 in tutta l’Unione Europea per la sua estrema tossicità. Un settimo esemplare, recuperato in condizioni gravissime, è invece riuscito a sopravvivere grazie alle cure ricevute in un centro di recupero per la fauna selvatica.
Il caso, avvenuto nella valle del Lesach, tra i Comuni di Untertilliach, in Tirolo, e St. Lorenzen, in Carinzia, è considerato il più grave episodio di avvelenamento di rapaci registrato in Austria negli ultimi anni. Quasi certamente, tutti gli esemplari coinvolti provenivano dalla colonia friulana della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, nel Comune di Forgaria nel Friuli.
A confermare la causa della morte sono state le analisi effettuate dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dall’Università Ludwig Maximilian di Monaco. Il carbofurano è una sostanza estremamente pericolosa: può agire per contatto, inalazione o ingestione e provocare la morte anche in quantità minime.
Il ritrovamento delle carcasse in un’area piuttosto circoscritta ha fatto subito pensare a un avvelenamento. L’episodio è stato condannato con forza da BirdLife Austria, WWF e Vulture Conservation Foundation, che hanno chiesto la collaborazione della popolazione per riuscire a risalire ai responsabili della diffusione del pesticida.
“È molto probabile che tutti i grifoni avvelenati appartenessero alla colonia friulana, considerato che i suoi componenti si spostano regolarmente nel settore alpino, spingendosi fino alle Alpi austriache per la ricerca del cibo”, ha spiegato Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino.
Due degli avvoltoi erano marcati con anelli che ne attestano la provenienza dal sito protetto friulano. Uno di loro era Acale, nato nel 2014 nelle voliere della Riserva e liberato il 5 settembre dello stesso anno. La sua storia racconta bene la capacità di questi rapaci di coprire distanze enormi: tredici giorni dopo la liberazione era stato fotografato a Genova, un mese più tardi sorvolava i Pirenei e poi la Spagna centrale, prima di rientrare stabilmente nella colonia di Cornino.
Il secondo esemplare marcato è l’unico sopravvissuto. Probabilmente aveva ingerito una quantità più ridotta di veleno ed è stato trovato in difficoltà in un fiume. Dopo il recupero e le cure, si è ripreso rapidamente ed è già stato rimesso in libertà.
Proprio questo grifone si è rivelato fondamentale per ricostruire quanto accaduto. L’animale era stato catturato nella Riserva di Cornino nel 2019 nell’ambito di un progetto internazionale di ricerca coordinato dall’Università di Udine ed era dotato di una radio satellitare. I suoi spostamenti, documentati dal professor Stefano Filacorda, hanno permesso di stabilire che, il giorno dell’avvelenamento, il grifone era partito dal Friuli, aveva sorvolato le zone di confine e poi era sceso di quota fermandosi nel punto in cui sarebbe avvenuto il contatto con il veleno. Un elemento ritenuto decisivo per le indagini in corso, perché consente di collocare con precisione il luogo e il momento dell’avvelenamento.
Secondo gli esperti, non è escluso che altri rapaci possano essere stati colpiti dalla stessa sostanza senza essere ancora stati individuati. A preoccupare è anche il periodo dell’anno in cui l’episodio si è verificato: molti degli esemplari morti erano adulti e la stagione è quella della nidificazione.
La morte dei grifoni potrebbe quindi avere conseguenze anche sui giovani ancora nei nidi, che rischiano di non sopravvivere se il partner rimasto solo non è in grado di proteggerli e alimentarli. Un danno gravissimo per una specie simbolo del lavoro di conservazione portato avanti da anni nella Riserva di Cornino e nell’intero arco alpino.
2IL DDL CACCIA SE APPROVATO, DENUNCEREMO IL CASO IN EUROPA
GIUGNO 2026
COMUNICATO STAMPA sul DDL Caccia, il Partito Animalista Italiano FVG: “Un attacco alla fauna selvatica. Se approvato denunceremo il caso in Europa”
Il Partito Animalista Italiano – Coordinamento Friuli Venezia Giulia – esprime la propria totale contrarietà al Disegno di Legge sulla caccia attualmente in discussione al Senato.
