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25ENERGIE RINNOVABILI SONO UN DISASTRO

GIUGNO 2026 




Nella giornata mondiale della terra, continua la protesta per il maxi impianto fotovoltaico che i comitati dei cittadini dicono: rischia di cancellare un'oasi naturalistica di grande pregio fra Ponsacco Casciana Terme e Lari

24SIAMO NOI UMANI CHE OCCUPIAMO GLI SPAZI DEGLI ANIMALI

GIUGNO 2026


23RICORDIAMO OLIVER - A META' FRA UMANO E SCIMMIA

GIUGNO 2026

Nel decennio del 1970, è apparso al mondo uno scimpanzé sorprendente: assomigliava moltissimo all'essere umano tanto che in molti lo chiamavano "umanzè". Ma questa sua caratteristica lo avrebbe condannato a un vero e proprio inferno e la sua vita sarebbe precipitata vertiginosamente. Ricordati di seguirci sul nostro canale per sostenerci:

22AVELLINO - 62 CINGHIALI ABBATTUTI, DICONO PER TUTELA DELLA SICUREZZA PUBBLICA

GIUGNO 2026

Campagna.
62 cinghiali abbattuti da aprile scorso
Piano di controllo per contenere i rischi della fauna selvatica. Sempre per garantire la sicurezza pubblica e ridurre la presenza sempre più invasiva.


Cinghiali, cresce l'attenzione in Regione Campania. Tra le iniziative in campo, la proposta di legge del consigliere Pellegrino Mastella per il contenimento della specie e lo sviluppo della filiera della selvaggina, mentre la Commissione Agricoltura si prepara ad affrontare il tema con una specifica audizione.

21ALBERI DI ROMA DA DIFENDERE

GIUGNO 2026


20LUCCIOLE IN VIA DI ESTINZIONE

GIUGNO 2026

Gli scienziati avvertono che potremmo essere l’ultima generazione a vedere le lucciole.
La magia nostalgica di catturare le lucciole nelle calde notti d’estate potrebbe presto appartenere solo alla storia. Gli scienziati avvertono che l’umanità potrebbe essere l’ultima generazione ad assistere ai luminosi rituali di corteggiamento di questi amati coleotteri.
In tutto il mondo, le popolazioni di lucciole stanno subendo un rapido declino. Questa silenziosa crisi ecologica è causata soprattutto dalla distruzione degli habitat, dall’uso di pesticidi, dall’aumento delle temperature globali e dall’inquinamento luminoso, che altera gli ambienti bui da cui dipendono per riprodursi e prosperare.
Essendo predatori importanti di parassiti e indicatori vitali della salute ambientale, la presenza sempre più rara delle lucciole segnala una minaccia più ampia per i nostri ecosistemi.
Per evitarne la completa scomparsa, gli esperti di conservazione chiedono azioni immediate, tra cui il ripristino delle zone umide, la riduzione dell’illuminazione artificiale notturna e l’adozione di pratiche agricole sostenibili.
Senza questi passi, le generazioni future potrebbero vivere l’incantevole danza di queste stelle viventi solo attraverso racconti e schermi digitali.
Fonte: National Geographic. Le lucciole stanno scomparendo, ma puoi aiutarle a proteggerle.
National Geographic

