20 MARZO 2026
elisa colavitti - udine - italia
Cronache sugli animali dal Friuli e dal mondo // Facebook: Elisa Colavitti Pro Animali-Udine// 1° Blog: casaborrelli-colavitti.blogspot.com// 2° Blog: casaborrellicolavitti.blogspot.com
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MACELLAZIONE ILLEGALLE CAVALLI- PENA RIDICOLA
FUGATTI ASSOLTO- MI APPELLO AL KARMA
18 MARZO 2026
“Il fatto sussiste, non si poteva negare l’evidenza di una morte inflitta fra atroci patimenti, ma il presidente Fugatti non è punibile, con le motivazioni capiremo perché. Se il giudice afferma che non si può uccidere un animale in questo modo, si è stabilito un importante principio di diritto”. Così il professor Mario Zanchetti, difensore della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ammessa come parte civile, commenta la sentenza di assoluzione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dall’accusa di aver disposto e fatto eseguire l’abbattimento dell’orso M90 senza prendere le misure necessarie per evitargli inutili sofferenze. Secondo il giudice monocratico, che ha accolto la richiesta dell’imputato di definire il procedimento con il giudizio abbreviato, il fatto “non costituisce reato”.
Proprio dalla formula adottata bisogna partire per comprendere che, nonostante l’assoluzione del principale imputato, l’associazione presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla segna un punto a favore nella lunghissima battaglia per tutelare gli orsi del Trentino. Nell’istanza per la costituzione di parte civile LEIDAA ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l’operazione di preventiva narcotizzazione “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo subito. Ma la telenarcosi non era espressamente prevista nel decreto del presidente della Provincia. E ben poteva essere presente, anzi, doveva essere presente, un veterinario. La formula “il fatto non costituisce reato” non nega l’evidenza. “Attendiamo le motivazioni – afferma il professor Zanchetti – per decidere quale sarà il prossimo passo”.
M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.
“Gli animali – ricorda l’on. Brambilla – non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. Sono anch’essi portatori di fondamentali diritti, sulla base del principio, affermato dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali in quanto esseri senzienti. Continueremo a batterci contro l’arbitrio e l’arroganza di chi tratta gli orsi, il cui ripopolamento è stato deciso proprio dai politici trentini, come ingombranti ostacoli da rimuovere non appena se ne sente il bisogno”. POST BRAMBILLA.IT
SOSPESA SPERIMENTAZIONE SUI CANI
16 MARZO 2026
POST LAVNO DEL TAR ALL' AMPLIAMENTO DELL' ALLEVAMENTO SUINI
17 MARZO 2026
SAN VITO DI FAGAGNA
Il Tar Fvg ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato della società azienda agricola Zualt Pontello Ugo&C di raddoppiare il proprio allevamento. La richiesta dell'azienda era stata bocciata con due deliberazioni comunali di fine dicembre 2025 a cui l'azienda aveva fatto seguito col ricorso.
Taglio alberi. Attivisti contro il Consorzio di Bonifica
STOP DEL TAR SUL PIANO STRAORDINARIO FAUNA
12 MARZO 2026
STOP AL PIANO STRAORDINARIO FAUNA SELVATICA VOLUTO DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA
IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DEL WWF ITALIA E DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI
Le associazioni ENPA, LAV, LEIDAA, LIPU, OIPA, LNDC Animal Protection e WWF Italia annunciano un’importante vittoria giudiziaria. Con la sentenza pubblicata ieri, il TAR Lazio ha annullato tre parti fondamentali del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica adottato dal Governo nel 2023.
Il Tribunale ha accolto il ricorso delle associazioni annullando disposizioni che avrebbero aperto la strada a interventi potenzialmente massivi, indiscriminati e in contrasto con il diritto nazionale ed europeo.
Il TAR ha dichiarato illegittimi punti in cui si impediva il ricorso ai metodi alternativi per alcune specie cd “parautoctone”, che venivano equiparate alle specie esotiche invasive, nonostante ciò sia contrario al diritto europeo e alla normativa nazionale. Bocciata anche l’esclusione generalizzata dei principali divieti - sanciti dall’art. 21 della Legge 157/1992 e dalla normativa europea - che il Piano aveva indebitamente disattivato per le attività di controllo nel tentativo di autorizzare uccisioni con ogni mezzo, compresi metodi particolarmente cruenti. La sentenza conferma che tali divieti devono restare pienamente operativi.
