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UDIENZA PREDIBATTIMENTALE PER ORSO M90

9 MARZO 2026

Nell’udienza predibattimentale iniziata oggi, a Trento, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dal professor Mario Zanchetti, è stata ammessa come parte civile nel procedimento contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiamato a rispondere, in concorso con due funzionari dell’ente, di maltrattamento di animali per l’uccisione dell’orso M90, “morto – sostiene la deputata – tra atroci sofferenze che potevano e dovevano essere evitate. È stata un’esecuzione barbara e crudele”. La difesa di Fugatti ha chiesto al definizione del procedimento con il giudizio abbreviato, la discussione è stata fissata per il 18 marzo.

L’operazione di narcotizzazione – si legge nell’istanza della LEIDAA per la costituzione di parte civile – “avrebbe potuto essere effettuata in totale sicurezza evitando la lenta agonia provocata dai colpi d’arma da fuoco ad espansione che hanno attinto polmoni e fegato dell’orso M90” senza ucciderlo immediatamente. Ma la telenarcosi era espressamente esclusa nel decreto del presidente della Provincia. M90 era un orso giovane, di 2 anni e mezzo, che l’assenza dei cassonetti anti-orso aveva abituato a cercare cibo vicino a centri abitati. Nell’ottobre del 2023 era stato investito da un’auto ma era rimasto illeso. Nel gennaio del 2024 aveva seguito per un breve tratto due escursionisti. Tanto è bastato Fugatti per condannarlo a morte con un decreto emesso il 6 febbraio ed eseguito poche ore dopo la pubblicazione, senza lasciar tempo alle associazioni di ricorrere. Nel decreto non era prevista la telenarcosi e M90 è stato abbattuto con due proiettili nei polmoni e nel fegato, nessuno dei quali immediatamente letale ed è morto lentamente per emorragia interna.

“Dopo una prima richiesta di archiviazione – commenta la presidente di LEIDAA – nel novembre dell’anno scorso il gip ha finalmente deciso l’imputazione coatta di Fugatti e di due funzionari della Provincia sulla base del principio, introdotto dalla legge Brambilla, della tutela diretta degli animali, in quanto esseri senzienti, portatori di fondamentali diritti. Gli animali, compresi i selvatici, non sono cose, di cui si può disporre a piacimento. Non si può farli soffrire per negligenza o indifferenza. E il solo fatto che per questo sieda sul banco degli imputati il potentissimo presidente di una Provincia autonoma mostra quant’era giusto e necessario adeguare la legge penale ad una nuova sensibilità collettiva”. POST NEL CUORE

POST IL DOLOMITI

TRENTO. “La difesa del presidente Fugatti ha avanzato richiesta di definizione del procedimento nelle forme del giudizio abbreviato e noi siamo stati ammessi come parte civile”. La Leal ha annunciato che è stata ammessa, assieme ad altre associazioni, come parte civile nel processo a carico del presidente della Provincia Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M90Nelle scorse ore, infatti, si è tenuta l'udienza predibattimentale e la difesa di Fugatti ha depositato una memoria con diversi documenti, consegnati però solo in formato digitale su chiavetta. Proprio per permettere alle parti civili di analizzare il materiale, il giudice ha deciso di rinviare la discussione al 18 marzo. 

 L'imputazione riguarda i reati di uccisione di animali e di maltrattamento di animali, aggravati dalla crudeltà, ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale. Secondo l'accusa “Fugatti avrebbe disposto l'abbattimento dell'esemplare omettendo la previa narcotizzazione e il necessario impiego di personale veterinario” spiega la Leal. 

Dalla ricostruzione dei fatti, ha spiegato in una nota l'Enpa,  è emerso chiaramente che “M90 non fu narcotizzato prima dell’uccisione, nonostante fosse radiocollarato e quindi facilmente rintracciabile. Furono esplosi tre colpi, ma solo due colpirono l’animale, senza peraltro causarne la morte immediata. L’autopsia ha evidenziato che l’orso morì dissanguato per un’emorragia interna dopo una lunga agonia. Inoltre, nessun veterinario era presente, contrariamente a quanto previsto dal Pacobace”.

