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45NON SOTTOVALUTATE IL POLPO

GIUGNO 26


 

Un polpo ti guarda. E non è una scena da documentario romantico. Ti riconosce in faccia, distingue forme e soluzioni, apre barattoli con il cibo dentro. Non stiamo parlando di un animale “simpatico”: stiamo parlando di una creatura che mette in crisi l’idea che il cervello intelligente debba per forza avere la nostra faccia. Il punto è tutto lì. Il polpo non fa il fenomeno per caso, non è il classico animale che reagisce e basta. Riconosce singole persone, e questa già è una botta per chi lo ha sempre trattato come solo una cosa da mangiare o una creatura strana da acquario. Poi entra nel concreto. Distingue forme e soluzioni, quindi non sta guardando il mondo come un oggetto unico e confuso. Sta selezionando, confrontando, scegliendo. E qui arriva il bello. Apre barattoli trasparenti con il cibo dentro. Non li spinge a caso, non ci sbatte contro i tentacoli e spera nel miracolo. Li affronta come un problema. Poi c’è il dettaglio che ti resta addosso: ricorda percorsi per 5 minuti. Cinque. Minuti. Un tempo breve per noi, abbastanza per capire che lì dentro non c’è il vuoto che molti immaginano. Il confronto finale è quello che fa girare tutto. Questa capacità di problem solving viene paragonata a quella di alcuni mammiferi. Non a un pesce qualsiasi. A mammiferi. E infatti il polpo resta uno di quegli animali che il mare ti mette davanti e tu sottovaluti. Finché non scopri che sta già risolvendo il problema prima di te. Un polpo non è “solo” un animale strano. È un problema aperto con i tentacoli. In breve: Riconosce persone singole. Apre barattoli e distingue soluzioni. Ricorda percorsi per 5 minuti.