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CINGHIALI UCCISI - A RAPALLO MANI DI SANGUE COME IN GUERRA

28 MARZO 2026 

HO INVIATO MAIL

È successo mercoledì 25 marzo scorso.
La famiglia di animali (tre mamme, quattro giovani di circa un anno e un maschio adulto) è stata sedata, trascinata via dentro a dei sacchi ed uccisa in altro luogo.

Queste creature vivevano libere nei pressi del torrente San Francesco. Non costituivano alcun pericolo per le persone che, anzi, si erano affezionate alla loro presenza. Convivevano pacificamente in quel piccolo spazio di mondo nel quale avevano visto la propria casa, ma l'equilibrio è stato spezzato per sempre dalla più terribile delle bestie: la specie umana.

Il loro massacro è evidenza tangibile di quanto parte corrotta nell'animo dell'umanità, quella specista, sia un fardello per le altre esistenze. È il genere umano ad essere la sola, costante e incessante minaccia per tutte le altre specie su questo pianeta.

Chi ha dato disposizione di uccisione, e chi ha eseguito gli ordini senza il minimo scrupolo, non ha fatto altro che riproporre uno schema di violenza come quelli che hanno caratterizzato anche epoche passate e di cui, leggendone testimonianze sui libri, possiamo solo provare vergogna.

La famiglia di cinghiali di Rapallo non meritava di sparire dal mondo. Aveva il diritto di esistere!

Scriviamo una mail di protesta a chi si è macchiato le mani di sangue innocente e a chi non ha fatto abbastanza per tutelare queste vite.

Mail da inviare:

Gentile (?) Nucleo di Vigilanza Faunistico-Ambientale Regione Liguria,
Gentile Regione Liguria,
Gentile Sindaco di Rapallo,

Ho appreso, con sgomento e sdegno, che lo scorso 25 marzo è stata uccisa la famiglia di cinghiali che viveva da circa un anno nei pressi del torrente San Francesco.
Vi scrivo questa email per necessità di esternare il mio totale disprezzo per il gesto immondo che è stato compiuto.
È disdicevole che nell'epoca storica in cui viviamo esista ancora la tendenza umana a negare la vita alle altre creature della terra. Cosa hanno fatto di male queste esistenze, nate nello stesso universo che ha voluto anche noi, per meritare di venire uccise?
Con quale coraggio si può esistere togliendo la vita a qualcuno?
Cosa è stato appreso in tutti questi secoli da parte del nostro genere?
Questi cinghiali avevano tutto il diritto di vivere la loro vita.
Gli animali, tutti, devono avere il diritto di esistere senza che nessuno si permetta di interrompere con la violenza la loro preziosa presenza!
Chi si è macchiato le mani di sangue innocente, oltraggiando l'ecosistema col massacro di alcune delle sue creature, deve solo vergognarsi di respirare ingratamente.
Basta uccisioni! Rispetto per ogni forma di vita!


Da inviare a:

urp@regione.liguria.it
sindaco@comune.rapallo.ge.it
donatella.calcagno@regione.liguria.it
annamaria.carrieri@regione.liguria.it
cristina.ferro2@regione.liguria.it
ornella.rubini@regione.liguria.it
vigilanza.faunistica@regione.liguria.it

LO SCIACALLO DORATO IN CANSIGLIO

28 MARZO 2026

MACELLAZIONE ILLEGALLE CAVALLI- PENA RIDICOLA

20 MARZO 2026

Questo è quanto vale la vita di cavalli uccisi e macellati illegalmente?
Al tribunale di Perugia è stato accolto il patteggiamento per l’imputato considerato il capo promotore di un’associazione dedita alla macellazione illegale di cavalli. La “pena”? Lavori di pubblica utilità per un totale di 30 mesi e 600€ di risarcimento per le parti civili nel procedimento.
Una decisione assurda! Accettare un patteggiamento per reati così gravi significa dire che la vita degli animali non ha valore e chiudere gli occhi davanti a un sistema che li considera strumenti, merce, scarti. Noi non ci stiamo!
Continueremo a lottare perché la loro sofferenza venga riconosciuta per quello che è: un crimine.
POST LAV