 Determinanti sembrano essersi rivelate le consulenze dei professori Cristina Cattaneo, medico legale e antropologa forense, e Orlando Paciello, veterinario forense. Nella relazione tecnica depositata agli atti per Enpa, gli esperti hanno evidenziato come “l’uccisione con proiettili esplodenti di calibro 30.06, senza previa anestesia, abbia causato un’emorragia interna che ha portato alla morte dell’animale dopo prolungate e atroci sofferenze”.

Dal canto suo Leal sottolinea come la morte di M90 non costituirebbe un episodio accidentale riconducibile alla gestione faunistica, bensì sarebbe l'esito di una condotta ritenuta “gravemente inadeguata sotto il profilo della tutela della fauna selvatica”. L'esemplare, spiega sempre l'associazione, “sarebbe divenuto 'confidente' anche a causa di ricorrenti episodi di foraggiamento e della mancata messa in sicurezza dei rifiuti, fattori che ne avrebbero favorito l'avvicinamento alle aree antropizzate”.

M90, ha spiegato anche l'avvocata Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale Oipa Italia "è stato vittima di un’uccisione basata su un ordine non sorretto da motivi che ne potessero giustificare un provvedimento così estremo. Chiediamo giustizia per quest’orso, vittima di gravi falle nella gestione della convivenza tra uomo e i grandi carnivori, la cui tutela è addirittura di rango comunitario”.

 L'ammissione come parti civili è stato accolta positivamente dalle associazioni. “L’auspicio è che si possa fare piena chiarezza sulla morte dell’orso M90 e che sia fatta giustizia in modo che episodi come questo non accadano mai più”.

STRADE E FERROVIE SONO LA CAUSA DELLE MORTE DI TANTI LUPI

6 MARZO 2026

𝗗𝘂𝗲 𝗹𝘂𝗽𝗶 𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗩𝗮𝗹 𝗱'𝗢𝘀𝘀𝗼𝗹𝗮: 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
La notizia è arrivata nella mattina del 4 marzo 2026, senza clamore, come accade spesso alle notizie sulla fauna selvatica che muore. Due lupi giovani, maschi, sono stati investiti e uccisi da un treno sulla linea ferroviaria del Sempione in località Campaglia, nel comune di Varzo, nel Verbano Cusio Ossola. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Provinciale per i rilievi di rito. La linea del Sempione è una delle arterie ferroviarie più frequentate delle Alpi italiane, un collegamento di importanza internazionale che percorre la Val d'Ossola per raggiungere il traforo verso la Svizzera: un tracciato che separa fisicamente il territorio in due, attraversando boschi e vallate dove la fauna selvatica si sposta seguendo percorsi ancestrali che non conoscono rotaie. Non è la prima volta che questo accade in Ossola: in passato altri investimenti di lupi erano stati documentati a Vogogna e all'ingresso di Domodossola sulla linea ferroviaria Domodossola-Novara. Un pattern che si ripete con una regolarità sufficiente a non poter essere liquidato come sfortuna.
Il lupo è tornato spontaneamente sulle Alpi e sugli Appennini italiani a partire dagli anni Novanta, dopo decenni di assenza dovuta alla caccia sistematica e alla distruzione dell'habitat. La sua presenza è oggi garantita da normative di protezione nazionali ed europee, e la popolazione italiana conta diverse centinaia di esemplari distribuiti sull'intero arco appenninico e su larga parte dell'arco alpino. La Val d'Ossola, con i suoi boschi densi e la connettività con i versanti svizzeri e valdostani, è uno dei corridoi di dispersione naturale più importanti dell'arco alpino occidentale italiano: un luogo dove i lupi, soprattutto i giovani che si allontanano dal branco di origine, transitano regolarmente alla ricerca di nuovi territori. Eppure la rete ferroviaria, costruita in un'epoca in cui il lupo era estinto, non ha mai previsto corridoi faunistici o sistemi di dissuasione per la fauna selvatica: binari recintati o no, la velocità dei treni non lascia scampo a un animale che attraversa il tracciato al momento sbagliato. La morte di questi due lupi non è una catastrofe ecologica in senso stretto, ma è un promemoria puntuale di un conflitto non risolto tra infrastrutture costruite per l'uomo e un territorio che appartiene a molte specie contemporaneamente. Le soluzioni esistono, dai tunnel per la fauna selvatica alle recinzioni permeabili ai sistemi acustici di dissuasione: costa decidere di implementarle.

