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DOPO DUE ANNI L'IBIS EREMITA TORNA A CASA DALLA SARDEGNA



FAGAGNA

L’anno scorso era diventato la mascotte dell’aeroporto di Alghero, ma qualche giorno fa ha lasciato la Sardegna per rientrare nella sua terra. L’ibis eremita 029 è tornato all’oasi dei Quadris di Fagagna dov’era nato nella primavera del 2017.

Il giovane “029” era nato da due ibis evasi dalla voliera che invece di disperdersi erano rimasti nelle vicinanze per poi unirsi alla colonia degli imprintati in una voliera aperta. «Forse dai genitori – raccontano i volontari dell’oasi – “029” ha ereditato l’istinto alla fuga e la voglia di ritornare al luogo di origine. Così a metà settembre 2017, assieme a un gruppo di coetanei, “029” era migrato verso sud. Qualche settimana più tardi era stato avvistato con 14 compagni di fuga, in Calabria a Soveria Mannelli.

CONTROLLATO A DISTANZA LO SCIACALLO DORATO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA



UDINE. 
In Friuli il primo sciacallo monitorato con radio collare in Italia. In Europa saranno una decina. Il gruppo di ricerca sulla fauna selvatica coordinato dal ricercatore Stefano Filacorda, ha installato il collare all’esemplare che, alcune settimane fa, era stato investito nella zona del casello autostradale di Gemona. Si tratta di un maschio di circa 11 mesi in cerca di nuovi territori da colonizzare



SOLESCHIANO, PRIMO BORGO VEGANO IN ITALIA


Manzano (Udine)
Ci sono gli animali salvati dal macello, gli stand delle associazioni animaliste, i laboratori per bambini, l’agriturismo vegetariano, gli attivisti di Sea Shepherd, Zero Waste Fvg e di Fridays for Future. E poi ci sono loro, Isabella e Tiziana Pers, che con il “Rave east village artist residency” hanno voluto dar vita al primo borgo vegano d’Italia.Un gruppetto di case immerse nel verde a Soleschiano, a pochi chilometri da Manzano. È qui che si è vissuta una Pasquetta diversa dal solito, all’insegna della condivisione, del chilometro zero, del folk psichedelico e del cibo rigorosamente vegetariano e vegano.«Siamo più anime all’interno del borgo che sposiamo la filosofia biocentrica – racconta Tiziana Pers – e quindi abbiamo pensato di far conoscere questo nuovo percorso con una festa».Un evento riuscito, che ha visto l’andirivieni di persone nell’arco di tutta la giornata, dal momento dell’inaugurazione fino a tarda sera. Tra gli argomenti approfonditi, quelli della difesa della vita marina e dell’ambiente, i mille usi della canapa, la riscoperta di piatti tipici preparati dall’agriturismo Rôl dei Conti di Maniago, la degustazione della birra artigianale a chilometro zero Lippo.«Siamo solo all’inizio – aggiunge –, l’idea è di far diventare questo borgo un luogo ideale per ospitare eventi nell’arco di tutto l’anno. Tutto parte da una mia pratica artistica, in quanto salvo animali dal mattatoio scambiandoli con mie opere d’arte delle medesime dimensioni. Vogliamo portare l’arte contemporanea in dialogo con quella che è la questione animale e come Rave già dal 2011 organizziamo occasioni di incontro e discussione per condividere spazio e tempo con gli esemplari usciti dal mattatoio».Ecco perché passeggiando per Soleschiano è possibile imbattersi in oche, asini o cavalli. «Ne abbiamo salvati circa 200 – raccontano Isabella Pers e Daniele Capra, altri due componenti del Rave Village Non siamo noi a scegliere chi liberare, spesso gli animali ci vengono proposti dai commercianti o dagli allevatori».Spostandosi tra il laboratorio di Isabella e Tiziana e l’agriturismo, si incontra anche il B&B che ha sposato la filosofia veg, dove quindi gli ospiti sanno di non potersi aspettare cibi con una qualsivoglia derivazione animale.«Uno degli obiettivi di questa festa – aggiungono gli organizzatori – è la necessità di porre l’attenzione verso la vita in ogni sua forma, ricercando un nuovo equilibrio uomo-natura. È il punto cardine che l’umanità deve affrontare in questa era storica e geologica per fermare il cambiamento climatico in atto».Nel primo borgo veg d’Italia non mancano la musica, con l’esibizione live de “I Salici”, protagonisti con ballate acustiche, blues ritmati, cavalcate rock, sperimentazioni jazz e contaminazioni etniche, e gli spazi relax. Un borgo a misura di famiglia tra natura, antichi cascinali, animali e un’atmosfera decisamente positiva.«Non salviamo solo gli animali – conclude Tiziana Pers –, ma anche gli alberi: ne abbiamo appena ripiantati due, uno di cachi e un gelso che altrimenti sarebbero stati abbattuti». 
Fonte: Messaggero Veneto

