MAGGIO 2026
Condannati a morte e uccisi a fucilate perché considerati “pericolosi”, ma nessun provvedimento contro chi li ha abbandonati sul territorio!
40 bovini liberi e rinselvatichiti sono stati uccisi nel Parco dei Monti Lucretili nell’ambito di un piano di “eradicazione”. Un piano costruito “in nome” della sicurezza e della tutela agricola, nel quale modalità non cruente di gestione, come cattura e trasferimento non sono state prese in considerazione.
L’unica soluzione è stata l’uccisione e mentre decine di animali venivano prese a fucilate, nelle carte ufficiali compaiono le tariffe: 600 euro per ogni vita eliminata.
Soldi pubblici utilizzati per massacrare animali e non per prevenire situazioni di questo tipo e gestirle in modo non cruento, dialogando con le associazioni. Una situazione molto simile a quella di un’altra zona della Regione Lazio tra Carpineto e Montelanico che stiamo seguendo con il nostro ufficio legale. Invariabilmente queste criticità si risolvono con l’uccisione degli animali, ma nessun provvedimento viene mai adottato per punire coloro che li hanno abbandonati.
Far passare l'uccisione di esseri senzienti come misura di tutela e di prevenzione di incidenti e problemi ai raccolti è molto pericoloso e fuorviante: gli animali inselvatichiti, tanto quanto i selvatici, hanno diritto alla vita e alla tutela. Sta alle istituzioni garantire una convivenza positiva e prevenire situazioni di criticità anche sanzionando chi si rende responsabile dell’abbandono degli animali.
La vita non si cancella con un fucile, si tutela con responsabilità, perché l'umano non è l'unica specie che ha diritto a stare su questo pianeta.