MARZO 2026
Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026
Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta:
AGGIORNAMENTO
Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:
Cronache sugli animali dal Friuli e dal mondo // Facebook: Elisa Colavitti Pro Animali-Udine// 1° Blog: casaborrelli-colavitti.blogspot.com// 2° Blog: casaborrellicolavitti.blogspot.com
MARZO 2026
Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026
Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta:
AGGIORNAMENTO
Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:
MARZO 2026
9 MARZO 2026
L'INGIUSTIZIA
CON TANTO DI PROVE E INDAGINI
IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DEL TRIBUNALE DI FROSINONE
ARCHIVIA DEFINITIVAMENTE
Nel frattempo Enrico Rizzi è ancora sotto processo per diffamazione perché avrebbe offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.
Mi domando da che parte stanno i giudici !
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9 MARZO 2026
Nell’udienza predibattimentale iniziata oggi, a Trento, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dal professor Mario Zanchetti, è stata ammessa come parte civile nel procedimento contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiamato a rispondere, in concorso con due funzionari dell’ente, di maltrattamento di animali per l’uccisione dell’orso M90, “morto – sostiene la deputata – tra atroci sofferenze che potevano e dovevano essere evitate. È stata un’esecuzione barbara e crudele”. La difesa di Fugatti ha chiesto al definizione del procedimento con il giudizio abbreviato, la discussione è stata fissata per il 18 marzo.
L’operazione di narcotizzazione – si legge nell’istanza della LEIDAA per la costituzione di parte civile – “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo immediatamente. Ma la telenarcosi era espressamente esclusa nel decreto del presidente della Provincia. M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.
“Dopo una prima richiesta di archiviazione – commenta la presidente di LEIDAA – nel novembre dell’anno scorso il gip ha finalmente deciso l’imputazione coatta di Fugatti e di due funzionari della Provincia sulla base del principio, introdotto dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali, in quanto esseri senzienti, portatori di fondamentali diritti. Gli animali, compresi i selvatici, non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. E il solo fatto che per questo sieda sul banco degli imputati il potentissimo presidente di una Provincia autonoma mostra quant’era giusto e necessario adeguare la legge penale ad una nuova sensibilità collettiva”.
POST DI NEL CUORE
6 MARZO 2026
𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗹𝘂𝗽𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼: 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻'𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲
Febbraio 2026 ha lasciato sul territorio trentino un bilancio che fa riflettere: quattro lupi morti e due feriti o fuggiti in condizioni sconosciute, tutti vittime di investimenti stradali e ferroviari nell'arco di ventotto giorni. Il primo febbraio a Pieve di Bono un lupo è stato travolto da un veicolo ed è poi fuggito, con condizioni ancora ignote. Il 3 febbraio a Sant'Antonio di Mavignola si è ripetuto lo stesso copione, un altro animale investito e scomparso nel nulla.Poi sono arrivate le morti certe, una dopo l'altra, con una cadenza che non lascia spazio all'indifferenza. Il 4 febbraio ad Avio una femmina giovane ha perso la vita travolta da un treno; il 13 febbraio a Saone un maschio giovane è morto investito da un veicolo; il 14 febbraio a Tremalzo di Ledro un maschio adulto ha subito la stessa sorte; il 27 febbraio a Massimeno una femmina giovane è stata uccisa da un'auto. Sei episodi in un solo mese, quattro animali morti: una sequenza che non può essere liquidata come una serie di sfortunate coincidenze, ma che racconta qualcosa di strutturale nel rapporto tra la fauna selvatica e le infrastrutture che attraversano il territorio.Il Trentino è una provincia in cui il lupo è tornato a vivere con una presenza sempre più stabile e diffusa, ma le strade e le ferrovie che solcano le sue valli sono state progettate in un'epoca in cui nessuno si poneva il problema dei corridoi di dispersione della fauna selvatica.