PERCHE' NON DIRE COSA MANGIARE?


Da qualche giorno, a Udine, sono comparsi i manifesti delle associazioni animaliste contro la mattanza degli agnelli per i pranzi pasquali. “Torturato, sgozzato, ucciso. Questa è quella che chiami bontà? Quest’anno a Pasqua scegli di non uccidere. Scegli un menù vegano”. Questo il messaggio stampato sui cartelloni, dove fa bella mostra di sé la foto di un agnellino. In città ne sono stati posizionati 25, da via delle Ferriere a viale Trieste, da via Gorizia a viale Venezia. 

L’iniziativa è delle associazioni Animalisti italiani onlus, Natura e natura-rifugio di Rita e Vittoria for animal rights. «Ci schieriamo contro l’inutile strage degli agnelli per Pasqua – spiega Chiara Vattolo – abbiamo iniziato queste campagne di sensibilizzazione nel 2016, autofinanziandoci, e il riscontro dei cittadini è stato notevole. In tanti ci ringraziano per ciò che facciamo o ci scrivono disperati quando vedono passare i tir carichi di agnelli. Grazie alla accresciuta sensibilità degli italiani – aggiunge – in dieci anni il numero di agnelli uccisi per Pasqua si è dimezzato. Nonostante gli sforzi, tuttavia, si prevede che nei prossimi giorni ne verranno macellati oltre 900 mila, senza contare quelli sgozzati illegalmente».
Da qui l’appello che gli animalisti friulani rivolgono ai ristoratori di Udine, affinché tolgano dai loro menù gli agnelli, come già avviene nei locali vegani. «Non vogliamo dire alle persone cosa mangiare – continua Vattolo – ma invitarle a riflettere su chi hanno nel piatto, perché perpetuare una violenza, seppur in nome di una tradizione, non è più giustificabile. Nessuno vorrebbe intenzionalmente far del male agli animali: allora cominciamo dalla tavola». Una mobilitazione, quella degli animalisti friulani, che oggi coinvolge gli agnelli, ma nel recente passato ha riguardato lo sfruttamento delle mucche da latte e dei maiali.
«I numerosi video in rete, alcuni trasmessi anche nei tg – chiarisce Vattolo – mostrano la realtà: nessuna immagine di verdi prati bucolici bensì di cuccioli strappati alle madri ad appena un mese di vita, stipati su camion a più piani, costretti ad affrontare viaggi estenuanti che si concludono con la morte in un mattatoio, dove belano terrorizzati in attesa del loro turno, legati e sgozzati. Tutto questo in nome di una tradizione che, tra l’altro, è erroneamente associata a quella cristiana». 
Fonte: Messaggero Veneto

A SEGUITO DI SEGNALAZIONI, L'OIPA INTERVIENE


UDINE
Vivevano rinchiusi in box fatiscenti, con cucce ormai logore come unico riparo e le zampe immerse nelle loro stesse deiezioni. Undici cani, di cui quattro cuccioli, sono stati salvati dalle guardie zoofile dell’Oipa in un allevamento abusivo di cani da caccia nella provincia della città friulana. Non c’è stato nulla da fare per un cane, il cui cadavere è stato trovato nascosto sotto una coperta, in avanzato stato di decomposizione.
Fonte: Messaggero Veneto