7 MARZO 2026

𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗹𝘂𝗽𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝘀𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼: 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘂𝗻'𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲

Febbraio 2026 ha lasciato sul territorio trentino un bilancio che fa riflettere: quattro lupi morti e due feriti o fuggiti in condizioni sconosciute, tutti vittime di investimenti stradali e ferroviari nell'arco di ventotto giorni. Il primo febbraio a Pieve di Bono un lupo è stato travolto da un veicolo ed è poi fuggito, con condizioni ancora ignote. Il 3 febbraio a Sant'Antonio di Mavignola si è ripetuto lo stesso copione, un altro animale investito e scomparso nel nulla.Poi sono arrivate le morti certe, una dopo l'altra, con una cadenza che non lascia spazio all'indifferenza. Il 4 febbraio ad Avio una femmina giovane ha perso la vita travolta da un treno; il 13 febbraio a Saone un maschio giovane è morto investito da un veicolo; il 14 febbraio a Tremalzo di Ledro un maschio adulto ha subito la stessa sorte; il 27 febbraio a Massimeno una femmina giovane è stata uccisa da un'auto. Sei episodi in un solo mese, quattro animali morti: una sequenza che non può essere liquidata come una serie di sfortunate coincidenze, ma che racconta qualcosa di strutturale nel rapporto tra la fauna selvatica e le infrastrutture che attraversano il territorio.Il Trentino è una provincia in cui il lupo è tornato a vivere con una presenza sempre più stabile e diffusa, ma le strade e le ferrovie che solcano le sue valli sono state progettate in un'epoca in cui nessuno si poneva il problema dei corridoi di dispersione della fauna selvatica.

Gli animali attraversano i tracciati asfaltati e i binari perché seguono percorsi istintivi che non riconoscono i confini imposti dall'uomo, e lo fanno spesso di notte, quando la visibilità è ridotta e la velocità dei veicoli rende ogni attraversamento un'incognita mortale. Sulle strade italiane nel solo 2026 sono già stati registrati almeno trenta lupi morti, quattro feriti o catturati e tre rilasciati dopo le cure, un dato nazionale che amplifica la portata del problema ben oltre i confini trentini.A questi dati va aggiunta la dimensione delle predazioni al bestiame, che nel solo febbraio ha prodotto sette episodi distribuiti tra i comuni di Madruzzo, Roncegno Terme, Vigolo Baselga, Tenno, Lardaro, Cavedine e Garniga Terme. I danni da lupo in Trentino erano già cresciuti del 35% rispetto all'anno precedente, con 151 episodi e 133.000 euro di importo complessivo nel 2025. In due dei sette episodi di febbraio erano presenti recinzioni elettrificate funzionanti che il lupo ha comunque superato, mentre in quattro casi non era presente alcuna protezione idonea: numeri che confermano come la prevenzione passiva, pur non garantendo l'inviolabilità assoluta, riduca sensibilmente il rischio quando è applicata con correttezza.

Quattro lupi morti in un mese non sono soltanto una perdita per una specie protetta, ma il sintomo di un sistema che non riesce ancora a costruire una convivenza vera tra la fauna selvatica e le attività umane. Serve un approccio diverso: passaggi faunistici progettati sulle tratte più a rischio, segnaletica adeguata, velocità limitate nei tratti critici e una cultura della strada che consideri gli animali selvatici come parte integrante del territorio che attraversiamo. Finché le infrastrutture continueranno a ignorare la presenza del lupo, febbraio 2026 non sarà un'eccezione, ma un appuntamento che si ripete.

