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ELEZIONI EUROPEE - 26 MAGGIO 2019

EUROPEE: BERLUSCONI, “CONTINUERÒ A BATTERMI PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI, ANCHE QUELLI DEGLI ALLEVAMENTI”
Nell’Europarlamento Silvio Berlusconi andrà anche “per difendere gli animali e i loro diritti”. Ha cominciato quand’era al governo, aumentando le pene per maltrattamento e uccisione di animali, e continua prima ancora di approdare a Strasburgo, firmando davanti alla telecamera l’Iniziativa dei cittadini europei “End the cage age” che chiede alla prossima Commissione di vietare le gabbie negli allevamenti dove sono ancora consentite. Il presidente di Forza Italia spiega impegni e scelta in due distinti videomessaggi diffusi oggi.
“Da anni – afferma - mi batto, e noi di Forza Italia ci battiamo, per difendere gli animali e i loro diritti. Sono i nostri compagni di viaggio su questo pianeta e di vita nelle nostre case, non hanno voce, ma possono sentire e soffrire come noi e meritano di essere tutelati”. In proposito l’ex premier ricorda “il primato incontestabile” di Forza Italia non solo per le “più cinquanta proposte di legge” presentate in questa legislatura dall’on.Michela Vittoria Brambilla “in favore degli animali e dei milioni di cittadini che convivono con i loro amici a quattro zampe”, a cominciare “dall’inasprimento delle pene per chi uccide o maltratta un animale”, ma per le leggi approvate nel 2004 e nel 2010, sotto i governi Berlusconi: l’elevazione al rango di delitti, con sanzioni conseguentemente più severe, delle condotte di maltrattamento e di uccisione di animali, l’introduzione del reato di traffico di animali da compagnia, la previsione dell’obbligo di soccorrere un animale ferito per incidente ricollegabile al comportamento di chi guida, l’istituzione delle ambulanze veterinarie. Prova che la tutela degli animali è, assicura il presidente di Forza Italia, “un capitolo stabile e fondamentale del nostro programma”, a maggior ragione di fronte ai numerosissimi casi di abusi segnalati dai media nel nostro Paese. Perciò, sottolinea, “il mio impegno nell’Europarlamento sarà coerente con quanto abbiamo già fatto e stiamo facendo a livello nazionale per gli animali e per i cittadini che con gli animali convivono”.
L’impegno riguarda, com’è logico, anche gli animali degli allevamenti, che “hanno il diritto di non soffrire”. Perciò il leader di FI ha deciso di firmare, e invita a fare altrettanto sui siti delle associazioni promotrici, l’Iniziativa dei cittadini europei contro le gabbie. “Oggi – ricorda Berlusconi - 300 milioni di animali, nell’Unione europea, vivono una vita-non vita, ridotti a cose, a ingranaggi di un sistema crudele che appare sempre più ingiustificato a milioni di cittadini e alla maggior parte dei consumatori. Personalmente -aggiunge - mi è rimasto impresso quanto ho visto in un grande allevamento di bovini: lo strazio delle mucche sfruttate senza sosta come macchine per produrre latte, fino all’esaurimento, in una catena di montaggio inesorabile ed efficiente come quelle meccaniche ma fatta di esseri che provano indicibili sofferenze". Un vero cambiamento è necessario. “Andrò in Europa – conclude il quattro volte premier - per combattere anche questa battaglia”.




*** Elisa Colavitti è su facebook ***


26 MAGGIO 2019 - ELEZIONI EUROPEE

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per la Madre Terra

L’AVVOCATO E REGISTA CRISTIANO CERIELLO FONDATORE NEL 2006 DEL PARTITO ANIMALISTA E' OSPITE DI BRUNO VESPA NELLA TRASMISSIONE DI PORTA A PORTA

