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STOP DEL TAR SUL PIANO STRAORDINARIO FAUNA
12 MARZO 2026
STOP AL PIANO STRAORDINARIO FAUNA SELVATICA VOLUTO DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA
IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DEL WWF ITALIA E DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI
Le associazioni ENPA, LAV, LEIDAA, LIPU, OIPA, LNDC Animal Protection e WWF Italia annunciano un’importante vittoria giudiziaria. Con la sentenza pubblicata ieri, il TAR Lazio ha annullato tre parti fondamentali del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato dal Governo nel 2023.
Il Tribunale ha accolto il ricorso delle associazioni annullando disposizioni che avrebbero aperto la strada a interventi potenzialmente massivi, indiscriminati e in contrasto con il diritto nazionale ed europeo.
Il TAR ha dichiarato illegittimi punti in cui si impediva il ricorso ai metodi alternativi per alcune specie cd “parautoctone”, che venivano equiparate alle specie esotiche invasive, nonostante ciò sia contrario al diritto europeo e alla normativa nazionale. Bocciata anche l’esclusione generalizzata dei principali divieti - sanciti dall’art. 21 della Legge 157/1992 e dalla normativa europea - che il Piano aveva indebitamente disattivato per le attività di controllo nel tentativo di autorizzare uccisioni con ogni mezzo, compresi metodi particolarmente cruenti. La sentenza conferma che tali divieti devono restare pienamente operativi.
Infine, è stata dichiarata illegittima la possibilità per le Regioni di commissariare gli Enti parco regionali se non applicavano il Piano entro sei mesi: misura priva di base legislativa e lesiva dell’autonomia dei parchi.
Inoltre, la sentenza fa chiarezza anche in merito all’uccisione di specie protette, poiché riporta testualmente che “l’eventuale cattura e abbattimento delle specie protette devono comunque essere perseguiti nel rispetto delle direttive comunitarie poste a tutela della fauna e, dunque, “a condizione che non esista un'altra soluzione valida” questo vale quindi anche per una specie, come il lupo, che non gode più della protezione rigorosa assicurata dalla Direttiva Habitat e che la maggioranza di governo intende declassare anche in Italia.
“Questa sentenza ristabilisce la centralità del diritto europeo, della selettività, della prevenzione e del ruolo degli Enti parco – dichiarano le associazioni - È una vittoria per la fauna selvatica, per la scienza e per la legalità e una sconfitta per le politiche antiscientifiche alla base delle forzature che hanno caratterizzato l’azione del Governo e del Parlamento che ha già portato all’apertura di una pesante procedura d’infrazione INFR(2023)2187 proprio su questo tema. Il Piano straordinario conteneva previsioni che avrebbero aperto la strada ad abbattimenti generalizzati con ogni mezzo, luogo e arma, ad ogni specie animale, nonché all’uso di strumenti non selettivi: oggi il TAR ha detto chiaramente che non è possibile derogare senza limiti alla tutela della biodiversità. Chiediamo adesso alle Regioni di adeguare i loro piani di controllo a questi principi”.
Le associazioni continueranno a monitorare con attenzione la successiva fase di applicazione regionale del Piano, pronte a intervenire contro eventuali violazioni della normativa nazionale ed europea.
ALLEVAMENTO INTENSIVO POLLI NELLA BASSA FRIULANA
12 MARZO 2026
Un progetto che porterà alla realizzazione di un allevamento intensivo da 850 mila polli in un'area di 18 mila metri quadri fra Bertiolo e Talmassons
TRIBUNALE DI MANTOVA. IN UDIENZA IL CERTIFICATO DI MORTE DELL'ELEFANTESSA
11 MARZO 2026
POLLI: TANTI MORTI E TANTI DISPERSI. ENNESIMA STRAGE DI ANIMALI DA TRASPORTO
10 MARZO 2026
Morsano al Tagliamento.
Camion con 4mila polli si ribalta. Autista ferito, animali morti e dispersi nei campi.
Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante stava percorrendo la provinciale quando, poco dopo la mezzanotte, è uscito improvvisamente dalla carreggiata.
Il camion ha quindi perso stabilità e si è ribaltato su un fianco, terminando la corsa in un campo a margine della strada.
Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.
Nel camion erano trasportati circa 4mila polli.
