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L'ANESTESISTA CRISTIAN LUCA GHEZZANI KILLER DI GATTI

26 FEBBRAIO 2026

È ancora in servizio – ma in ferie – Cristian Luca Ghezzani, il medico dell’ospedale Perrino di Brindisi indagato per aver ucciso tre gatti e di aver tentato di ucciderne almeno altri cinque. Anestesista col camice indosso, nonché delegato sindacale della Funzione pubblica della Cgil (incarico da cui si è autosospeso), ma torturatore di gatti non appena smessi i panni di lavoro, secondo l’inchiesta della Procura di Brindisi – titolare del fascicolo il pubblico ministero Francesco Carluccio – condotta dalla squadra mobile.
Che a lui imputa le uccisioni efferate dei gatti: prelevati dalle colonie feline, catturati con gabbie-trappole e uccisi dopo essere stati torturaticon vari utensili, dai bastoni alle chiavi per svitare i bulloni per le auto. In un caso a un gatto è stato sfondato anche il cranio.
Su queste morti efferate le associazioni del territorio avevano puntato il dito da mesi: da quando diversi gatti erano stati trovati esanimi e con segni di tortura o feriti gravemente in diverse strade della città. A Ghezzani la procura addebita diversi episodi dal novembre 2023 a giugno 2025. Il caso ha scosso il mondo della sanità Brindisino. Ma al momento non risultano provvedimenti sul conto del medico 50enne, in attesa degli sviluppi giudiziari.
Sentito da Repubblica il direttore generale della Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, commenta: ''Ho appreso la notizia dalla stampa e ovviamente attendo un riscontro formale dagli organi preposti. Ogni eventuale provvedimento è subordinato alla notifica degli atti, poi noi ci muoveremo di conseguenza. Ad oggi non è ancora arrivato niente. Non appena avremo una comunicazione dalla Procura ci muoveremo". Sulla stessa lunghezza d’onda l’ordine dei medici. ''Abbiamo appreso il fatto dalle notizie giornalistiche – afferma il presidente dell’ordine dei medici di Brindisi, Arturo Oliva – La notizia ci lascia sgomenti, ma pur avendo una convenzione con la Procura della Repubblica e la Asl per casi che hanno un rilievo sia deontologico sia penale non abbiamo ancora avuto ufficialmente notizia. In questi casi apriamo un procedimento disciplinare e andiamo verso la sospensione seguendo le indagini della magistratura".
A segnalare i casi alla Procura brindisina era stato il servizio veterinario dell'Asl. Le indagini – condotte tra osservazioni, pedinamenti e l’uso di telecamere – hanno accertato la presenza dell’uomo nelle vicinanze delle colonie, e hanno consentito la ricostruzione degli episodi contestati. La perquisizione personale ha consentito di rinvenire anche la gabbia e il bastone usati per catturare e torturare i gatti. Dalle attività condotte da un consulente tecnico dalla Procura è emerso che all'interno della gabbia trappola, sul bastone e nell’auto dell'uomo vi erano tracce di sangue e peli riconducibili ai gatti: riscontri che hanno suffragato l'ipotesi investigativa e gli addebiti da cui il 50enne deve ora difendersi

POST DI NIKO ALF