FUGATTI ASSOLTO- MI APPELLO AL KARMA

18 MARZO 2026

Avete capito come funziona la GIUSTIZIA?
Si può compiere un CRIMINE e venire ASSOLTI.
Mi appello al KARMA
GIUSTIZIA PER SONNY . M90
Il Tribunale di Trento ha assolto il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti dall’accusa dell’uccisione con crudeltà dell’orso M90. Una sentenza già scritta che non ha tenuto minimamente conto di elementi oggettivi che dimostravano quanto la decisione di uccidere M90 sia arrivata in violazione delle stesse regole che la Provincia si è data.
M90 era un orso che non aveva mai creato “problemi”, ma che frequentava le aree urbanizzate perché abituato a cibarsi nei cassonetti non protetti. Un orso giovane, di appena due anni e mezzo, ucciso a fucilate per volere di Fugatti e della sua giunta. Un’azione per coprire la loro incapacità di favorire la convivenza con gli animali selvatici.
Ma questa storia non finisce qui: andremo avanti, in appello. Con rabbia, ma anche con la determinazione di chi non accetta che tutto questo venga archiviato come se niente fosse.

POST LAV

PROCESSO PER L'ABBATTIMENTO DELL'ORSO M90: SECONDA UDIENZA IN TRIBUNALE A TRENTO
Fugatti assolto dall'accusa di abbattimento con crudeltà dell'orso M90. Questa mattina in tribunale a Trento seconda udienza del processo.
Il 9 di marzo l'imputato in aula non c'era: Maurizio Fugatti è accusato da diverse associazioni animaliste di uccisone e maltrattamento di animali, con specifico riferimento a M90, l'orso abbattuto lo scorso anno, dopo che era stato ritenuta problematica la sua presenza in Val di Sole.

 
POST RTTR TELEVISIONE

ORSO M90, ASSOLUZIONE DEL PRESIDENTE FUGATTI LEAL: “RESTANTO LE CRITICITÀ NELLA GESTIONE E NELLA TUTELA DELLA FAUNA”
LEAL prende atto dell’assoluzione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nella vicenda dell’orso M90. L’animale, un esemplare di orso bruno reintrodotto nella popolazione alpina, era stato abbattuto dalle autorità provinciali dopo essere stato ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica, senza sedazione preventiva


POST LEAL

Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza nel giudizio abbreviato concluso oggi a Trento con l'assoluzione del presidente Fugatti.
Questo esito ci lascia con l'amaro in bocca, ma anche con la schiena più dritta che mai. Non smetteremo di monitorare la gestione della fauna in Trentino e chiedere giustizia per tutti gli animali vittime dei fucili, per la presunta salvaguardia della collettività.
L'assoluzione non cancella la realtà: una gestione politica miope ha ucciso Sonny. Noi non lo dimentichiamo.
POST ANIMAL LAW ITALIA

 

“Il fatto sussiste, non si poteva negare l’evidenza di una morte inflitta fra atroci patimenti, ma il presidente Fugatti non è punibile, con le motivazioni capiremo perché. Se il giudice afferma che non si può uccidere un animale in questo modo, si è stabilito un importante principio di diritto”. Così il professor Mario Zanchetti, difensore della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ammessa come parte civile, commenta la sentenza di assoluzione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dall’accusa di aver disposto e fatto eseguire l’abbattimento dell’orso M90 senza prendere le misure necessarie per evitargli inutili sofferenze. Secondo il giudice monocratico, che ha accolto la richiesta dell’imputato di definire il procedimento con il giudizio abbreviato, il fatto “non costituisce reato”.

Proprio dalla formula adottata bisogna partire per comprendere che, nonostante l’assoluzione del principale imputato, l’associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla segna un punto a favore nella lunghissima battaglia per tutelare gli orsi del Trentino. Nell’istanza per la costituzione di parte civile LEIDAA ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l’operazione di preventiva narcotizzazione “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo subito. Ma la telenarcosi non era espressamente prevista nel decreto del presidente della Provincia. E ben poteva essere presente, anzi, doveva essere presente, un veterinario. La formula “il fatto non costituisce reato” non nega l’evidenza. “Attendiamo le motivazioni – afferma il professor Zanchetti – per decidere quale sarà il prossimo passo”.