POST FACEBOOK DI MONDO MONTAGNA

TRENTINO, LIBERTA' PER L' ORSO PAPILLON

MARZO 2026

Sabato 28 marzo 2026 ore 14:30 - manifestazione (autorizzata) davanti ai cancelli del Casteller.

Tutti possono partecipare, nessuno escluso, le nostre sono manifestazioni di popolo, non di prime donne.

Non possiamo più accettare che l’Orso Papillon continui ad essere rinchiuso ed isolato nella prigione del Casteller.


POST CENTOPERCENTOANIMALISTI

BRUNO, L'ORSO RINCHIUSO NEL RIFUGIO SAN ROMEDIO

MARZO 2026




CI SI DOMANDA COME STA BRUNO

IMMAGINI DI BRUNO - OIPA

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Prendete un orso, rinchiudetelo in una prigione di 1500 metri ed ecco come sarà costretto a vivere
Queste immagini arrivano dal Trentino e ci sono state inviate da Sara, una nostra volontaria che ha ripreso il comportamento stereotipato di Bruno, un orso rinchiuso da circa 10 anni nel "rifugio" di San Romedio.
Questo "girare in tondo" è il classico comportamento degli animali stressati, rassegnati e rinchiusi in spazi stretti.
Infatti molti animali rinchiusi negli zoo, si muovono in questo modo.
Le immagini sono strazianti ma la cosa ancora più assurda e che secondo i gestori della struttura, l'orso sta bene e gode di ottima salute come è anche indicato nel cartello presente davanti al recinto.
La storia di Bruno risale a tanti anni fa quando fu salvato nel 2001 da un privato che lo deteneva abusivamente in uno spazio strettissimo.
Ciò che denunciamo non è il trasferimento dell'orso ma l'aver trasformato questa struttura da un ricovero ad un'attrazione turistica.
Infatti la recinzione che si vede in questo video viene avvicinata ogni giorno da decine di turisti con cani al seguito che stressano l'orso fino a fargli assumere i comportamenti stereotipati che potete vedere nel video.
Ricordiamo che tra queste mura in passato sono stati rinchiusi altri orsi catturati nel bosco tra cui anche la mamma di #jj4 e altri orsi ritenuti "pericolosi".
Gli orsi sono animali selvatici che hanno diritto alla libertà e a vivere nel proprio habitat.
È l'uomo che deve imparare a vivere con loro e non il contrario.
Alternative alla libertà che prevedono schiavitù, sottomissione, umiliazione e prigionia non sono più accettabile e vanno assolutamente boicottate.

                                video Animaliberaction


VAL DI NON, TRENTINO

Prendete un orso, rinchiudetelo in una prigione di 1500 metri ed ecco come sarà costretto a vivere. Queste immagini (purtroppo non disponibili )arrivano dal Trentino e ci sono state inviate da Sara, una nostra volontaria che ha ripreso il comportamento stereotipato di Bruno, un orso rinchiuso da circa 10 anni nel "rifugio" di San Romedio.
Questo "girare in tondo" è il classico comportamento degli animali stressati, rassegnati e rinchiusi in spazi stretti.
Infatti molti animali rinchiusi negli zoo, si muovono in questo modo.
Le immagini sono strazianti ma la cosa ancora più assurda e che secondo i gestori della struttura, l'orso sta bene e gode di ottima salute come è anche indicato nel cartello presente davanti al recinto.
La storia di Bruno risale a tanti anni fa quando fu salvato nel 2001 da un privato che lo deteneva abusivamente in uno spazio strettissimo.
Ciò che denunciamo non è il trasferimento dell'orso ma l'aver trasformato questa struttura da un ricovero ad un'attrazione turistica.
Infatti la recinzione che si vede in questo video viene avvicinata ogni giorno da decine di turisti con cani al seguito che stressano l'orso fino a fargli assumere i comportamenti stereotipati che potete vedere nel video.
Ricordiamo che tra queste mura in passato sono stati rinchiusi altri orsi catturati nel bosco tra cui anche la mamma di JJ4 e altri orsi ritenuti "pericolosi".
Gli orsi sono animali selvatici che hanno diritto alla libertà e a vivere nel proprio habitat.
È l'uomo che deve imparare a vivere con loro e non il contrario.
Alternative alla libertà che prevedono schiavitù, sottomissione, umiliazione e prigionia non sono più accettabile e vanno assolutamente boicottate.
POST ANIMALIBERACTION 6.5.2023