Facciamo parte di un gruppo di partiti animalisti europei che partono dall’Olanda e arrivano fino alla Germania. Addirittura il partito animali tedesco è stato fondato 25 anni fa. A Bruxelles il 4 di aprile  abbiamo tutti firmato un manifesto con la visione che l’ambientalismo del 21esimo secolo passi per la difesa dei diritti degli animali, in questo principio generale cioè che animali, natura e uomini sono tutti connessi per cui chi tutela gli interessi degli animali di riflesso salvaguarda la natura e, sempre di riflesso, tutela i nostri interessi. Un esempio su tutti, gli allevamenti intensivi. Abolendo gli allevamenti intensivi abbiamo benessere degli animali.
Dalle statistiche dell’ONU sappiamo che gli allevamenti sono il maggiore fattore d’inquinamento, oltre il 40 % dell’inquinamento del Pianeta è dato dagli allevamenti intensivi. Quindi salvaguardia della Natura e di riflesso si fa gli interessi degli uomini perché sappiamo che da questi allevamenti intensivi arrivano le più grandi Pandemie di questi ultimi anni, arrivano gli steroidi, gli anabolizzanti ed anche gli antibiotici. Noi sappiamo bene –sono statistiche dell’ONU – che siamo adesso intolleranti agli antibiotici, quindi aumentano le malattie.
Noi non siamo integralisti – noi abbiamo una visione di futuro cioè che tutelando il benessere degli animali e delle specie si salvaguarda la natura e di riflesso si fa l’interesse degli uomini perché SIAMO TUTTI CONNESSI
Il principio è questo: noi siamo 7 miliardi su questo Pianeta. Statistica dell’ONU di una settimana fa dice che sono insostenibili i consumi degli anni ottanta per cui si va verso un processo si proteine vegetali. Le proteine animali saranno sostituite con quelle vegetali. Questo non è solo un dovere etico ma anche un’opportunità per il nostro Paese perché il nostro Paese ha una produzione vegetale amplissima. Noi potremmo tornare ad essere il giardino d’Europa. Un esempio su tutti: noi produciamo da anni proteine vegetali nel nostro Paese, il dott. Keys ci ha scoperto la dieta mediterranea (che prevede in misura ridotta la carne) Lui venne nel Cilento e scopri che la popolazione stava benissimo. Quindi c’è anche questa proteina vegetale che ci fa forte l’organismo. L’americana Beyond Meat è stata quotata a Wall Street 4 miliardi di euro. Impossible food è stata quotata 2 miliardi di euro. Questo è il futuro.
Si parla di migranti, si parla di economia ma nessuno dice che noi abbiamo migranti climatici, cioè che dall'Africa arrivano tantissimi migranti perché non c’è acqua e ci sono le guerre e, probabilmente le nuove guerre del 21esimo secolo saranno sull'acqua.

Quanta acqua impiega una bistecca per essere prodotta? 13.000 litri. Noi dobbiamo capire il nostro impatto sul pianeta Non pretendiamo che dall'oggi al domani tutti diventino vegani ma dobbiamo avere una visione di futuro. Il futuro va verso le proteine vegetali. Quindi noi dobbiamo essere anche bravi a trovare la parte economica di questo cambiamento, che comunque ci sarà.





*** Elisa Colavitti è su facebook ***


ANCHE UN DISABILE PUO' DEDICARSI AL VOLONTARIATO

Per quanto mi riguarda ho scelto un modo un po' insolito di fare volontariato. Sono impegnata nella gestione di una colonia felina (in passato ne avevo più di una) Quindi mi occupo dei gatti liberi. Per chi conosce e segue questa attività, sa quanto è impegnativa e, forse, in molti pensano che io non sia all'altezza di svolgere questa mansione. Eppure nonostante i miei limiti fisici riesco a svolgere il mio ruolo di Referente (così come prevede la legge regionale del Friuli V.G.). Anzi in più occasioni ho avuto modo di portare a termine diverse catture di gatti che altri volontari dicevano di non riuscire a prendere. 
Il lavoro del Referente non viene svolto solo all'esterno, cioè nell'ambiente cittadino, ma si integra anche in casa con l'assistenza quotidiana dei gatti da curare


UCCISE IL CANE, CONDANNATO A OTTO ANNI DI CARCERE

13.5.2019
Sentenza del Tribunale di Latina

FEMMINA DI CAPRIOLO UCCISA DA UN CANE

Capriolo azzannato da in cane nel parco del Torre



Udine, l’animale è morto dissanguato nell’area verde del Torre. Il direttore della Riserva di caccia di Udine, Buiatti: chi non usa il guinzaglio va sanzionato. Esposto dei cacciatori

14 MAGGIO 2019
UDINE. È stata azzannata da un cane vagante nel parco del Torre ed è morta dissanguata. Un fatto che ha mandato su tutte le furie il direttore della Riserva di caccia di Udine Silvano Buiatti il quale, sull’accaduto, ha presentato un esposto.


intervento lettore Naturalmente il direttore della riserva di caccia saprà che i cani dei cacciatori non sono mai al guinzaglio.... Più spesso lo sono gli altri cani, anche forse perché meno addestrati e obbedienti ma se c'è una regola.... 

i cani dei cacciatori non sono mai al guinzaglio.... Più spesso lo sono gli altri cani, anche forse perché meno addestrati e obbedienti ma se c'è una regola.... 
i cani dei cacciatori non sono mai al guinzaglio.... Più spesso lo sono gli altri cani, anche forse perché meno addestrati e obbedienti ma se c'è una regola.... 


CAPRIOLI INVESTITI


10 MAGGIO 2019
Un altro capriolo si è spinto nel centro abitato cittadino, dopo l’esemplare di circa 2 anni catturato pochi giorni fa in via Pordenone. Questa volta in via Baldasseria media, dove è stato investito da una vettura, che se l’è ritrovato davanti all’improvviso. L’incidente è accaduto ieri, attorno alle 11. Il capriolo, di grossa mole, ha attraversato la strada finendo contro l’auto, che procedeva dalla periferia verso il centro. La vettura ha subito molti danni, mentre l’animale, dopo l’urto, si è allontanato. In questi giorni sono molti gli avvistamenti di caprioli in città o nei paesi: i giovani maschi sono alla ricerca di nuovi territori e si spingono all’interno dei centri abitati. Una settimana fa un capriolo è stato bloccato in una area condominiale di via Pordenone dai vigili del fuoco e dagli addetti dell’Ispettorato forestale di Udine. L'animale è stato poi accompagnato al Centro per il recupero della fauna selvatica di Campoformido.