NINA E LA DIFFICILE GESTIONE DELLA COLONIA FELINA

Udine, 14 aprile 2019

La scomparsa di Nina mi lascerà nel dubbio se a causarla è stato un fatto accidentale oppure voluto. Di certo da più di due anni sto facendo di tutto per proteggere i gatti della colonia che gestisco in base alla normativa regionale. In pratica si è venuta a creare una situazione anomala che impedisce la corretta gestione del gruppo felino.


In qualità di Referente di colonia ho tempestivamente e ripetutamente informato il Proprietario (il Comune) della colonia felina per chiedere di intervenire a tutela dei gatti e della mia persona. Il poco che è stato fatto, a nulla è servito e tutto è finito nel dimenticatoio. Non ho ottenuto nemmeno l'appoggio delle associazioni Oipa e di Vittoria for Animal Rights a cui mi sono rivolta. Stesse risposte da entrambe: "Non è proibito dare da mangiare agli animali.(gatti)". Eppure la nostra Legge regionale n.20/12 dà precise indicazioni al volontario che vuole gestire una colonia felina. Possibile che una persona non autorizzata dal Comune possa intromettersi nella gestione dei gatti e fare tutto quello che vuole? Gettare cibo più volte al giorno ai gatti (in mia presenza e senza la mia presenza) attirandoli e allontanandoli dal luogo consueto di somministrazione del cibo. Lasciare senz'acqua gli animali togliendo i miei contenitori. Manomettere l'area delle cucce e transennarle con nastro, riempiendo l'area con contenitori di cartone, plastica, con bottiglioni, depositando a terra volantini.come delimitazione dell'area, poggiando scatolette di cibo sulle colonne delle recinzioni dei fabbricati pubblici. Il tutto come fosse una specie di rito.Imbrattare la mia auto con crema per mani. Mettersi a rischio di farsi investire dalla mia auto. Rimanere insensibile dinnanzi ad un gatto morente, ecc. ecc. 
Alle forze dell'ordine, da me chiamate, questa persona risponde che sono io a disturbarla nella sua gestione e che i gatti sono suoi. 
Ho inviato diversi esposti e denunce-querele (accompagnati da foto e filmati) alla Procura della Repubblica per segnalare, oltre ai fatti che ho detto, le omissioni del Comune e della Polizia municipale. 
Qualcosa si sta muovendo nel verso giusto della giustizia. Sono già stata chiamata due volte in udienza dai giudici. In uno dei casi denunciati si andrà a dibattimento. E' già un grande passo in avanti per me che in questa materia giuridica, pur non essendo competente in materia, mi gestisco da sola. Le conseguenze di questa anomala intromissione sono purtroppo negative.I gatti che inizialmente si erano abituati alla mia quotidiana presenza, si sono inselvatichiti e si sono allontanati da me. Questa persona infatti abitando nei pressi della colonia porta cibo diverse volte al dì gettandolo sempre più lontano dall'area di gestione, decine di metri, in posti non accessibili o non da me raggiungibili, in quanto non deambulo.