M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.

“Gli animali – ricorda l’on. Brambilla – non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. Sono anch’essi portatori di fondamentali diritti, sulla base del principio, affermato dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali in quanto esseri senzienti. Continueremo a batterci contro l’arbitrio e l’arroganza di chi tratta gli orsi, il cui ripopolamento è stato deciso proprio dai politici trentini, come ingombranti ostacoli da rimuovere non appena se ne sente il bisogno”. POST BRAMBILLA.IT

SOSPESA SPERIMENTAZIONE SUI CANI

16 MARZO 2026

POST LAV
Il TAR del Lazio ha accolto la nostra richiesta e ha sospeso ulteriori test sui cani nei laboratori della multinazionale del farmaco Aptuit di Verona. Esperimenti invasivi e crudeli che costringevano esseri senzienti a “vivere” in gabbia e a subire operazioni chirurgiche, dolore e complicazioni post-operatorie, oltre a stress e gravi alterazioni comportamentali.
Ora, finalmente, la sospensione del Tribunale, passaggio fondamentale per garantire che, in attesa della pronuncia nel merito, questi cani non vengano più sottoposti ad ulteriori procedure e fare luce sul rispetto, almeno, della legge.
Noi, in attesa della prossima udienza, continueremo a vigilare e a difendere loro e tutti gli animali ancora prigionieri in quei luoghi di sofferenza e morte lottando per una ricerca etica e realmente utile per gli uomini.

NO DEL TAR ALL' AMPLIAMENTO DELL' ALLEVAMENTO SUINI

17 MARZO 2026

SAN VITO DI FAGAGNA

Il Tar Fvg ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato della società azienda agricola Zualt Pontello Ugo&C di raddoppiare il proprio allevamento.  La richiesta dell'azienda era stata bocciata con due deliberazioni comunali di fine dicembre 2025 a cui l'azienda aveva fatto seguito col ricorso.



Taglio alberi. Attivisti contro il Consorzio di Bonifica


Gli ambientalisti della Bassa friulana attaccano il lavoro 
del Consorzio di bonifica. 
L’assessore Pavanello: «Pulizia fatta nel periodo sbagliato.
A rischio gli animali.
La zona interessata coinvolge le sponde del Cormor e del Corno dei comuni di Muzzana del Turgnano e San Giorgio di Nogaro in periodo di nidificazione degli uccelli.


STOP DEL TAR SUL PIANO STRAORDINARIO FAUNA

12 MARZO 2026 

STOP AL PIANO STRAORDINARIO FAUNA SELVATICA VOLUTO DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA

IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DEL WWF ITALIA E DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI

Le associazioni ENPA, LAV, LEIDAA, LIPU, OIPA, LNDC Animal Protection e WWF Italia annunciano un’importante vittoria giudiziaria. Con la sentenza pubblicata ieri, il TAR Lazio ha annullato tre parti fondamentali del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato dal Governo nel 2023.

Il Tribunale ha accolto il ricorso delle associazioni annullando disposizioni che avrebbero aperto la strada a interventi potenzialmente massivi, indiscriminati e in contrasto con il diritto nazionale ed europeo.

Il TAR ha dichiarato illegittimi punti in cui si impediva il ricorso ai metodi alternativi per alcune specie cd “parautoctone”, che venivano equiparate alle specie esotiche invasive, nonostante ciò sia contrario al diritto europeo e alla normativa nazionale. Bocciata anche l’esclusione generalizzata dei principali divieti - sanciti dall’art. 21 della Legge 157/1992 e dalla normativa europea - che il Piano aveva indebitamente disattivato per le attività di controllo nel tentativo di autorizzare uccisioni con ogni mezzo, compresi metodi particolarmente cruenti. La sentenza conferma che tali divieti devono restare pienamente operativi.

Infine, è stata dichiarata illegittima la possibilità per le Regioni di commissariare gli Enti parco regionali se non applicavano il Piano entro sei mesi: misura priva di base legislativa e lesiva dell’autonomia dei parchi.

