Ecco come frutta e verdura incidono sul nostro stile di vita
I ristoranti vegani italiani rispetto al 2024 sono cresciuti del 18%. L'impatto ambientale di questa dieta che può evitare 15 milioni di morti all'anno
Benefici
Questo stile di vita è per sua natura divisivo. Da quando si è sviluppato si sono create due fazioni contrapposte: i detrattori e i promotori, chi ritiene che sia un'alimentazione dannosa e chi ne promuove i benefici. Secondo il rapporto 2025 della EAT-Lancet Commision l'adozione su scala globale della Dieta della Salute Planetaria (un modello alimentare flessibile, basato su cibi vegetali come cereali integrali, frutta, verdura, legumi e noci, con un consumo limitato di prodotti animali) potrebbe ridurre del 27% il rischio di morte prematura, evitando fino a 15 milioni di decessi all'anno, e diminuendo fortemente il rischio di malattie croniche, come cancro, diabete di tipo 2 e problemi cardiovascolari. Non solo, la dieta avrebbe anche un forte impattato ambientale e farebbe scendere le emissioni di carbonio legate alla produzione di cibo di oltre il 15% rispetto al 2020.
La dieta
L'obiettivo della Commissione è quello di proporre una dieta salutare e sostenibile per il Pianeta, analizzando diversi sistemi alimentari e individuandone il migliore. Quello che si consiglia è una dieta ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi, con un apporto molto moderato di proteine animali. Il problema sollevato dalla Commissione riguarda la sua applicabilità su scala globale, considerando che secondo le ultime stime la popolazione dovrebbe raggiungere i 9,6 miliardi di persone nel 2050. Serve una gestione migliore delle risorse per rispondere a questa crescita esponenziale che ci apprestiamo a vivere. Per raggiungere l'obiettivo in termini di fabbisogno mondiale, la produzione di legumi dovrebbe aumentare fino al 190% e quella di verdure del 42-48%, mentre la produzione animale dovrebbe diminuire del 22-27%.
Valori e principi
La salute e una dieta sana ed equilibrata sono centrali, ma ci sono altre motivazioni dietro la scelta di questo stile di vita. L'attenzione alla condizione degli animali e la lotta contro gli allevamenti intensivi ne sono una naturale conseguenza. Circa il 90% della produzione di alimenti di origine animale proviene da allevamenti intensivi, dove gli spazi vitali non vengono garantiti e spesso gli animali subiscono un'alterazione del proprio corpo in nome di un profitto più alto. L'altro aspetto critico degli allevamenti intensivi è rappresentato dal notevole impatto ambientale. Essi sono responsabili, secondo dati Ispra, del 75% di tutte le emissioni di ammoniaca in Italia e la seconda fonte di formazione di polveri sottili. Nell’intero comparto dell’agricoltura, il 79% delle emissioni di gas serra si deve agli allevamenti di animali destinati al consumo umano, che generano circa il 40% delle emissioni globali di metano.
Un trend in aumento
I vegani restano una nicchia, ma dei segnali che questo movimento sia in crescita ci sono. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Eurispes nel maggio scorso, il 9,5% della popolazione italiana dai 18 anni in su non mangia carne, con i vegani che rappresentano il 2,7% della popolazione, con un lieve aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Percentuali che sono rimaste più o meno stabili nell’ultimo anno ma, che hanno visto quadruplicare i loro numeri tra il 2014 e il 2024. In generale si può dire che ci sia più attenzione alla salute alimentare, i dati di vendita dei prodotti vegan lo dimostrano, facendo segnare un aumento. Sempre più persone rifiutano i cibi "tradizionali", scegliendo alimenti senza lattosio, senza glutine e senza zucchero. Un ulteriore segnale di questo sviluppo arriva dai ristoranti vegani italiani: nel 2024 le prenotazioni sono aumentate del 54%.
La storia della giornata mondiale
L'istituzione di una giornata mondiale dal veganesimo risale al 1994 e i meriti vanno ancora una volta all'Inghilterra, che potremmo definire come patria del movimento. L’attivista vegana per i diritti degli animali Louise Wallis era alla ricerca di una ricorrenza adatta per celebrare il 50° anniversario della Vegan Society. Wallis ha fissato il 1° novembre come data, poiché cade esattamente tra il 31 ottobre, che è Halloween, e il giorno dei morti, che cade il 2 novembre. Da poco più di trent'anni l'istituzione di questa giornata è un'occasione per promuovere il veganesimo in tutte le sue forme, mettendo in evidenza le criticità del modello attuale di sostenibilità alimentare.