LIBERAZIONE DEI VOLATILI SALVATI NEL CENTRO DI ZULIANI

TOLMEZZO (Udine)
Molti degli uccelli recuperati dal centro di Campoformido condotto da Maurizio Zuliani sono stati liberati a Tolmezzo. La liberazione è avvenuta durante la festa della Linfa di Betulla tenutasi in località Palles di Cadunea. L’evento ha attirato centinaia di persone anche dal basso Friuli che hanno potuto apprezzare le doti della linfa estratta dalle betulle esposte dai naturalisti Primo Miu, Euro Marchetti e Giorgio Leschiutta. Dopo le escursioni sul territorio a conoscere le erbe selvatiche di cui è ricca la Carnia, l’arrivo di Zuliani e dei suoi collaboratori ha captato l’attenzione di tutti, in particolare dei bambini. Zuliani ha presentato il centro per il recupero della fauna selvatica che dirige a Campoformido poi ha liberato alcuni volatiti che dopo essere stati feriti sono stati curati nel suo centro. Sino stati liberati alcuni fringuelli, dei lucherini, una coppia di merli, due tortore, una beccaccia e un falco astore. La beccaccia, non troppo capace a lunghi voli, ha fatto sapere Zuliani, era stata recuperata ferita mercoledì scorso nella piazza antistante il tribunale di Udine. «Nel nostro centro- ha spiegato – arrivano circa 1.700 animali selvatici feriti ogni anno. Per lo più si tratta di fauna avicola, la più facile da recuperare». Sono 137 le specie di uccelli che sono giunti al centro di Campoformido, gran parte di queste sono state salvate. «Più difficile che vengano salvati ungulati, caprioli e cervi, spesso vittime di incidenti stradali. In questi casi la mortalità è alta» ha detto. I caprioli maschi sono recuperabili con difficoltà per l’imprinting che hanno con l’uomo, ma da adulti diventano molto pericolosi in quanto considerano l’essere umano un competitore territoriale. Tra le cause più frequenti degli incidenti agli uccelli ci sono i fili elettrici. «Manca una legge che permetta di assegnare a privati gli animali feriti che non possono essere rimessi in libertà. Spesso in questi casi le bestiole vengono accompagnate al fine vita» ha concluso. In caso di ritrovamento di animali selvatici feriti o morti si deve contattare il corpo regionale forestale allo 800 961969 nei giorni feriali, altrimenti si possono contattare i vari centri di recupero. Alla rassegna sono intervenuti anche il sindaco Francesco Brollo con l’assessore alle frazioni Mario Mazzolini e il vice presidente della regione Stefano Mazzolini. 
Fonte: Messaggero Veneto

CERCO NINA, GATTA NERA DI COLONIA FELINA










PUBBLICAZIONI SU GRUPPI E COMMUNITY


9 aprile 2019



24 marzo 2019



9 aprile 2019


24 marzo 2019



E' MORTA VITA, LA CAGNOLINA SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRO GREEN HILLl

5 MARZO 2019

Vita se n'è andata a causa di una malattia dopo aver trascorso anni felici, amata e accudita dalla sua famiglia umana.


Era stata salvata dall'allevamento-lager di cani destinati alla vivisezione di Montichiari (Brescia) durante il blitz del 2012 degli attivisti anti-vivisezione.
La sua foto strepitosa è passata per le agenzie giornalistiche di tutto il mondo.

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CICOGNE: IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE


FAGAGNA (UDINE)

All’Oasi dei Quadris di Fagagna sono state liberate in volo 6 cicogne alla presenza di oltre 3mila persone.Tre esemplari maschi e altrettante femmine che hanno raggiunto la maturità sessuale. 
Si tratta di un periodo dell'anno delicato per queste cicogne che spesso vengono investite durante la stagione degli amori in quanto le cicogne volano basso. Quindi, gli automobilisti prestino attenzione, dice il presidente dell'Oasi.
L’oasi dei Quadris fa parte di un’ampia zona a carattere paludoso che si trova a nord-ovest di Fagagna. E’ inserita nella rete europea Natura 2000 ed è classificata come area naturale protetta. 
Attualmente sull’oasi gravitano una sessantina di cicogne ed un centinaio di ibis eremita.
Nell’occasione, inoltre, i gestori dei centri di recupero della fauna di Campoformido, di Terranova, e della Provincia di Treviso e di Pordenone hanno liberato alcuni dei loro ospiti. In particolare il gestore del centro di Campoformido, Zuliani, informa che nel 2018 sono stati curati 1.587 animali di specie diverse.
Occhi puntati  anche su diverse nutrie, in particolare su una bianca.