Inoltre, la sentenza fa chiarezza anche in merito all’uccisione di specie protette, poiché riporta testualmente che “l’eventuale cattura e abbattimento delle specie protette devono comunque essere perseguiti nel rispetto delle direttive comunitarie poste a tutela della fauna e, dunque, “a condizione che non esista un'altra soluzione valida” questo vale quindi anche per una specie, come il lupo, che non gode più della protezione rigorosa assicurata dalla Direttiva Habitat e che la maggioranza di governo intende declassare anche in Italia.

“Questa sentenza ristabilisce la centralità del diritto europeo, della selettività, della prevenzione e del ruolo degli Enti parco – dichiarano le associazioni - È una vittoria per la fauna selvatica, per la scienza e per la legalità e una sconfitta per le politiche antiscientifiche alla base delle forzature che hanno caratterizzato l’azione del Governo e del Parlamento che ha già portato all’apertura di una pesante procedura d’infrazione INFR(2023)2187 proprio su questo tema. Il Piano straordinario conteneva previsioni che avrebbero aperto la strada ad abbattimenti generalizzati con ogni mezzo, luogo e arma, ad ogni specie animale, nonché all’uso di strumenti non selettivi: oggi il TAR ha detto chiaramente che non è possibile derogare senza limiti alla tutela della biodiversità. Chiediamo adesso alle Regioni di adeguare i loro piani di controllo a questi principi”.

Le associazioni continueranno a monitorare con attenzione la successiva fase di applicazione regionale del Piano, pronte a intervenire contro eventuali violazioni della normativa nazionale ed europea.


Una vittoria importante per gli animali selvatici, per la scienza e per la legalità!
Insieme ad altre associazioni abbiamo ottenuto dal TAR Lazio l’annullamento di tre parti fondamentali del Piano straordinario del Governo sulla gestione della fauna selvatica voluto dal Ministro Francesco Lollobrigida.
Siamo riusciti così a bloccare norme che avrebbero aperto la strada a vere e proprie stragi di animali, ribadendo un principio chiaro: la loro tutela e quella dell’ambiente non può essere mai aggirata.
Continueremo a vigilare sull’applicazione del Piano nelle Regioni, per difendere gli animali selvatici e il rispetto delle leggi che li proteggono.
POST LAV
LA BIODIVERSITÀ NON SI GOVERNA A COLPI DI FUCILE: IL TAR SMONTA IL PIANO LOLLOBRIGIDA
​Il TAR del Lazio ha parlato chiaro: la tutela della nostra fauna selvatica non è un optional. Con una sentenza fondamentale, i giudici hanno annullato tre parti chiave del "Piano straordinario" del Ministro Lollobrigida.
​Era una forzatura evidente fin dall'inizio e ora è certificata: quegli abbattimenti indiscriminati sono illegittimi e calpestano le norme europee e nazionali.
​La gestione della fauna deve basarsi su dati scientifici e metodi alternativi, non su abbattimenti di massa per compiacere le lobby.
Il Governo ha tentato di scavalcare gli Enti Parco, ma il TAR ha ribadito il loro ruolo insostituibile. Inoltre l'Italia è già sotto procedura d'infrazione UE. Continuare su questa strada antiscientifica è un danno per il Paese.
​Voglio ringraziare ENPA, LAV, WWF, LIPU, OIPA, LEIDAA e LNDC. Il loro ricorso ha difeso un principio elementare: la biodiversità è un patrimonio protetto dalla nostra Costituzione, non un ostacolo da eliminare.
Non permetteremo che si continui a ignorare la legge per favorire pochi a danno dell'ambiente di tutti.

POST SERGIO COSTA

ALLEVAMENTO INTENSIVO POLLI NELLA BASSA FRIULANA

12 MARZO 2026

Un progetto che porterà alla realizzazione di un allevamento intensivo da 850 mila polli in un'area di 18 mila metri quadri fra Bertiolo e Talmassons

Il comitato “Terra libera” dice no. Vogliono difendere la loro salute e l'ambiente. Si preoccupano per gli odori nauseanti, l'inquinamento da reflui, traffico pesante, emissione di ammoniaca e metano. Troppo vicino ai centri abitativi e ad una fattoria didattica.
Che agli interessi economici prevalga l'interesse della comunità.