A causa del violento impatto numerosi animali sono morti, mentre molti altri sono riusciti a fuggire nei campi, approfittando anche dell’oscurità della notte.
VORREI SAPERE SE LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI SONO ATTIVATE PER CERCARE I POLLI DISPERSI E RECUPERARLI
POST NORDEST24ASTICE TORTURATO. VIDEO NELLA PAGINA FACEBOOK MILINAGATTA
MARZO 2026
Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026
Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta:
AGGIORNAMENTO
Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:
A DUBAI ABBANDONANO GLI ANIMALI
MARZO 2026
CAPRETTA UCCISA. IL GIP ARCHIVIA, ENRICO RIZZI INDAGATO PER DIFFAMAZIONE
9 MARZO 2026
L'INGIUSTIZIA
CON TANTO DI PROVE E INDAGINI
IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DEL TRIBUNALE DI FROSINONE
ARCHIVIA DEFINITIVAMENTE
Nel frattempo Enrico Rizzi è ancora sotto processo per diffamazione perché avrebbe offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.
Mi domando da che parte stanno i giudici !
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UDIENZA PREDIBATTIMENTALE PER ORSO M90
9 MARZO 2026
Nell’udienza predibattimentale iniziata oggi, a Trento, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dal professor Mario Zanchetti, è stata ammessa come parte civile nel procedimento contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiamato a rispondere, in concorso con due funzionari dell’ente, di maltrattamento di animali per l’uccisione dell’orso M90, “morto – sostiene la deputata – tra atroci sofferenze che potevano e dovevano essere evitate. È stata un’esecuzione barbara e crudele”. La difesa di Fugatti ha chiesto al definizione del procedimento con il giudizio abbreviato, la discussione è stata fissata per il 18 marzo.
L’operazione di narcotizzazione – si legge nell’istanza della LEIDAA per la costituzione di parte civile – “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo immediatamente. Ma la telenarcosi era espressamente esclusa nel decreto del presidente della Provincia. M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.
“Dopo una prima richiesta di archiviazione – commenta la presidente di LEIDAA – nel novembre dell’anno scorso il gip ha finalmente deciso l’imputazione coatta di Fugatti e di due funzionari della Provincia sulla base del principio, introdotto dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali, in quanto esseri senzienti, portatori di fondamentali diritti. Gli animali, compresi i selvatici, non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. E il solo fatto che per questo sieda sul banco degli imputati il potentissimo presidente di una Provincia autonoma mostra quant’era giusto e necessario adeguare la legge penale ad una nuova sensibilità collettiva”.
POST DI NEL CUORE
STRADE E FERROVIE SONO LA CAUSA DELLE MORTE DI TANTI LUPI
6 MARZO 2026
𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗹𝘂𝗽𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼: 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻'𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲
Febbraio 2026 ha lasciato sul territorio trentino un bilancio che fa riflettere: quattro lupi morti e due feriti o fuggiti in condizioni sconosciute, tutti vittime di investimenti stradali e ferroviari nell'arco di ventotto giorni. Il primo febbraio a Pieve di Bono un lupo è stato travolto da un veicolo ed è poi fuggito, con condizioni ancora ignote. Il 3 febbraio a Sant'Antonio di Mavignola si è ripetuto lo stesso copione, un altro animale investito e scomparso nel nulla.Poi sono arrivate le morti certe, una dopo l'altra, con una cadenza che non lascia spazio all'indifferenza. Il 4 febbraio ad Avio una femmina giovane ha perso la vita travolta da un treno; il 13 febbraio a Saone un maschio giovane è morto investito da un veicolo; il 14 febbraio a Tremalzo di Ledro un maschio adulto ha subito la stessa sorte; il 27 febbraio a Massimeno una femmina giovane è stata uccisa da un'auto. Sei episodi in un solo mese, quattro animali morti: una sequenza che non può essere liquidata come una serie di sfortunate coincidenze, ma che racconta qualcosa di strutturale nel rapporto tra la fauna selvatica e le infrastrutture che attraversano il territorio.Il Trentino è una provincia in cui il lupo è tornato a vivere con una presenza sempre più stabile e diffusa, ma le strade e le ferrovie che solcano le sue valli sono state progettate in un'epoca in cui nessuno si poneva il problema dei corridoi di dispersione della fauna selvatica.