YOU TUBE 21.4.2023

FUGATTI A PROCESSO PER L'UCCISIONE DELL'ORSO M90

6 MARZO 2026

Le associazioni animaliste Lav e Leal hanno deciso di costituirsi parte civile.

Si aprirà lunedì 9 marzo, con l'udienza predibattimentale, il processo a carico del presidente della Provincia Maurizio Fugatti per l'uccisione dell'orso M90.

L'orso si era reso protagonista di diverse scorribande in Val di Sole e nel gennaio 2024 aveva seguito due escursionisti su un sentiero sopra Mezzana: da qui l'ordine di abbattimento emesso dalla Provincia, poi eseguito.

Per Fugatti il Giudice per le indagini preliminari ha deciso l'imputazione coatta  con l'accusa di uccisione e maltrattamento di animali. Il pubblico ministero aveva invece chiesto l'archiviazione.

LEGGI TGR TRENTO

Si terrà il 9 marzo la prima udienza del procedimento penale a carico di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, in relazione all’abbattimento dell’orso M90. In questa sede, Leal ha formalizzato la richiesta di costituzione di parte civile per l’esercizio dell’azione civile nel processo penale.


POST LEAL

CESARE ERA LA MASCOTTE DELLA STAZIONE

5 MARZO 2026


GIUSTIZIA PER CESARE, LA MASCOTTE DELLA STAZIONE DI COLLEFERRO (ROMA)
Il gatto Cesare, presenza affettuosa e familiare per pendolari e cittadini alla stazione ferroviaria di Colleferro (RM), è stato barbaramente preso a calci il 27 gennaio scorso. Dopo 12 giorni di agonia al Policlinico Veterinario Roma Sud, tra lesioni gravissime, insufficienza renale e sofferenze indicibili, Cesare ha lasciato la comunità umana che tanto lo amava. Grazie alle indagini dei Carabinieri di Colleferro e alle prove della video di sorveglianza e testimonianze, è stato identificato e denunciato un quarantacinquenne residente a Segni, ritenuto l’autore di questo vile maltrattamento. Un episodio che grida vendetta, ma che non deve restare impunito. Leal ha appreso con sdegno questo grave caso di crudeltà animale e Leal ha dato mandato al legale di procedere in sede di giudizio per chiedere giustizia.

POST LEAL

La vicenda di Cesare, il gatto che da anni viveva nella stazione di Colleferro diventando una presenza familiare per tanti pendolari, ci ha lasciato indignati e inorriditi.
Colpito con un calcio lo scorso 27 gennaio, Cesare è stato soccorso dai volontari dell’associazione Gatti del Giovenzano ed affidato urgentemente ad una clinica per le cure veterinarie. Purtroppo non è sopravvissuto.
Da subito è stata presentata una denuncia ed i carabinieri della stazione di Colleferro hanno avviato prontamente le indagini.
Oggi quelle indagini si sono concluse: un extracomunitario di 46 anni residente nella zona è stato denunciato in stato di libertà.
Confido in un rapido processo e farò tutto il possibile affinché non solo sia resa giustizia a Cesare, riconosciuto essere senziente dalla Legge Brambilla, ma anche affinché non siano vanificati l'amore e la determinazione con cui persone, associazioni e forze dell'ordine hanno lavorato.
La legge Brambilla ha introdotto pene severe per chi compie atti di violenza contro gli animali. Chiediamo che venga applicata senza sconti.