TRIBUNALE DI MANTOVA. IN UDIENZA IL CERTIFICATO DI MORTE DELL'ELEFANTESSA

11 MARZO 2026

Che fine ha fatto l’elefantessa Bambi?
Si è tenuta oggi una nuova udienza a Mantova del processo contro il proprietario e gestore di Bambi che nel 2023 era stato accusato di detenere l’elefantessa in condizioni non idonee che le causavano gravi sofferenze. E noi di LAV siamo stati presenti perché vogliamo ottenere giustizia.
Proprio durante l’udienza è emersa una notizia gravissima: è stato presentato il certificato di morte di Bambi che sarebbe deceduta a gennaio scorso. Nulla però è stato segnalato: dove è stata sepolta? Che fine ha fatto il suo corpo? una situazione assurda su cui ancora non c'è chiarezza.
Questo caso conferma per l’ennesima volta che quanto sia urgente liberare gli animali dai circhi. Ci appelliamo nuovamente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli affinché attui la Legge delega sullo spettacolo che deve mettere fine a queste crudeltà e torture.

POST LAV

POLLI: TANTI MORTI E TANTI DISPERSI. ENNESIMA STRAGE DI ANIMALI DA TRASPORTO

10 MARZO 2026

Morsano al Tagliamento.

Camion con 4mila polli  si ribalta. Autista ferito, animali morti e dispersi nei campi.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante stava percorrendo la provinciale quando, poco dopo la mezzanotte, è uscito improvvisamente dalla carreggiata.

Il camion ha quindi perso stabilità e si è ribaltato su un fianco, terminando la corsa in un campo a margine della strada.

Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.

Nel camion erano trasportati circa 4mila polli.

A causa del violento impatto numerosi animali sono morti, mentre molti altri sono riusciti a fuggire nei campi, approfittando anche dell’oscurità della notte.

VORREI SAPERE SE LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI SONO ATTIVATE PER CERCARE I POLLI DISPERSI E RECUPERARLI

POST NORDEST24



ASTICE TORTURATO. VIDEO NELLA PAGINA FACEBOOK MILINAGATTA

MARZO 2026

Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026




Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta: 

Abbiamo nascosto il post di Milinagatta ai teenager



Successivamente il post (a cui avevo inserito un mio commento) non è più disponibile.


AGGIORNAMENTO

Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:

Immagini che raccontano un orrore indicibile!
In un video pubblicato sui social da una pagina molto seguita si assiste ad una scena di una crudeltà senza limiti: un astice viene colpito ripetutamente e con estrema violenza su chele, dorso e testa mentre chi riprende ride e si diverte. Una sofferenza prolungata e trasformata in “spettacolo”.
Si tratta di una vera e propria tortura di un essere senziente preso a martellate prima di essere gettato ancora agonizzante in una padella. Tortura che ha scatenato l’indignazione e la rabbia di tantissimi utenti che hanno segnalato il video. Noi vogliamo dare una risposta!
Nei prossimi giorni, attraverso il nostro ufficio legale, presenteremo una denuncia. Violenze come queste non devono restare impunite.
Ma non solo! Gli astici, come tutti i crostacei, possono essere venduti, esposti e bolliti vivi. La Legge nazionale ed europea è ancora molto indietro nella loro tutela. Insieme dobbiamo continuare ad essere la voce di questi animali quotidianamente torturati.

POST LAV

A DUBAI ABBANDONANO GLI ANIMALI

MARZO 2026

L’Altro Dramma della Guerra: Abbandoni ed Eutanasie per chi scappa.