19LINCE INVESTITA A CHIUSAFORTE - E' LA PRIMA IN ITALIA

GIUGNO 2026

Una lince di un anno è stata investita e uccisa sulla A23 vicino a Chiusaforte, in Friuli. È il primo caso registrato in Italia di incidente stradale che coinvolge questa specie rara.
Il felino era nato nel 2025 nel Parco nazionale del Tricorno, in Slovenia, e non era mai stato segnalato prima in Italia. Era figlia di Rozi, una femmina reintrodotta grazie al progetto Life Lynx.
Questo caso conferma che i programmi di tutela europei stanno aiutando le linci a spostarsi e a colonizzare nuovi territori.
L’incidente riporta l’attenzione sull’importanza dei corridoi ecologici. Le Alpi Giulie e Carniche sono fondamentali per permettere ai grandi predatori di muoversi tra i Balcani e la Svizzera.
Le autostrade e altre barriere artificiali rappresentano un pericolo per la fauna selvatica. Ecodotti e sottopassi possono aiutare a proteggere sia gli animali che le persone.
La presenza di linci in Friuli, insieme a recenti avvistamenti in Alto Adige, mostra che la popolazione sta crescendo lentamente. Gli scienziati stimano che in Friuli Venezia Giulia ci siano solo cinque o sei esemplari.
Come dicono i ricercatori: «Ogni singola perdita rappresenta un duro colpo per la conservazione della specie, ma la capacità di questi animali di colonizzare autonomamente il loro antico habitat naturale lancia un forte messaggio di speranza per il futuro equilibrio ecologico delle nostre montagne».

18DICE BRUNO BOZZETTO: E' CANNIBALISMO CIBARSI DI ANIMALI

GIUGNO 2026

Film e disegni per far riflettere la gente

Dissociazione psicologica: mangiare maiali, pecore e i cani no. 

17NO AL TAGLIO DELL'ERBA

GIUGNO 2026

Ha ragione il dott. Vacchetta del Centro recupero ricci "La Ninna" su quanto ha detto in un recente post.
Purtroppo la gente è intollerante a tutto. Anche i comuni emettono ordinanze che obbligano il taglio d'erba pure nelle proprietà private.
Non sopporto più gli umani. Sono malati mentali. Bisogna ribellarsi. La Natura non deve essere violentata. Lasciamola che si gestisca da sola.

16PULFERO, NO PALE EOLICHE GRAZIE AI CITTADINI

GIUGNO 2026


Messaggero Veneto 176.2026

15SAN DANIELE, STOP DELLA SOPRINTENDENZA PER L'ABBATTIMENTO DEI PLATANI

GIUGNO 2026

Messaggero Veneto 17.6.2026
Messaggero Veneto 17.6.2026

Messaggero Veneto 18.6.2026


14AMBIENTALISTI CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DEI CANALI

GIUGNO 2026

Messaggero Veneto 12.6.26


13TARVISIO, 600 MILA API AVVELENATE

GIUGNO 2026

12UNA FEMMINA GIOVANE DI LINCE INVESTITA A CHIUSAFORTE

GIUGNO 2026

Il primo giugno una lince è stata travolta e uccisa lungo l'autostrada A23 all'altezza di Raccolana - nel comune di Chiusaforte. Un avvenimento raro. Le analisi ne hanno confermato la provenienza dalla Slovenia
di Livia Liberatore

11IL GORILLA PENSANTE, NOSTRO ANTENATO

GIUGNO 2026

Vedo semplicemente un nostro antenato.

Mi dispiace pero che non sia libero nel suo ambiente.

Kiyomasa, star dello zoo di Higashiyama, a Nagoya, in Giappone, è stato ripreso in una posa "umana": seduto in disparte, lo sguardo perso nel vuoto e un'espressione corrucciata da "filosofo"

10 ANATROCCOLI SALVATI DAI VIGILI DEL FUOCO

GIUGNO 2026

Roggia del laghetto di San Giorgio a Pordenone 

La brutta scena si è consumata sotto gli occhi di alcuni residenti, come il cittadino pordenonese che ha voluto documentare con un video il successivo intervento dei vigili del fuoco che ne ha permesso il salvataggio. Tuttavia non si tratta di un caso isolato e il lieto fine non è scontato. Ora si chiede di porre rimedio a questa situazione, con accorgimenti che permetterebbero ai piccoli esemplari di continuare a nuotare.

