APRILE 2026
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| Messaggero Veneto 3.4.2026 |
Cronache sugli animali dal Friuli e dal mondo // Facebook: Elisa Colavitti Pro Animali-Udine// 1° Blog: casaborrelli-colavitti.blogspot.com// 2° Blog: casaborrellicolavitti.blogspot.com
28 MARZO 2026
HO INVIATO MAIL
È successo mercoledì 25 marzo scorso.
La famiglia di animali (tre mamme, quattro giovani di circa un anno e un maschio adulto) è stata sedata, trascinata via dentro a dei sacchi ed uccisa in altro luogo.
Queste creature vivevano libere nei pressi del torrente San Francesco. Non costituivano alcun pericolo per le persone che, anzi, si erano affezionate alla loro presenza. Convivevano pacificamente in quel piccolo spazio di mondo nel quale avevano visto la propria casa, ma l'equilibrio è stato spezzato per sempre dalla più terribile delle bestie: la specie umana.
Il loro massacro è evidenza tangibile di quanto parte corrotta nell'animo dell'umanità, quella specista, sia un fardello per le altre esistenze. È il genere umano ad essere la sola, costante e incessante minaccia per tutte le altre specie su questo pianeta.
Chi ha dato disposizione di uccisione, e chi ha eseguito gli ordini senza il minimo scrupolo, non ha fatto altro che riproporre uno schema di violenza come quelli che hanno caratterizzato anche epoche passate e di cui, leggendone testimonianze sui libri, possiamo solo provare vergogna.
La famiglia di cinghiali di Rapallo non meritava di sparire dal mondo. Aveva il diritto di esistere!
Scriviamo una mail di protesta a chi si è macchiato le mani di sangue innocente e a chi non ha fatto abbastanza per tutelare queste vite.
Mail da inviare:
Gentile (?) Nucleo di Vigilanza Faunistico-Ambientale Regione Liguria,
Gentile Regione Liguria,
Gentile Sindaco di Rapallo,
Ho appreso, con sgomento e sdegno, che lo scorso 25 marzo è stata uccisa la famiglia di cinghiali che viveva da circa un anno nei pressi del torrente San Francesco.
Vi scrivo questa email per necessità di esternare il mio totale disprezzo per il gesto immondo che è stato compiuto.
È disdicevole che nell'epoca storica in cui viviamo esista ancora la tendenza umana a negare la vita alle altre creature della terra. Cosa hanno fatto di male queste esistenze, nate nello stesso universo che ha voluto anche noi, per meritare di venire uccise?
Con quale coraggio si può esistere togliendo la vita a qualcuno?
Cosa è stato appreso in tutti questi secoli da parte del nostro genere?
Questi cinghiali avevano tutto il diritto di vivere la loro vita.
Gli animali, tutti, devono avere il diritto di esistere senza che nessuno si permetta di interrompere con la violenza la loro preziosa presenza!
Chi si è macchiato le mani di sangue innocente, oltraggiando l'ecosistema col massacro di alcune delle sue creature, deve solo vergognarsi di respirare ingratamente.
Basta uccisioni! Rispetto per ogni forma di vita!
Da inviare a:
urp@regione.liguria.it
sindaco@comune.rapallo.ge.it
donatella.calcagno@regione.liguria.it
annamaria.carrieri@regione.liguria.it
cristina.ferro2@regione.liguria.it
ornella.rubini@regione.liguria.it
vigilanza.faunistica@regione.liguria.it
20 MARZO 2026
18 MARZO 2026
“Il fatto sussiste, non si poteva negare l’evidenza di una morte inflitta fra atroci patimenti, ma il presidente Fugatti non è punibile, con le motivazioni capiremo perché. Se il giudice afferma che non si può uccidere un animale in questo modo, si è stabilito un importante principio di diritto”. Così il professor Mario Zanchetti, difensore della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ammessa come parte civile, commenta la sentenza di assoluzione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dall’accusa di aver disposto e fatto eseguire l’abbattimento dell’orso M90 senza prendere le misure necessarie per evitargli inutili sofferenze. Secondo il giudice monocratico, che ha accolto la richiesta dell’imputato di definire il procedimento con il giudizio abbreviato, il fatto “non costituisce reato”.
Proprio dalla formula adottata bisogna partire per comprendere che, nonostante l’assoluzione del principale imputato, l’associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla segna un punto a favore nella lunghissima battaglia per tutelare gli orsi del Trentino. Nell’istanza per la costituzione di parte civile LEIDAA ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l’operazione di preventiva narcotizzazione “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo subito. Ma la telenarcosi non era espressamente prevista nel decreto del presidente della Provincia. E ben poteva essere presente, anzi, doveva essere presente, un veterinario. La formula “il fatto non costituisce reato” non nega l’evidenza. “Attendiamo le motivazioni – afferma il professor Zanchetti – per decidere quale sarà il prossimo passo”.
M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.