A Dubai cresce l’emergenza di cani e gatti abbandonati mentre molti residenti stranieri tentano di lasciare la città in fretta dopo che gli attacchi dei droni. Volontari e rifugi raccontano di richieste di eutanasia, animali lasciati davanti alle cliniche veterinarie e persino cani trovati feriti nel deserto. Per ora singole storia, ma che comunque rappresentano un dramma nascosto che rischia di trasformare cani e gatti nelle vittime dimenticate della crisi.
Cresce Il dramma silenzioso degli animali lasciati per strada
Mentre la tensione nel Medio Oriente spinge molte famiglie straniere a lasciare Dubai, nelle strade della città si sta consumando una tragedia meno visibile ma altrettanto dolorosa: quella degli animali domestici abbandonati.
I volontari raccontano episodi sempre più frequenti e spesso scioccanti. Una soccorritrice ha raccontato che davanti alla sua porta vengono lasciati gatti “ogni giorno”. In un altro caso, un Levriero Saluki è stato trovato legato a un lampione con il collare così stretto da tagliargli il collo.
Altri volontari riferiscono di decine di messaggi da parte di espatriati che chiedono aiuto per sistemare i propri animali prima di lasciare il Paese. Ci sono anche segnalazioni di cani liberati dai proprietari mentre tentano di attraversare il confine con l’Oman.
Si sta tentando di capire cosa possa essere fatto anche dai nostri Paesi e aspettiamo indicazione della Animal Politica EU.
L’altra faccia della guerra, dove a pagare le spese sono sempre i più deboli e innocenti.


POST DEL PAI

CAPRETTA UCCISA. IL GIP ARCHIVIA, ENRICO RIZZI INDAGATO PER DIFFAMAZIONE

9 MARZO 2026

L'INGIUSTIZIA

CON TANTO DI PROVE E INDAGINI

 IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI 

DEL TRIBUNALE DI FROSINONE

ARCHIVIA DEFINITIVAMENTE

Nel frattempo Enrico Rizzi è ancora sotto processo per diffamazione perché avrebbe offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.

Mi domando da che parte stanno i giudici !

°°°°°°°

Una decisione vergognosa che ci indigna!
Nell’agosto 2023 una capretta si era avvicinata fiduciosa a chi, poi, l’ha presa a calci fino a ucciderla, tra risate e insulti. Una violenza brutale contro un essere senziente, fragile, incapace di difendersi.
Una crudeltà atroce che rimarrà impunita perché, nonostante le nostre due opposizioni, nonostante le prove raccolte e nonostante le ulteriori indagini disposte dal giudice, il GIP del Tribunale di Frosinone ha deciso di archiviare definitivamente il caso.
Un gravissimo precedente e un crimine agghiacciante che, oggi, non ha avuto giustizia.

 POST LAV

Il Tribunale di Frosinone ha deciso di archiviare definitivamente il procedimento penale nei confronti del giovane che ha ucciso la povera capretta ad Anagni.
Avete capito bene.
Chi ammazza un animale in questo paese può cavarsela così.
Archiviato.
Tutto finito.
Come se quella vita non fosse mai esistita.
Nel frattempo io sono ancora sotto processo per diffamazione perché avrei offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.
Questa è l’Italia: chi uccide un animale viene lasciato in pace, chi difende gli animali rischia una condanna.
E il 28 aprile ci sarà l’ultima udienza del mio processo.
Ve lo dico già adesso: sono pronto a scommettere che sarà molto più facile condannare me per delle parole pronunciate durante una protesta, che chi ha tolto la vita ad un animale indifeso, prendendolo a calci.
Ma io in quell’aula di tribunale ci entrerò come sempre a testa alta, perché difendere gli animali non sarà mai una colpa.
E voglio dire grazie a tutte le persone che hanno deciso di essere presenti quel giorno in tribunale per sostenermi.
La vostra presenza non sarà solo un gesto di solidarietà verso di me.
Sarà uno schiaffo morale a un sistema che continua a voltarsi dall’altra parte davanti alla violenza sugli animali.
Io non mi fermerò. Mai.
L’ho promesso agli animali. L’ho promesso a voi.

POST ENRICO RIZZI

UDIENZA PREDIBATTIMENTALE PER ORSO M90

9 MARZO 2026

Nell’udienza predibattimentale iniziata oggi, a Trento, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dal professor Mario Zanchetti, è stata ammessa come parte civile nel procedimento contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiamato a rispondere, in concorso con due funzionari dell’ente, di maltrattamento di animali per l’uccisione dell’orso M90, “morto – sostiene la deputata – tra atroci sofferenze che potevano e dovevano essere evitate. È stata un’esecuzione barbara e crudele”. La difesa di Fugatti ha chiesto al definizione del procedimento con il giudizio abbreviato, la discussione è stata fissata per il 18 marzo.