La conformazione del lago con la spinta delle correnti ha portato i piccoli di Germano reale ad avvicinarsi troppo alla griglia finendo per essere inghiottiti. Eppure non servirebbe una grande opera ingegneristica per evitare tutto ciò. «Basterebbe qualche accorgimento per far sì che i piccoli siano trattenuti all’interno del laghetto e possano così sopravvivere», spiega il cittadino residente della zona, precisando che gli animali appena nati non riescono a superare la seconda settimana di vita.

«Ritengo anche che quello specchio d’acqua richieda manutenzione per rendere un piccolo gioiello di Pordenone un luogo dove transitare e ammirare la natura tutta, fatta di una fauna e una flora molto particolare». La mobilitazione e le segnalazioni possono fare molto. Il caso della cornacchia ne è la dimostrazione. Ma se per l’uccello, secondo alcuni uccellaccio malefico, pesava l’“accusa” di attentare all’incolumità delle persone, per i piccoli anatroccoli non c’è niente che possa giustificare una fine precoce ed evitabile come quella a cui vanno incontro nel laghetto. Chi ha segnalato il caso, spera che serva a smuovere le acque.

9.6.2026 Messaggero Veneto 

9IL GATTINO "LEONE" E' STATO CREMATO

GIUGNO 2026

Il Piccolo Leone ha avuto la sua sepoltura. Mentre si procede con la Procura per dare Giustizia al Gatto Leone, la Magistratura ha dissequestrato il corpo del gatto Leone trattenuto durante le indagini.
Le ceneri di Leone, il gatto randagio scuoiato vivo ad Angri nel dicembre 2023, sono tornate al Canile Municipale di Cava de' Tirreni.
… intanto tra una settimana partirà la nostra raccolta firme per la Legge Leone: carcere vero per che commette reati sugli animali.


8CAPRIOLO CADUTO NEL LEDRA- SALVATO

GIUGNO 2026

Messaggero Veneto 10.6.2026


7 ORSO A VILLANOVA

GIUGNO 2026

Messaggero Veneto 6.6.2026

Messaggero Veneto 7.6.2026


6IL TAR SOSPENDE ORDINANZA ABBATTIMENTO CORNACCHIA

GIUGNO 2026

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha accolto l’istanza cautelare presentata da LNDC Animal Protection, sospendendo l’abbattimento di una cornacchia previsto da un’ordinanza del Comune di Pordenone.
Il Tribunale ha riconosciuto il rischio di un danno “grave e irreparabile” in caso di uccisione dell’animale e ha evidenziato come non sia stata adeguatamente dimostrata l’impossibilità di adottare soluzioni alternative e non cruente.
Il TAR ha inoltre stabilito che potranno essere adottate esclusivamente misure di gestione del comportamento dell’animale che escludano l’abbattimento, richiamando la necessità di un’istruttoria tecnica più completa e il rispetto dei principi di proporzionalità.
LNDC Animal Protection, che aveva contestato l’ordinanza per difetto di istruttoria e mancata valutazione di alternative, ha inviato una formale diffida al Comune di Pordenone affinché venga data piena e immediata esecuzione al decreto del TAR.
È un passaggio importante: la tutela della sicurezza pubblica non può tradursi automaticamente nell’eliminazione degli animali, soprattutto quando esistono soluzioni alternative non letali.
La discussione collegiale è fissata per il 16 luglio 2026 e noi saremo in aula a difendere come sempre chi non ha voce.




Il TAR accoglie la nostra istanza e sospende l’uccisione della cornacchia condannata a morte a Pordenone +++
Una vicenda assurda iniziata qualche settimana fa e sulla quale con la sede di Pordenone LAV Sede di Pordenone ci siamo subito attivati per salvare un animale già messo nel mirino dei fucili e bollato come “molesto” solo perché stava difendendo i suoi cuccioli.
Ora il presidente del TAR dà ragione a noi e sospende le due ordinanze di uccisione del sindaco Alessandro Basso che dovrà bloccare immediatamente l'ordine di uccisione e impegnarsi a trovare per soluzioni che possano favorire la convivenza pacifica e che rispettino la vita di un essere vivente e senziente.