Gli animali attraversano i tracciati asfaltati e i binari perché seguono percorsi istintivi che non riconoscono i confini imposti dall'uomo, e lo fanno spesso di notte, quando la visibilità è ridotta e la velocità dei veicoli rende ogni attraversamento un'incognita mortale. Sulle strade italiane nel solo 2026 sono già stati registrati almeno trenta lupi morti, quattro feriti o catturati e tre rilasciati dopo le cure, un dato nazionale che amplifica la portata del problema ben oltre i confini trentini.A questi dati va aggiunta la dimensione delle predazioni al bestiame, che nel solo febbraio ha prodotto sette episodi distribuiti tra i comuni di Madruzzo, Roncegno Terme, Vigolo Baselga, Tenno, Lardaro, Cavedine e Garniga Terme. I danni da lupo in Trentino erano già cresciuti del 35% rispetto all'anno precedente, con 151 episodi e 133.000 euro di importo complessivo nel 2025. In due dei sette episodi di febbraio erano presenti recinzioni elettrificate funzionanti che il lupo ha comunque superato, mentre in quattro casi non era presente alcuna protezione idonea: numeri che confermano come la prevenzione passiva, pur non garantendo l'inviolabilità assoluta, riduca sensibilmente il rischio quando è applicata con correttezza.
Quattro lupi morti in un mese non sono soltanto una perdita per una specie protetta, ma il sintomo di un sistema che non riesce ancora a costruire una convivenza vera tra la fauna selvatica e le attività umane. Serve un approccio diverso: passaggi faunistici progettati sulle tratte più a rischio, segnaletica adeguata, velocità limitate nei tratti critici e una cultura della strada che consideri gli animali selvatici come parte integrante del territorio che attraversiamo. Finché le infrastrutture continueranno a ignorare la presenza del lupo, febbraio 2026 non sarà un'eccezione, ma un appuntamento che si ripete.
TRENTINO, LIBERTA' PER L' ORSO PAPILLON
MARZO 2026
Sabato 28 marzo 2026 ore 14:30 - manifestazione (autorizzata) davanti ai cancelli del Casteller.
Tutti possono partecipare, nessuno escluso, le nostre sono manifestazioni di popolo, non di prime donne.
Non possiamo più accettare che l’Orso Papillon continui ad essere rinchiuso ed isolato nella prigione del Casteller.
BRUNO, L'ORSO RINCHIUSO NEL RIFUGIO SAN ROMEDIO
MARZO 2026
CI SI DOMANDA COME STA BRUNO
VAL DI NON, TRENTINO
FUGATTI A PROCESSO PER L'UCCISIONE DELL'ORSO M90
6 MARZO 2026
Le associazioni animaliste Lav e Leal hanno deciso di costituirsi parte civile.
Si aprirà lunedì 9 marzo, con l'udienza predibattimentale, il processo a carico del presidente della Provincia Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M90.
L'orso si era reso protagonista di diverse scorribande in Val di Sole e nel gennaio 2024 aveva seguito due escursionisti su un sentiero sopra Mezzana: da qui l'ordine di abbattimento emesso dalla Provincia, poi eseguito.
Per Fugatti il Giudice per le indagini preliminari ha deciso l'imputazione coatta con l'accusa di uccisione e maltrattamento di animali. Il pubblico ministero aveva invece chiesto l'archiviazione.
Si terrà il 9 marzo la prima udienza del procedimento penale a carico di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, in relazione all’abbattimento dell’orso M90. In questa sede, Leal ha formalizzato la richiesta di costituzione di parte civile per l’esercizio dell’azione civile nel processo penale.
CESARE ERA LA MASCOTTE DELLA STAZIONE
5 MARZO 2026
GIUSTIZIA PER CESARE, LA MASCOTTE DELLA STAZIONE DI COLLEFERRO (ROMA)
GENOVA, MORTA LA DELFINA LUNA DELL'ACQUARIO
6 MARZO 2026
LA CORTE D'APPELLO CONDANNA VETTURINA PER LA MORTE DEL CAVALLO
6 MARZO 2026
A LUSSEMBURGO CONSEGNATE LE FIRME CONTRO GLI ALLEVAMENTI
5 MARZO 2026
IL TAR CONTRO LA REGIONE LOMBARDIA. STOP STRAGE UCCELLI
4 MARZO 2026