L’operazione di narcotizzazione – si legge nell’istanza della LEIDAA per la costituzione di parte civile – “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo immediatamente. Ma la telenarcosi era espressamente esclusa nel decreto del presidente della Provincia. M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.

“Dopo una prima richiesta di archiviazione – commenta la presidente di LEIDAA – nel novembre dell’anno scorso il gip ha finalmente deciso l’imputazione coatta di Fugatti e di due funzionari della Provincia sulla base del principio, introdotto dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali, in quanto esseri senzienti, portatori di fondamentali diritti. Gli animali, compresi i selvatici, non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. E il solo fatto che per questo sieda sul banco degli imputati il potentissimo presidente di una Provincia autonoma mostra quant’era giusto e necessario adeguare la legge penale ad una nuova sensibilità collettiva”. POST NEL CUORE

POST IL DOLOMITI

TRENTO. “La difesa del presidente Fugatti ha avanzato richiesta di definizione del procedimento nelle forme del giudizio abbreviato e noi siamo stati ammessi come parte civile”. La Leal ha annunciato che è stata ammessa, assieme ad altre associazioni, come parte civile nel processo a carico del presidente della Provincia Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M90Nelle scorse ore, infatti, si è tenuta l'udienza predibattimentale e la difesa di Fugatti ha depositato una memoria con diversi documenti, consegnati però solo in formato digitale su chiavetta. Proprio per permettere alle parti civili di analizzare il materiale, il giudice ha deciso di rinviare la discussione al 18 marzo. 

 L'imputazione riguarda i reati di uccisione di animali e di maltrattamento di animali, aggravati dalla crudeltà, ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale. Secondo l'accusa “Fugatti avrebbe disposto l'abbattimento dell'esemplare omettendo la previa narcotizzazione e il necessario impiego di personale veterinario” spiega la Leal. 

Dalla ricostruzione dei fatti, ha spiegato in una nota l'Enpa,  è emerso chiaramente che “M90 non fu narcotizzato prima dell’uccisione, nonostante fosse radiocollarato e quindi facilmente rintracciabile. Furono esplosi tre colpi, ma solo due colpirono l’animale, senza peraltro causarne la morte immediata. L’autopsia ha evidenziato che l’orso morì dissanguato per un’emorragia interna dopo una lunga agonia. Inoltre, nessun veterinario era presente, contrariamente a quanto previsto dal Pacobace”.

 Determinanti sembrano essersi rivelate le consulenze dei professori Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense, e Orlando Paciello, veterinario forense. Nella relazione tecnica depositata agli atti per Enpa, gli esperti hanno evidenziato come “l’uccisione con proiettili esplodenti di calibro 30.06, senza previa anestesia, abbia causato un’emorragia interna che ha portato alla morte dell’animale dopo prolungate e atroci sofferenze”.

Dal canto suo Leal sottolinea come la morte di M90 non costituirebbe un episodio accidentale riconducibile alla gestione faunistica, bensì sarebbe l'esito di una condotta ritenuta “gravemente inadeguata sotto il profilo della tutela della fauna selvatica”. L'esemplare, spiega sempre l'associazione, “sarebbe divenuto 'confidente' anche a causa di ricorrenti episodi di foraggiamento e della mancata messa in sicurezza dei rifiuti, fattori che ne avrebbero favorito l'avvicinamento alle aree antropizzate”.

M90, ha spiegato anche l'avvocata Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale Oipa Italia "è stato vittima di un’uccisione basata su un ordine non sorretto da motivi che ne potessero giustificare un provvedimento così estremo. Chiediamo giustizia per quest’orso, vittima di gravi falle nella gestione della convivenza tra uomo e i grandi carnivori, la cui tutela è addirittura di rango comunitario”.

 L'ammissione come parti civili è stato accolta positivamente dalle associazioni. “L’auspicio è che si possa fare piena chiarezza sulla morte dell’orso M90 e che sia fatta giustizia in modo che episodi come questo non accadano mai più”.