Fonte, Il Friuli.it
Fonte, Messaggero Veneto

PIANO TECNICO IN COMUNE DI UDINE PER LA TUTELA DELLE ANATRE


Con una mozione, un consigliere del Comune di Udine, chiede sia affrontato il tema della salvaguardia e benessere degli animali che popolano le rogge di Udine, in particolare anatre germanate e pesci, con un tavolo tecnico composto da Comune, Consorzio di Bonifica, Corpo forestale e associazioni animaliste. Per il Comune risponde la delegata alla tutela e benessere degli animali, Claudia Basaldella che s'impegna con il Consorzio di bonifica a discutere sull'argomento portandolo nella prossima convenzione (in scadenza il 31.12.2019)
Intanto la Polizia locale e l'Azienda sanitaria con un sopralluogo eseguito hanno stabilito che le anatre si trovano in buone condizioni.
Per quanto riguarda la possibilità di cattura degli anatidi per spostarli in luogo più adatto, il Corpo forestale ha evidenziato la difficoltà dell'eventuale cattura, in quanto atti al volo, e l'assenza di criticità.

Fonte, Messaggero Veneto

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IN FVG OLTRE 130 NUTRIE ABBATTUTE IN DUE MESI

Tra gennaio e febbraio di quest'anno  in provincia di Udine  sono state abbattute 107 nutrie, mentre nel pordenonese 25.
Sono autorizzati all'abbattimento di questi grossi roditori (castorini) gli agenti di Federcaccia, le guardie del Corpo forestale e pure gli agricoltori (autorizzati e coadiuvati dai forestali)
L'abbattimento, disciplinato dalla Legge regionale 9 giugno 2017, n. 20 - Misure per il contenimento finalizzato all'eradicazione della nutria (Myocastor coypus) viene effettuato solitamente di notte con armi comuni da sparo o con trappole a cui segue l'uccisione con metodo eutanasico.
Fonte, Messaggero Veneto

La nutria o castorino, roditore di grossa taglia, è accusata di destabilizzare l'equilibrio ambientale, di causare danni all'agricoltura e di costituire una minaccia alla tenuta degli argini di corsi d'acqua e canali.

LEGGERE:  Perchè i castorini sono diventati nutrie


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IL COMUNE DI UDINE CONDANNA A MORTE GLI ALBERI DELLA VITA



UDINE,  30 gennaio 2019

Gli alberi che danneggiano i marciapiedi vanno tagliati
L'intervento programmato del servizio Verde pubblico prevede di abbattere 34 alberi nelle vie Dante, Pieri, Martignacco e Chiusaforte. In futuro il Comune metterà in sicurezza una decina di zone dove ci sono delle situazioni simili che mettono a rischio l'incolumità dei cittadini.
Messaggero Veneto 30.1.2019
Udine Today 20.11.2018

Agli inizi di gennaio già due grossi platani erano stati tagliati in viale Palmanova per fare posto alla nuova pista ciclabile. Non c'erano alternative, disse il vicesindaco, erano alberi tra i 20 e i 40 anni non soggette a tutela. 
Legambiente contestò la mancata ricerca di una soluzione tecnica alternativa. 
Messaggero Veneto 9.1.2019



Insomma per il Comune di Udine la vita degli alberi non conta niente rispetto alle esigenze degli umani. Evidentemente  non hanno imparato che l'albero è il simbolo universale della vita, con la sua struttura legata alla terra ma protesa verso lo spazio.
E quale brutto esempio dà  il vicesindaco Michelini nel dire che per ogni albero tolto ne saranno piantati tre, come se la morte di un albero rappresentasse una convenienza, un affare.


Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi (Proverbio dei Sioux)
               
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SALVIAMO I 34 ALBERI DI UDINE

Spedite e.mail al sindaco del Comune di Udine 

sindaco@comune.udine.it

oppure

protocollo@pec.comune.udine.it 

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Le alternative, penso, si possano trovare, sia per salvare la vita degli alberi, sia per la tutela e le esigenze dei cittadini udinesi.
Ci sono, ad esempio,  dei mezzi di sradicamento e trapianto. Perché non prendere in considerazione questa soluzione?