Non siamo davanti a una semplice modifica normativa. Siamo davanti a un pesante arretramento nella tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
Le misure approvate in Commissione vanno nella direzione opposta rispetto alle richieste del mondo scientifico e ambientale: più aree aperte all'attività venatoria, più strumenti per l'abbattimento, più pressione sugli ecosistemi. Tra i punti più contestati figurano l'estensione della caccia nei valichi montani, nei terreni innevati, nel demanio marittimo, l'introduzione della caccia da natanti, l'utilizzo di sistemi di puntamento in condizioni di scarsa luminosità e l'ampliamento delle specie cacciabili.
Siamo contrari a una politica che continua a considerare gli animali selvatici come bersagli anziché come patrimonio collettivo da proteggere.
È gravissimo che, mentre l'Europa richiama gli Stati membri alla tutela della biodiversità, in Italia si scelga di indebolire le protezioni esistenti e di aumentare la pressione venatoria su territori e specie sempre più vulnerabili.
Chiediamo a tutte le forze politiche di assumersi pubblicamente le proprie responsabilità e di fermare questo provvedimento prima della sua approvazione definitiva.
Qualora il DDL dovesse essere approvato dal Senato, il Partito Animalista Italiano si attiverà affinché vengano presentate segnalazioni e iniziative presso le istituzioni europee per verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con il diritto comunitario e con le direttive europee in materia di tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
La fauna selvatica non appartiene alle lobby venatorie. Appartiene a tutti i cittadini e alle future generazioni.
1STRAGE DI DELFINI ALLE ISOLE FAROE
GIUGNO 2026
37NUOVA ORDINANZA DEL SINDACO DI PORDENONE CONTRO LE CORNACCHIE
MAGGIO 2026
Le gente è fuori testa. Paura e intolleranza verso gli animali. Non riconosce più la Natura. Contestassero i pericoli del traffico. Contestassero i pericoli che si insidiano nei prodotti alimentari, nell'inquinamento, nei farmaci. Gente codarda che cerca soddisfazione nell'esibirsi segnalando alle autorità il nulla.
Nel provvedimento firmato dal primo cittadino si prevede, “in caso di accertato e persistente pericolo”, un intervento straordinario di rimozione forzata dell’animale.
L’ordinanza stabilisce infatti che, dopo il fallimento dei metodi di interlocuzione e cattura, si potrà procedere con un “prelievo selettivo eutanasico” dell’esemplare considerato molesto. L’esecuzione del provvedimento è affidata al Corpo Forestale della Regione.
Nel documento vengono elencate le difficoltà incontrate nelle ultime settimane. I tentativi di cattura incruenta effettuati dal personale specializzato non avrebbero dato risultati, anche a causa delle “oggettive impossibilità tecniche e logistiche” nel posizionamento delle trappole selettive di tipo Larsen all’interno dell’area urbana.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il Corpo Forestale regionale non può applicare i normali protocolli previsti dal Piano regionale per il controllo dei corvidi, pensati principalmente per il contenimento dei danni agricoli e il riequilibrio faunistico.
Nel caso di via Damiani, invece, il Comune parla di una situazione “di eccezionale urgenza” legata alla tutela della salute e dell’incolumità pubblica all’interno del centro abitato.
La presenza della cornacchia continua intanto a preoccupare i residenti della zona, tra segnalazioni, timori e polemiche. Dopo settimane di tentativi falliti, il caso resta aperto e ora l’attenzione è puntata sulle prossime mosse del Corpo Forestale regionale
36TANTI PAVONI SCOMPARSI
MAGGIO 2026
La vicenda dei pavoni di Punta Marina si tinge di giallo. Sempre più cittadini “denunciano” la scomparsa di alcuni esemplari. C’è chi racconta di movimenti sospetti di alcuni turisti e chi è convinto che dietro ci siano concittadini esasperati, che avrebbero “rapito” i pavoni per portarli in aree lontane dal centro abitato. Ma parte del paese getta acqua sul fuoco: le pavonesse si sono allontanate semplicemente per covare le uova.
31EQUINI ANIMALI D'AFFEZIONE - BORRELLI: ATTO DI CIVILTA'
MAGGIO 2026
3040 BOVINI LIBERI, FUCILATI NEL PARCO DEI MONTI LUCRETILI - LAZIO
MAGGIO 2026