Infine, è stata dichiarata illegittima la possibilità per le Regioni di commissariare gli Enti parco regionali se non applicavano il Piano entro sei mesi: misura priva di base legislativa e lesiva dell’autonomia dei parchi.
Inoltre, la sentenza fa chiarezza anche in merito all’uccisione di specie protette, poiché riporta testualmente che “l’eventuale cattura e abbattimento delle specie protette devono comunque essere perseguiti nel rispetto delle direttive comunitarie poste a tutela della fauna e, dunque, “a condizione che non esista un'altra soluzione valida” questo vale quindi anche per una specie, come il lupo, che non gode più della protezione rigorosa assicurata dalla Direttiva Habitat e che la maggioranza di governo intende declassare anche in Italia.
“Questa sentenza ristabilisce la centralità del diritto europeo, della selettività, della prevenzione e del ruolo degli Enti parco – dichiarano le associazioni - È una vittoria per la fauna selvatica, per la scienza e per la legalità e una sconfitta per le politiche antiscientifiche alla base delle forzature che hanno caratterizzato l’azione del Governo e del Parlamento che ha già portato all’apertura di una pesante procedura d’infrazione INFR(2023)2187 proprio su questo tema. Il Piano straordinario conteneva previsioni che avrebbero aperto la strada ad abbattimenti generalizzati con ogni mezzo, luogo e arma, ad ogni specie animale, nonché all’uso di strumenti non selettivi: oggi il TAR ha detto chiaramente che non è possibile derogare senza limiti alla tutela della biodiversità. Chiediamo adesso alle Regioni di adeguare i loro piani di controllo a questi principi”.
Le associazioni continueranno a monitorare con attenzione la successiva fase di applicazione regionale del Piano, pronte a intervenire contro eventuali violazioni della normativa nazionale ed europea.
ALLEVAMENTO INTENSIVO POLLI NELLA BASSA FRIULANA
12 MARZO 2026
Un progetto che porterà alla realizzazione di un allevamento intensivo da 850 mila polli in un'area di 18 mila metri quadri fra Bertiolo e Talmassons
TRIBUNALE DI MANTOVA. IN UDIENZA IL CERTIFICATO DI MORTE DELL'ELEFANTESSA
11 MARZO 2026
POLLI: TANTI MORTI E TANTI DISPERSI. ENNESIMA STRAGE DI ANIMALI DA TRASPORTO
10 MARZO 2026
Morsano al Tagliamento.
Camion con 4mila polli si ribalta. Autista ferito, animali morti e dispersi nei campi.
Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante stava percorrendo la provinciale quando, poco dopo la mezzanotte, è uscito improvvisamente dalla carreggiata.
Il camion ha quindi perso stabilità e si è ribaltato su un fianco, terminando la corsa in un campo a margine della strada.
Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.
Nel camion erano trasportati circa 4mila polli.
A causa del violento impatto numerosi animali sono morti, mentre molti altri sono riusciti a fuggire nei campi, approfittando anche dell’oscurità della notte.
VORREI SAPERE SE LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI SONO ATTIVATE PER CERCARE I POLLI DISPERSI E RECUPERARLI
POST NORDEST24ASTICE TORTURATO. VIDEO NELLA PAGINA FACEBOOK MILINAGATTA
MARZO 2026
Queste sono due schermate del video Milinagatta che avevo condiviso sulla mia pagina Facebook l' 8.3.2026
Il 9 avevo segnalato a Fb il video ricevendo questa risposta:
AGGIORNAMENTO
Il 13 l'associazione LAV pubblica il seguente post:
A DUBAI ABBANDONANO GLI ANIMALI
MARZO 2026
CAPRETTA UCCISA. IL GIP ARCHIVIA, ENRICO RIZZI INDAGATO PER DIFFAMAZIONE
9 MARZO 2026
L'INGIUSTIZIA
CON TANTO DI PROVE E INDAGINI
IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
DEL TRIBUNALE DI FROSINONE
ARCHIVIA DEFINITIVAMENTE
Nel frattempo Enrico Rizzi è ancora sotto processo per diffamazione perché avrebbe offeso proprio chi ha compiuto quel gesto infame.