5PORDENONE- SITUAZIONE SULLA CRNACCHIA

GIUGNO 2026





Grazie Enrico per l'impegno e le attenzioni in difesa degli animaletti.
Grazie anche al suo avvocato.

Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore, che riportano la possibile esecuzione dell’ordinanza sindacale relativa all’abbattimento della cornacchia di via Damiani, LAV e OIPA stanno organizzando un monitoraggio pacifico per la giornata di lunedì.

Le verifiche effettuate oggi hanno confermato la presenza del nido e dei pulli, ancora dipendenti dai genitori.

Noi crediamo che questa cornacchia e i suoi piccoli debbano vivere e che ogni possibile alternativa debba essere valutata prima di procedere a un intervento irreversibile .


Come con le guerre. Invece di trovare soluzioni alternative, si preferisce uccidere. Tutto più facile. La vita di un animaletto non conta niente. E neppure la vita umana a quanto pare.



Ordinanza Ammazza Mamma Cornacchia, Ricorso d'Urgenza al Prefetto di Pordenone che anche di sabato abbiamo sottoscritto e depositato come Ufficio Legale e Partito Animalista Italiano.
Un provvedimento quello del Comune di Pordenone ingiusto, ingiustificato e che viola anche le normative nazionali e regionali che, quindi, va annullato.
Mamma Cornacchia ed i suoi piccoli vanno salvati, la Battaglia non si ferma.

Eccola in tutta la sua meravigliosa bellezza.
Prendiamo la foto da Kristian Mazzu ringraziando gli attvisti di Meta che sono sul posto
dalle prime ore del mattino.
L'animale non e` per niente aggressivo come si vede anche nei video girati da loro.
Una Mamma che fa quello che tutte le mamme devono fare.
DIFENDERE I SUOI FIGLI.
NESSUNO LA DEVE TOCCARE .
GRAZIE RAGAZZI

Al momento non c'e` stata nessuna revoca e domani mattina verra` uccisa a fucilate dai forestali insiema al compagno.
Restano ignare le sorti dei cuccioli se si possono spostare oppure no.
Non riusciamo a capire come si possa permettere una cosa del genere.
Con tutta la mobilizzazzione che c'e` stata , per colpa di 4 che hanno subito degli" attacchi" ( ancora tutto da verificare ) uccidono una mamma .
Siamo alla follia piu` assoluta .
Se succede questa cosa possiamo dire addio a tutte le tutele x gli animali se poi riescono ad uccidere una mamma innocente che non ha fatto nulla di male .
Non riuscire a capire che un uccello ( non stiamo parlando dei delinquenti che continuano a mettere ferro e fuoco le citta' ma x loro nessuna ordinanza ) una mamma che sta solo proteggendo dei figli e che si fa?
Si uccide
Quando parliamo di meteorite che arriva presto sulle nostre teste c'e` lo siamo propio meritati.
Nucleo Laika Animalisti Genova

Nessun passo indietro del Comune di Pordenone sul caso della cornacchia di via Damiani. Il sindaco Alessandro Basso ha firmato una nuova ordinanza che affida ufficialmente al Corpo forestale regionale l’intervento di abbattimento dell’esemplare ritenuto responsabile delle aggressioni ai passanti. Il provvedimento arriva dopo i tentativi falliti di cattura incruenta e mentre cresce la protesta delle associazioni animaliste, che contestano la scelta dell’abbattimento soprattutto dopo la conferma della presenza del nido con i pulli. Partito Animalista e Lav hanno annunciati ricorsi e presidi, sostenendo che esistano alternative come sistemi di dissuasione o il trasferimento dell’animale.