POST BRAMBILLA

GENOVA, MORTA LA DELFINA LUNA DELL'ACQUARIO

6 MARZO 2026

Una notizia inaspettata ha scosso l’Acquario di Genova: è morto Luna, #delfino femmina tra gli esemplari più conosciuti e longevi della struttura. Aveva 31 anni, ma avrebbo potuto vivere ancora a lungo.
Luna, appartenente alla specie tursiope, era rinchiusa nell’acquario ligure dal 2013 ed era diventata negli anni uno degli animali più riconoscibili per visitatori e operatori. Secondo lo staff, nelle settimane precedenti non erano stati rilevati sintomi o segnali di malessere: la sua morte, avvenuta il 4 marzo, è stata improvvisa. Per chiarire cosa sia successo verrà ora effettuato un esame necroscopico con veterinari ed esperti di mammiferi marini.
I delfini sono tra i cetacei più intelligenti e sociali: in natura percorrono decine di chilometri al giorno e vivono in gruppi complessi negli oceani; una realtà molto diversa dalle strutture artificiali come acquari e delfinari in cui sono costretti a sopravvivere in troppi casi. Buon viaggio, Luna. Ora sei libera!

POST GREENME

LA CORTE D'APPELLO CONDANNA VETTURINA PER LA MORTE DEL CAVALLO

6 MARZO 2026

NAPOLI

La Corte d’appello di Napoli ha confermato la condanna dell’ex vetturina imputata per la morte del cavallo Found Goal Pag alla Reggia di Caserta che ha perso la vita nel 2020 per aver “lavorato” sotto il sole cocente di agosto senza riposo e acqua. Una decisione storica che mette nero su bianco che questo ennesimo orrore è la conseguenza di uno sfruttamento portato fino al collasso.
Found Goal Pag non è un caso isolato: è il simbolo di un modello che continua a considerare gli animali come attrazioni turistiche. Quand'è che le Istituzioni troveranno il coraggio di dire basta alle sofferenze dei cavalli sfruttati per il trasposto una volta per tutte?

POST LAV

A LUSSEMBURGO CONSEGNATE LE FIRME CONTRO GLI ALLEVAMENTI

5 MARZO 2026

Una giornata storica!
Oggi, dentro e fuori dalla Corte di Giustizia in Lussemburgo, insieme a tante altre associazioni da tutta Europa, abbiamo portato la voce di 1,4 milioni di cittadini e la sofferenza degli oltre 300 milioni di animali ancora allevati, per chiederne il divieto in tutta l'UE.
È il primo ricorso in cui la Commissione europea deve rispondere della propria inazione a seguito di una Iniziativa dei cittadini europei, strumento democratico che, se non effettivo, perde di significato.

BASTA VOLO DI PALLONCINI

5 MARZO 2026


IL TAR CONTRO LA REGIONE LOMBARDIA. STOP STRAGE UCCELLI

4 MARZO 2026

La Regione Lombardia aveva autorizzato l'uccisione illegittima di 97.637 fringuelli e 36.552 storni in deroga, cioè contro specie protette. Una deroga che, per molte regioni, diventa una prassi con l'unico scopo di accontentare i cacciatori e il loro hobby sanguinario.
Insieme ad altre associazioni, abbiamo presentato un ricorso al TAR per fermare una strage assurda e crudele e la Legge ci ha dato ragione con una sentenza che è una lezione di civiltà.
Stop ai provvedimenti che autorizzavano questo massacro e un messaggio chiaro: la caccia a specie protette non può essere un'abitudine e tantomeno può essere giustificata con le “tradizioni venatorie”. Una vittoria per il futuro contro chi tratta gli animali selvatici come merce di scambio.

POST LAV

ENNESIMO REATO CONTRO GLI ANIMALI

3 MARZO 2026

Altro Reato Orrendo, Altra Denuncia del Partito Animalista Italiano.
Cane impiccato ad un albero in Irpinia: Denuncia del Partito Animalista Italiano, con il nostro Ufficio Legale, per questo grave reato che grida Giustizia.
Succede in Campania. Il povero cane è stato ritrovato con una corda al collo da un agricoltore nella campagna di Montaperto, frazione del comune di Montemiletto.
Al lavoro per portare davanti un Tribunale gli assassini e dare Giustizia ad un innocente senza colpe.