Mi domando da che parte stanno i giudici !
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UDIENZA PREDIBATTIMENTALE PER ORSO M90
9 MARZO 2026
Nell’udienza predibattimentale iniziata oggi, a Trento, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dal professor Mario Zanchetti, è stata ammessa come parte civile nel procedimento contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiamato a rispondere, in concorso con due funzionari dell’ente, di maltrattamento di animali per l’uccisione dell’orso M90, “morto – sostiene la deputata – tra atroci sofferenze che potevano e dovevano essere evitate. È stata un’esecuzione barbara e crudele”. La difesa di Fugatti ha chiesto al definizione del procedimento con il giudizio abbreviato, la discussione è stata fissata per il 18 marzo.
L’operazione di narcotizzazione – si legge nell’istanza della LEIDAA per la costituzione di parte civile – “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo immediatamente. Ma la telenarcosi era espressamente esclusa nel decreto del presidente della Provincia. M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.
“Dopo una prima richiesta di archiviazione – commenta la presidente di LEIDAA – nel novembre dell’anno scorso il gip ha finalmente deciso l’imputazione coatta di Fugatti e di due funzionari della Provincia sulla base del principio, introdotto dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali, in quanto esseri senzienti, portatori di fondamentali diritti. Gli animali, compresi i selvatici, non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. E il solo fatto che per questo sieda sul banco degli imputati il potentissimo presidente di una Provincia autonoma mostra quant’era giusto e necessario adeguare la legge penale ad una nuova sensibilità collettiva”. POST NEL CUORE
POST IL DOLOMITIL'imputazione riguarda i reati di uccisione di animali e di maltrattamento di animali, aggravati dalla crudeltà, ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale. Secondo l'accusa “Fugatti avrebbe disposto l'abbattimento dell'esemplare omettendo la previa narcotizzazione e il necessario impiego di personale veterinario” spiega la Leal.
Dalla ricostruzione dei fatti, ha spiegato in una nota l'Enpa, è emerso chiaramente che “M90 non fu narcotizzato prima dell’uccisione, nonostante fosse radiocollarato e quindi facilmente rintracciabile. Furono esplosi tre colpi, ma solo due colpirono l’animale, senza peraltro causarne la morte immediata. L’autopsia ha evidenziato che l’orso morì dissanguato per un’emorragia interna dopo una lunga agonia. Inoltre, nessun veterinario era presente, contrariamente a quanto previsto dal Pacobace”.
Determinanti sembrano essersi rivelate le consulenze dei professori Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense, e Orlando Paciello, veterinario forense. Nella relazione tecnica depositata agli atti per Enpa, gli esperti hanno evidenziato come “l’uccisione con proiettili esplodenti di calibro 30.06, senza previa anestesia, abbia causato un’emorragia interna che ha portato alla morte dell’animale dopo prolungate e atroci sofferenze”.
Dal canto suo Leal sottolinea come la morte di M90 non costituirebbe un episodio accidentale riconducibile alla gestione faunistica, bensì sarebbe l'esito di una condotta ritenuta “gravemente inadeguata sotto il profilo della tutela della fauna selvatica”. L'esemplare, spiega sempre l'associazione, “sarebbe divenuto 'confidente' anche a causa di ricorrenti episodi di foraggiamento e della mancata messa in sicurezza dei rifiuti, fattori che ne avrebbero favorito l'avvicinamento alle aree antropizzate”.
M90, ha spiegato anche l'avvocata Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale Oipa Italia "è stato vittima di un’uccisione basata su un ordine non sorretto da motivi che ne potessero giustificare un provvedimento così estremo. Chiediamo giustizia per quest’orso, vittima di gravi falle nella gestione della convivenza tra uomo e i grandi carnivori, la cui tutela è addirittura di rango comunitario”.
L'ammissione come parti civili è stato accolta positivamente dalle associazioni. “L’auspicio è che si possa fare piena chiarezza sulla morte dell’orso M90 e che sia fatta giustizia in modo che episodi come questo non accadano mai più”.