Spero che il sindaco Pietro Fontanini conservi ancora il cuore Verde con cui si era presentato alle amministrative del 1990. All'epoca eravamo entrambi con i Verdi della Margherita, lui candidato al Consiglio provinciale, io al Consiglio comunale di Udine. 


AGGIORNAMENTI :

8.2.2019 - Abbattuti i primi 4 alberi  - Messaggero Veneto


E gli animalisti dove sono? Dov'è la loro sensibilità? Che strana questa indifferenza verso il mondo vegetale.

A febbraio (vedasi nota sottostante, copia-incolla da Facebook) ho inviato una notifica Facebook al blogger de “Il Perbenista” per chiedergli di interessarsi al caso e condividere con persone sensibili al tema (come per dire di contattare la persona, nonché l'Associazione, con cui egli è in contatto). Nulla, nessuna risposta. E, per quanto mi risulta, nessun interesse nemmeno da parte dell'animalista! (MEDITATE GENTE, MEDITATE)

Elisa Colavitti Pro Animali - Udine Notifico a Il Perbenista per un possibile interessamento e condivisione, specialmente a persone sensibili al tema. Grazie.


Segui l'iniziativa su Facebook. 
 Collegati ai post, cliccando sull'icona 

2 febbraio 2019


11 febbraio 2019




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AIRONI GUARDABUOI A UDINE NORD

19.1.19

Oggi, verso le prime ore del pomeriggio, in via Cividina




  

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SEQUESTRO SANITARIO PREVENTIVO PER 12 CANI


Palmanova (Udine)


Nell'ambito dei specifici servizi per il contrasto del fenomeno del traffico internazionale di animali, gli uomini della Sottosezione polizia stradale locale hanno fermato un veicolo adibito al trasporto di animali vivi. All'interno erano chiusi in gabbie 12 cani adulti (alcuni provenienti dall'estero). Sono state quindi effettuate accurate verifiche riscontrando precarie e irregolari modalità di trasporto. Gli animali sono stati sottoposti a sequestro sanitario preventivo per 10 giorni.
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L'UTI DELLA CARNIA AVVIA IL CENSIMENTO DELLE COLONIE FELINE


L'Unione territoriale intercomunale ha avviato il censimento delle colonie feline e i sindaci dei 27 Comuni dell'Alto Friuli si preoccupano per i costi che si aggirano su 60 mila euro. 
Lo prevede la Legge n. 20 dell' 11 ottobre 2012. "Norme per il benessere e la tutela degli animali di affezione"  
I costi che i comuni dovranno affrontare comprendono i sopralluoghi, le catture dei gatti, gli interventi sanitari e l'alimentazione.



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UN BOXER DA' L'ALLARME PER SALVARE L'AMICO GOLDEN RETRIVER


E' accaduto nella zona di San Quirino, nel pordenonese. 

Il boxer, abbaiando di continuo, attira l'attenzione di un passante che decide di seguirlo. Giunto nei pressi di un canale vede il golden retriver in acqua e chiama i vigili del fuoco. Il cane, stanchissimo, in ipotermia e con una zampa ferita, viene recuperato e salvato. Presente sul luogo anche il proprietario che nel frattempo era stato rintracciato dai vigili del fuoco.
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500 FAGIANI D'ALLEVAMENTO SPARITI DALL'AZIENDA


A me piace pensare che sia stata un'azione animalista non un'incursione dei ladri 

L'azienda alleva selvaggina da rivendere alla riserve di caccia dove poi vengono liberati gli esemplari quando è aperta la stagione!!! 