“Gli animali – ricorda l’on. Brambilla – non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. Sono anch’essi portatori di fondamentali diritti, sulla base del principio, affermato dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali in quanto esseri senzienti. Continueremo a batterci contro l’arbitrio e l’arroganza di chi tratta gli orsi, il cui ripopolamento è stato deciso proprio dai politici trentini, come ingombranti ostacoli da rimuovere non appena se ne sente il bisogno”. POST BRAMBILLA.IT
16 MARZO 2026
POST LAV17 MARZO 2026
SAN VITO DI FAGAGNA
Il Tar Fvg ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato della società azienda agricola Zualt Pontello Ugo&C di raddoppiare il proprio allevamento. La richiesta dell'azienda era stata bocciata con due deliberazioni comunali di fine dicembre 2025 a cui l'azienda aveva fatto seguito col ricorso.
12 MARZO 2026
STOP AL PIANO STRAORDINARIO FAUNA SELVATICA VOLUTO DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA
IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DEL WWF ITALIA E DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI
Le associazioni ENPA, LAV, LEIDAA, LIPU, OIPA, LNDC Animal Protection e WWF Italia annunciano un’importante vittoria giudiziaria. Con la sentenza pubblicata ieri, il TAR Lazio ha annullato tre parti fondamentali del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato dal Governo nel 2023.
Il Tribunale ha accolto il ricorso delle associazioni annullando disposizioni che avrebbero aperto la strada a interventi potenzialmente massivi, indiscriminati e in contrasto con il diritto nazionale ed europeo.
Il TAR ha dichiarato illegittimi punti in cui si impediva il ricorso ai metodi alternativi per alcune specie cd “parautoctone”, che venivano equiparate alle specie esotiche invasive, nonostante ciò sia contrario al diritto europeo e alla normativa nazionale. Bocciata anche l’esclusione generalizzata dei principali divieti - sanciti dall’art. 21 della Legge 157/1992 e dalla normativa europea - che il Piano aveva indebitamente disattivato per le attività di controllo nel tentativo di autorizzare uccisioni con ogni mezzo, compresi metodi particolarmente cruenti. La sentenza conferma che tali divieti devono restare pienamente operativi.
Infine, è stata dichiarata illegittima la possibilità per le Regioni di commissariare gli Enti parco regionali se non applicavano il Piano entro sei mesi: misura priva di base legislativa e lesiva dell’autonomia dei parchi.
Inoltre, la sentenza fa chiarezza anche in merito all’uccisione di specie protette, poiché riporta testualmente che “l’eventuale cattura e abbattimento delle specie protette devono comunque essere perseguiti nel rispetto delle direttive comunitarie poste a tutela della fauna e, dunque, “a condizione che non esista un'altra soluzione valida” questo vale quindi anche per una specie, come il lupo, che non gode più della protezione rigorosa assicurata dalla Direttiva Habitat e che la maggioranza di governo intende declassare anche in Italia.
“Questa sentenza ristabilisce la centralità del diritto europeo, della selettività, della prevenzione e del ruolo degli Enti parco – dichiarano le associazioni - È una vittoria per la fauna selvatica, per la scienza e per la legalità e una sconfitta per le politiche antiscientifiche alla base delle forzature che hanno caratterizzato l’azione del Governo e del Parlamento che ha già portato all’apertura di una pesante procedura d’infrazione INFR(2023)2187 proprio su questo tema. Il Piano straordinario conteneva previsioni che avrebbero aperto la strada ad abbattimenti generalizzati con ogni mezzo, luogo e arma, ad ogni specie animale, nonché all’uso di strumenti non selettivi: oggi il TAR ha detto chiaramente che non è possibile derogare senza limiti alla tutela della biodiversità. Chiediamo adesso alle Regioni di adeguare i loro piani di controllo a questi principi”.
Le associazioni continueranno a monitorare con attenzione la successiva fase di applicazione regionale del Piano, pronte a intervenire contro eventuali violazioni della normativa nazionale ed europea.
12 MARZO 2026
Un progetto che porterà alla realizzazione di un allevamento intensivo da 850 mila polli in un'area di 18 mila metri quadri fra Bertiolo e Talmassons
11 MARZO 2026
10 MARZO 2026
Morsano al Tagliamento.
Camion con 4mila polli si ribalta. Autista ferito, animali morti e dispersi nei campi.
Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante stava percorrendo la provinciale quando, poco dopo la mezzanotte, è uscito improvvisamente dalla carreggiata.
Il camion ha quindi perso stabilità e si è ribaltato su un fianco, terminando la corsa in un campo a margine della strada.
Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.
Nel camion erano trasportati circa 4mila polli.
A causa del violento impatto numerosi animali sono morti, mentre molti altri sono riusciti a fuggire nei campi, approfittando anche dell’oscurità della notte.
VORREI SAPERE SE LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI SONO ATTIVATE PER CERCARE I POLLI DISPERSI E RECUPERARLI
POST NORDEST24MARZO 2026
Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026
Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta:
AGGIORNAMENTO
Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:
MARZO 2026
9 MARZO 2026
L'INGIUSTIZIA
CON TANTO DI PROVE E INDAGINI
IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DEL TRIBUNALE DI FROSINONE
ARCHIVIA DEFINITIVAMENTE
Nel frattempo Enrico Rizzi è ancora sotto processo per diffamazione perché avrebbe offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.
Mi domando da che parte stanno i giudici !
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