4GRIFONI DEL CORNINO AVVELENATI

GIUGNO 2026 

Sei grifoni sono stati trovati morti in Austria dopo essere stati avvelenati dal carbofurano, un potente pesticida vietato dal 2008 in tutta l’Unione Europea per la sua estrema tossicità. Un settimo esemplare, recuperato in condizioni gravissime, è invece riuscito a sopravvivere grazie alle cure ricevute in un centro di recupero per la fauna selvatica.

Il caso, avvenuto nella valle del Lesach, tra i Comuni di Untertilliach, in Tirolo, e St. Lorenzen, in Carinzia, è considerato il più grave episodio di avvelenamento di rapaci registrato in Austria negli ultimi anni. Quasi certamente, tutti gli esemplari coinvolti provenivano dalla colonia friulana della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, nel Comune di Forgaria nel Friuli.

A confermare la causa della morte sono state le analisi effettuate dall’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e dall’Università Ludwig Maximilian di Monaco. Il carbofurano è una sostanza estremamente pericolosa: può agire per contatto, inalazione o ingestione e provocare la morte anche in quantità minime.

Il ritrovamento delle carcasse in un’area piuttosto circoscritta ha fatto subito pensare a un avvelenamento. L’episodio è stato condannato con forza da BirdLife Austria, WWF e Vulture Conservation Foundation, che hanno chiesto la collaborazione della popolazione per riuscire a risalire ai responsabili della diffusione del pesticida.

“È molto probabile che tutti i grifoni avvelenati appartenessero alla colonia friulana, considerato che i suoi componenti si spostano regolarmente nel settore alpino, spingendosi fino alle Alpi austriache per la ricerca del cibo”, ha spiegato Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino.

Due degli avvoltoi erano marcati con anelli che ne attestano la provenienza dal sito protetto friulano. Uno di loro era Acale, nato nel 2014 nelle voliere della Riserva e liberato il 5 settembre dello stesso anno. La sua storia racconta bene la capacità di questi rapaci di coprire distanze enormi: tredici giorni dopo la liberazione era stato fotografato a Genova, un mese più tardi sorvolava i Pirenei e poi la Spagna centrale, prima di rientrare stabilmente nella colonia di Cornino.

Il secondo esemplare marcato è l’unico sopravvissuto. Probabilmente aveva ingerito una quantità più ridotta di veleno ed è stato trovato in difficoltà in un fiume. Dopo il recupero e le cure, si è ripreso rapidamente ed è già stato rimesso in libertà.

Proprio questo grifone si è rivelato fondamentale per ricostruire quanto accaduto. L’animale era stato catturato nella Riserva di Cornino nel 2019 nell’ambito di un progetto internazionale di ricerca coordinato dall’Università di Udine ed era dotato di una radio satellitare. I suoi spostamenti, documentati dal professor Stefano Filacorda, hanno permesso di stabilire che, il giorno dell’avvelenamento, il grifone era partito dal Friuli, aveva sorvolato le zone di confine e poi era sceso di quota fermandosi nel punto in cui sarebbe avvenuto il contatto con il veleno. Un elemento ritenuto decisivo per le indagini in corso, perché consente di collocare con precisione il luogo e il momento dell’avvelenamento.

Secondo gli esperti, non è escluso che altri rapaci possano essere stati colpiti dalla stessa sostanza senza essere ancora stati individuati. A preoccupare è anche il periodo dell’anno in cui l’episodio si è verificato: molti degli esemplari morti erano adulti e la stagione è quella della nidificazione.

La morte dei grifoni potrebbe quindi avere conseguenze anche sui giovani ancora nei nidi, che rischiano di non sopravvivere se il partner rimasto solo non è in grado di proteggerli e alimentarli. Un danno gravissimo per una specie simbolo del lavoro di conservazione portato avanti da anni nella Riserva di Cornino e nell’intero arco alpino.

                                               Friuli oggi - 5.6.2026

Messaggero Veneto 6.6.2026

Messaggero Veneto 8..6.2026


Messaggero Veneto 10.6.2026