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L'ORSO ELISEO UCCISO IN SLOVENIA DA UN CACCIATORE

6 dicembre 2018

Aveva un radiocollare applicato dal gruppo di ricerca sulla fauna selvatica dell'Università di Udine.
Da quando aveva varcato il confine gli spostamenti dell'orso venivano comunicati alla forestale slovena dal coordinatore del gruppo friulano, Filacorda, un tanto per avvertire i cacciatori della presenza di Eliseo in quel Paese dove annualmente abbattono diversi orsi.
Già nel 2007 Bepi, un altro orso friulano, aveva fatto la stessa fine.
Eliseo aveva poco più di cinque anni ed era un orso spericolato. Andava in Slovenia di frequente, attraversava spesso a nuoto il lago di Cavazzo ed era riuscito anche ad attraversare l'autostrada Trieste-Lubiana. A Tolmino era stato urtato dal treno.
La corsa di Eliseo è stata interrotta da una doppietta slovena.
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Filacorda chiede alle autorità slovene la stipula di un accordo transfrontaliero con scambio reciproco di informazioni nel caso di catture di animali nell'ambito di progetti di ricerca.

Altri due orsi sono monitorati dall'Università di Udine. Si tratta di Francesco e Mirtillo, quest'ultimo supera spesso il confine sloveno e ora si trova da quelle parti. I forestali sloveni sono stati avvertiti.



La morte di Eliseo è destinata a far discutere così come la morte dell'orsa KJ2 (mamma di Francesco e Soki), abbattuta in Trentino e l'orsa Daniza, morta sotto anestesia durante la cattura, sempre in Trentino. Entrambe erano state ritenute pericolose.


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CAPRIOLI VITTIME DI INCIDENTI STRADALI NEL MEDIO FRIULI


Pozzuolo (Udine)




In questo periodo con la campagna spoglia i caprioli non si fidano a mostrarsi di giorno e quindi pascolano di sera e non è infrequente ritrovarseli sulla strada al buio. Sono diffusi anche cervi e cinghiali. Molto di frequente, quindi, questi animali rimangono vittime di incidenti stradali. Alcuni muoiono con l'impatto, in tal caso verranno recuperati per darli in pasto ai grifoni della riserva di Cornino. Quelli feriti vengono consegnati al centro gestito da Maurizio Zuliani a Campoformido.che, una volta guariti verranno liberati. Se invece le condizioni dell'animale sono disperate, il Servizio veterinario dell'Ass decide per la soppressione con Tanax.



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GLI ALLOCCHI DEGLI URALI NATI IN FRIULI RIPOPOLERANNO I BOSCHI AUSTRIACI

Forgaria (Udine)
Il Friuli protagonista della reintroduzione dell'allocco degli Urali in Austria. Infatti, nella Riserva di Cornino è giunta una coppia di questo rapace affinché i piccoli che nasceranno possano essere reintrodotti nei boschi viennesi dove sono scomparsi a causa delle persecuzioni perpetrate fino al secolo scorso perché ritenuti nocivi.
L'allocco degli Urali è considerato uno dei rapaci notturni più grandi presenti in natura e in Italia è presente solo in Friuli.
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IL CASTORO IN FRIULI DOPO 450 ANNI


Scoperta del gruppo di ricerca dell’Università di Torino nell’area del Tarvisiano. L’esemplare, proveniente probabilmente dall’Austria, è stato avvistato da un cacciatore.


Il castoro è il più grande roditore presente in Europa.
I primi sopralluoghi degli esperti confermano la presenza supportata anche da video e foto.
Dopo il ritorno della lontra ora è la volta del castoro



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UN CIGNO A SPASSO PER LA CITTA'

Cervignano (Udine)

Un cigno mentre passeggiava per la città è stato fotografato da un lettore del giornale Messaggero Veneto. Gli automobilisti.per evitare di disturbare il cigno si sono fermati per lasciarlo passare. 




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Pericolo cicogne in picchiata



Cicogne in picchiata. Sulle strade arrivano i segnali di pericolo


FAGAGNA (Udine)
Saranno installati sulle vie in prossimità dell’Oasi di Quadris. Dopo l’ultimo incidente stradale il Comune corre ai ripari

FONTE

Gatto bloccato sul cornicione

Ottobre 2018

Udine

Recuperato un gatto bloccato da quattro giorni sul cornicione

L'intervento in viale Palmanova: i vigili del fuoco hanno utilizzato un'autoscala per raggiungere l'animale ferito a una zampa
Fonte






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Cani segregati in un allevamento lager della Bassa friulana

Ottobre 2018

Gli animali vivevano nella totale sporcizia. 
Denunciato il proprietario

Otto pastori tedeschi stavano segregati in box angusti, bui e sporchi. Erano molto intimoriti e presentavano dei comportamenti stereotipati. Le guardie zoofile dell'Oipa hanno sequestrato gli animali e il proprietario è stato denunciato per maltrattamento e detenzione di animali incompatibile con la loro natura.