POST DEL PAI

A Montemiletto, in provincia di Avellino, un episodio di crudeltà ha sconvolto la comunità: un cane meticcio di taglia media è stato trovato impiccato a un albero con una corda in una zona isolata. L’animale, senza proprietario noto, è stato recuperato dai veterinari dell’ASL e trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno per gli accertamenti necroscopici. Chi ha compiuto questo gesto resta per ora sconosciuto.
L’Ente Nazionale Protezione Animali ha annunciato la presentazione di una denuncia contro ignoti e ha attivato il proprio ufficio legale per seguire le indagini, valutando di costituirsi parte civile quando verrà individuato il responsabile. Sul caso stanno indagando i Carabinieri Forestali.
L’episodio ha suscitato forte indignazione tra i cittadini e le istituzioni locali. Il sindaco ha parlato di un gesto “sconcertante per la ferocia inaudita”, auspicando che i colpevoli vengano presto identificati.
Enpa lancia anche un appello: chiunque abbia informazioni utili alle indagini si faccia avanti. Perché il silenzio protegge solo chi compie queste violenze. E i reati contro gli animali non sono mai un fatto minore: riguardano il rispetto e la sicurezza di tutta la comunità.

POST GREENME

DONATE AL SANTUARIO DEI GATTI IN SIRIA

MARZO 2026
I nostri vicini continuano la loro guerra inviando droni, bombe e missili l'uno nella direzione dell'altro. La tensione è alta e noi restiamo molto nervosi.
Ma il nostro lavoro deve continuare - cucinare, pulire, curare i gatti, - svolgendo i 1000 e uno compiti che mantengono efficientemente il nostro santuario e le nostre cliniche.
Oggi abbiamo fatto un album per voi. Il santuario, la fattoria, le cliniche stanno tutti bene anche se siamo molto tesi.
Vi preghiamo di continuare a sostenere i nostri sforzi per pianificare in anticipo ogni evenienza.

POST DI ERNESTO'S SANCTUARY

MORTI CENTINAIA DI TORI IN UN'AZIENDA AGRICOLA

3 MARZO 2026

CENTINAIA DI MORTI. CAPITE?
EVIDENTEMENTE I SISTEMI DI SICUREZZA SONO CARENTI NELLE STALLE PERCHE NOTIZIE DEL GENERE SI SENTONO SPESSO


SABBIONARA (TN) 

Un incendio di vaste proporzioni ha colpito nel tardo pomeriggio di ieri un’azienda agricola situata a Sabbionara di Avio

Il bilancio è pesante: centinaia di capi non sono sopravvissuti al rogo. Soltanto circa 250 tori sono stati messi in salvo,

Le fiamme in pochi minuti hanno avvolto l’intera struttura rendendo necessario un imponente dispiegamento di forze.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un carro miscelatore, propagandosi rapidamente al deposito di foraggio e all’intera struttura agricola.

LEGGI NORDEST24

CHOOSE COMPASSION CHOOSE VEGAN

3 MARZO 2026

I Macelli sono il luogo dove muore l'Umanità.
Gli animali
sentono l'odore del sangue,
il loro Cuore batte all' impazzata e lottano per la Loro VITA
È di questo che vuoi Nutrirti ?!?
Choose COMPASSION Choose VEGAN


PROPOSTA DI LEGGE ALLA CAMERA A FAVORE DEGLI EQUINI

3 MARZO 2026

Da quattro legislature porto avanti questa battaglia con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli equidi e promuovere in Parlamento misure concrete per diffondere una cultura del rispetto verso ogni animale. Oggi questa proposta è finalmente in esame alla Camera dei deputati, un passaggio importante per trasformare in norme concrete la protezione che meritano

POST BRAMBILLA