Gli animali attraversano i tracciati asfaltati e i binari perché seguono percorsi istintivi che non riconoscono i confini imposti dall'uomo, e lo fanno spesso di notte, quando la visibilità è ridotta e la velocità dei veicoli rende ogni attraversamento un'incognita mortale. Sulle strade italiane nel solo 2026 sono già stati registrati almeno trenta lupi morti, quattro feriti o catturati e tre rilasciati dopo le cure, un dato nazionale che amplifica la portata del problema ben oltre i confini trentini.A questi dati va aggiunta la dimensione delle predazioni al bestiame, che nel solo febbraio ha prodotto sette episodi distribuiti tra i comuni di Madruzzo, Roncegno Terme, Vigolo Baselga, Tenno, Lardaro, Cavedine e Garniga Terme. I danni da lupo in Trentino erano già cresciuti del 35% rispetto all'anno precedente, con 151 episodi e 133.000 euro di importo complessivo nel 2025. In due dei sette episodi di febbraio erano presenti recinzioni elettrificate funzionanti che il lupo ha comunque superato, mentre in quattro casi non era presente alcuna protezione idonea: numeri che confermano come la prevenzione passiva, pur non garantendo l'inviolabilità assoluta, riduca sensibilmente il rischio quando è applicata con correttezza.
Quattro lupi morti in un mese non sono soltanto una perdita per una specie protetta, ma il sintomo di un sistema che non riesce ancora a costruire una convivenza vera tra la fauna selvatica e le attività umane. Serve un approccio diverso: passaggi faunistici progettati sulle tratte più a rischio, segnaletica adeguata, velocità limitate nei tratti critici e una cultura della strada che consideri gli animali selvatici come parte integrante del territorio che attraversiamo. Finché le infrastrutture continueranno a ignorare la presenza del lupo, febbraio 2026 non sarà un'eccezione, ma un appuntamento che si ripete.
MARZO 2026
Sabato 28 marzo 2026 ore 14:30 - manifestazione (autorizzata) davanti ai cancelli del Casteller.
Tutti possono partecipare, nessuno escluso, le nostre sono manifestazioni di popolo, non di prime donne.
Non possiamo più accettare che l’Orso Papillon continui ad essere rinchiuso ed isolato nella prigione del Casteller.
MARZO 2026
CI SI DOMANDA COME STA BRUNO
VAL DI NON, TRENTINO
6 MARZO 2026
Le associazioni animaliste Lav e Leal hanno deciso di costituirsi parte civile.
Si aprirà lunedì 9 marzo, con l'udienza predibattimentale, il processo a carico del presidente della Provincia Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M90.
L'orso si era reso protagonista di diverse scorribande in Val di Sole e nel gennaio 2024 aveva seguito due escursionisti su un sentiero sopra Mezzana: da qui l'ordine di abbattimento emesso dalla Provincia, poi eseguito.
Per Fugatti il Giudice per le indagini preliminari ha deciso l'imputazione coatta con l'accusa di uccisione e maltrattamento di animali. Il pubblico ministero aveva invece chiesto l'archiviazione.
Si terrà il 9 marzo la prima udienza del procedimento penale a carico di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, in relazione all’abbattimento dell’orso M90. In questa sede, Leal ha formalizzato la richiesta di costituzione di parte civile per l’esercizio dell’azione civile nel processo penale.
5 MARZO 2026
6 MARZO 2026
6 MARZO 2026
5 MARZO 2026
4 MARZO 2026
3 MARZO 2026
3 MARZO 2026
SABBIONARA (TN)
Un incendio di vaste proporzioni ha colpito nel tardo pomeriggio di ieri un’azienda agricola situata a Sabbionara di Avio
Il bilancio è pesante: centinaia di capi non sono sopravvissuti al rogo. Soltanto circa 250 tori sono stati messi in salvo,
Le fiamme in pochi minuti hanno avvolto l’intera struttura rendendo necessario un imponente dispiegamento di forze.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un carro miscelatore, propagandosi rapidamente al deposito di foraggio e all’intera struttura agricola.
3 MARZO 2026
3 MARZO 2026
Da quattro legislature porto avanti questa battaglia con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli equidi e promuovere in Parlamento misure concrete per diffondere una cultura del rispetto verso ogni animale. Oggi questa proposta è finalmente in esame alla Camera dei deputati, un passaggio importante per trasformare in norme concrete la protezione che meritano
POST BRAMBILLA