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Salvataggio di un cavallo finito in un canale

Ottobre 2018



I vigili del fuoco di Cervignano sono intervenuti nel comune di Fiumicello per il salvataggio di un cavallo che era finito all’interno del canale denominato “Mondina” .

FONTE






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Abbattuta la quercia malata

Ottobre 2018


Udine

Gli addetti incaricati dall’amministrazione comunale hanno provveduto ad abbattere una delle querce che si trovano sulla collinetta di fronte all’Istituto Sello, in piazza Primo Maggio. 
Il tentativo di recupero, viene riferito, sarebbe risultato vano ed è probabile che altri alberi subiranno la stessa fine.
FONTE





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Il grifone precipitato sui rovi è tornato a volare

Forgaria (Udine)

Torna a volare libero il giovane grifone curato nella Riserva del Cornino

Era stato trovato il 15 agosto vicino al fiume Tagliamento. A causa della forte pioggia e dei sui primi voli dopo l'uscita dal nido (è nato in Croazia, in una delle isole del Quarnero) il rapace è precipitato fra i rovi. Dopo il recupero e gli accertamenti sanitari, il pennuto è risultato affetto da una intossicazione da piombo. Il 29 settembre scorso in occasione di un'iniziativa mondiale di sensibilizzazione per la conservazione degli avvoltoi,  il fortunato rapace è stato liberato. 

FONTE

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La partenza dei rapaci

Forgaria (Udine)

Alla Riserva di Cornino la partenza dei rapaci

Alla Riserva regionale naturale del Lago di Cornino, è stata organizzata l’iniziativa “Vivi e Liberi di Volare”, che s’inserisce nell’ambito di un’iniziativa mondiale di sensibilizzazione per la conservazione degli avvoltoi. Alla presenza del sindaco sono stati liberati alcuni rapaci provenienti dal centro di recupero del pordenonese.

FONTE

Linux, salvato dai Rom, scappa e muore travolto da un furgone



Era stato salvato dal macello 

Pozzuolo (Udine)

Cavallo scappa da un recinto e muore travolto da un furgone

Alcuni ragazzi della comunità rom, da parecchi decenni insediata in zona, hanno raccontato di aver invano cercato di fermare Linux – questo il nome del cavallo, che aveva 21 anni –, che avevano visto scappare dal recinto e dirigersi verso la ex statale.


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Forgaria, fra grifoni e pavoni

Settembre 2018

Una coppia di pavoni  ha deciso di stabilirsi nel piccolo comune friulano

Dalla scorsa primavera i due pavoni passeggiano tranquillamente  per le vie di Forgaria. Sono diventati le nuove mascotte del paese . La comunità li ha adottati e dà loro da mangiare. Da qualche mese i maestosi grifoni hanno dovuto cedere lo scettro di simbolo del territorio forgariese.

In Carnia avvistata una Ciconia nigra

20 Settembre 2018

ENEMONZO (UDINE)
Eccezionale rinvenimento nei giorni scorsi sui tetti delle abitazioni di Enemonzo di un raro esemplare di “Ciconia nigra”, apparso ai limiti del paese. Dovrebbe provenire dall'est dell'Austria. Dopo la breve sosta in Carnia andrà a svernare verso il sud

Dieci cani in gabbia

5 Settembre 2018

I cani erano “detenuti” nella stanza d’ingresso di un’abitazione della bassa friulana. Le guardie zoofile dell’Oipa di Udine sono intervenute e hanno liberato gli animali. I proprietari sono stati denunciati

FONTE