6 MARZO 2026
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Febbraio 2026 ha lasciato sul territorio trentino un bilancio che fa riflettere: quattro lupi morti e due feriti o fuggiti in condizioni sconosciute, tutti vittime di investimenti stradali e ferroviari nell'arco di ventotto giorni. Il primo febbraio a Pieve di Bono un lupo รจ stato travolto da un veicolo ed รจ poi fuggito, con condizioni ancora ignote. Il 3 febbraio a Sant'Antonio di Mavignola si รจ ripetuto lo stesso copione, un altro animale investito e scomparso nel nulla.Poi sono arrivate le morti certe, una dopo l'altra, con una cadenza che non lascia spazio all'indifferenza. Il 4 febbraio ad Avio una femmina giovane ha perso la vita travolta da un treno; il 13 febbraio a Saone un maschio giovane รจ morto investito da un veicolo; il 14 febbraio a Tremalzo di Ledro un maschio adulto ha subito la stessa sorte; il 27 febbraio a Massimeno una femmina giovane รจ stata uccisa da un'auto. Sei episodi in un solo mese, quattro animali morti: una sequenza che non puรฒ essere liquidata come una serie di sfortunate coincidenze, ma che racconta qualcosa di strutturale nel rapporto tra la fauna selvatica e le infrastrutture che attraversano il territorio.Il Trentino รจ una provincia in cui il lupo รจ tornato a vivere con una presenza sempre piรน stabile e diffusa, ma le strade e le ferrovie che solcano le sue valli sono state progettate in un'epoca in cui nessuno si poneva il problema dei corridoi di dispersione della fauna selvatica.
Gli animali attraversano i tracciati asfaltati e i binari perchรฉ seguono percorsi istintivi che non riconoscono i confini imposti dall'uomo, e lo fanno spesso di notte, quando la visibilitร รจ ridotta e la velocitร dei veicoli rende ogni attraversamento un'incognita mortale. Sulle strade italiane nel solo 2026 sono giร stati registrati almeno trenta lupi morti, quattro feriti o catturati e tre rilasciati dopo le cure, un dato nazionale che amplifica la portata del problema ben oltre i confini trentini.A questi dati va aggiunta la dimensione delle predazioni al bestiame, che nel solo febbraio ha prodotto sette episodi distribuiti tra i comuni di Madruzzo, Roncegno Terme, Vigolo Baselga, Tenno, Lardaro, Cavedine e Garniga Terme. I danni da lupo in Trentino erano giร cresciuti del 35% rispetto all'anno precedente, con 151 episodi e 133.000 euro di importo complessivo nel 2025. In due dei sette episodi di febbraio erano presenti recinzioni elettrificate funzionanti che il lupo ha comunque superato, mentre in quattro casi non era presente alcuna protezione idonea: numeri che confermano come la prevenzione passiva, pur non garantendo l'inviolabilitร assoluta, riduca sensibilmente il rischio quando รจ applicata con correttezza.
Quattro lupi morti in un mese non sono soltanto una perdita per una specie protetta, ma il sintomo di un sistema che non riesce ancora a costruire una convivenza vera tra la fauna selvatica e le attivitร umane. Serve un approccio diverso: passaggi faunistici progettati sulle tratte piรน a rischio, segnaletica adeguata, velocitร limitate nei tratti critici e una cultura della strada che consideri gli animali selvatici come parte integrante del territorio che attraversiamo. Finchรฉ le infrastrutture continueranno a ignorare la presenza del lupo, febbraio 2026 non sarร un'eccezione, ma un appuntamento che si ripete.