Capriolo attraversa la strada e finisce contro una vettura


20 MAGGIO 2019
SAN LEONARDO. È sbucato all’improvviso, nel buio, e non c’è stato modo di evitarlo. Un capriolo è stato travolto, venerdì sera, da un’ambulanza che si stava precipitando nella borgata di Picig di San Leonardo, in codice rosso, per un grave problema sanitario: l’autista del mezzo, che stava procedendo a velocità sostenuta, non ha fatto nemmeno in tempo a scorgere l’animale, che nell’impatto ha perso la vita.

L’ambulanza non ha invece subito danni particolari (si registra solo un’ammaccatura sul paraurti) e ha così potuto riprendere tempestivamente la sua corsa verso l’abitazione della persona che si era sentita male. Il mezzo era quello in servizio all’ospedale di Cividale, dal momento che l’ambulanza dislocata nella più vicina postazione di San Pietro al Natisone era impegnata in altro servizio. —

Ambulanza travolge e uccide un capriolo



SI RIPETE OGNI ANNO LA STRAGE DEI CAPRIOLI

Strage di caprioli negli sgrigliatori I cacciatori: «Si deve evitare»


08 MAGGIO 2019
RIVE D’ARCANO. Sono più di una decina da metà aprile scorso i caprioli morti dilaniati negli sgrigliatori di Maseris, Flaibano e Rive D’Arcano. Una strage silenziosa che si ripete ogni anno e che, secondo il direttore della riserva di caccia di Rive D’Arcano Marco Viezzi, potrebbe essere evitata, ma per la quale ancora nulla è stato fatto. Tra aprile e maggio, infatti, i giovani caprioli si spostano in cerca di nuovo territorio: una ricerca che li spinge ad attraversare incautamente qualunque cosa si trovi loro davanti, dalle strade ai canali. Sulle strade vengono falciati dalle auto, se invece decidono di attraversare i canali una volta gettati in acqua, non riescono più a risalire a causa dei ripidissimi argini di cemento e così, stremati vengono trasportati dalla corrente fino alle centrali idroelettriche dove vengono feriti gravemente dalle lame degli sgrigliatori che servono a ripulire i canali da eventuali ramaglie. Per queste sfortunate bestiole una fine atroce: muoiono dopo una lunghissima agonia.

Come lo scorso anno, a denunciare quanto si sta ripetendo anche nelle ultime settimane, è proprio Viezzi. «Dopo gli appelli lanciati nel 2018 dalle pagine del Messaggero Veneto – spiega Viezzi – c’erano stati diversi sopralluoghi con i tecnici del Consorzio di bonifica Ledra Tagliamento. Al vaglio dell’ente competente dei canali e delle centrali la realizzazione di alcuni attraversamenti fatti ad hoc per i caprioli e una recinzione per alcuni punti definiti critici. Come Riserva abbiamo incaricato un professionista di realizzare delle proposte di intervento: gli studi, ci era stato riferito, sarebbero serviti a corredare la richiesta di finanziamento da inoltrare all’Unione europea. Da luglio dell’anno scorso però non abbiamo più saputo nulla». Visto che l’intervento complessivo pare essersi arenato, Viezzi rinnova l’appello al Consorzio ad agire, installando perlomeno delle recinzioni nei punti critici. «Ci risulta che – spiega Viezzi – a San Daniele, all’altezza della prosciutteria Al Baccaro, ci sia un punto dove sono frequentissimi gli ingressi in acqua di caprioli: lì sarebbero sufficienti 300 metri di rete per sbarrare l’accesso».

IN FRIULI IL PIPISTRELLO GIGANTE NON SI VEDEVA DAL 1927

Pasian di Prato: gravida e infreddolita, l’animale è stato raccolto in un giardino. Lo zoologo Lapini: sta bene, lo liberemo al più presto

Giacomina Pellizzari
03 MAGGIO 2019
PASIAN DI PRATO. In Friuli non si vedeva dal 1927, l’anno in cui la nottola gigante venne catturata nell’oasi del Farneto a Trieste. Nyctalus lasiopterus è un pipistrello molto raro in Italia e in regione, dove la nottola non si vedeva da 92 anni.

Quando Giovanni Zufferli del servizio recupero fauna della Regione è arrivato nel Centro recupero fauna di Campoformido con l’animale appena raccolto in un giardino, Maurizio Zuliani stentava a credere ai suoi occhi: «È una femmina gravida di nottola gigante», ha pensato.


Fonte: Messaggero Veneto

UN CAPRIOLO IN CITTA'

Caprioli in città e nei paesi in questi giorni: i giovani maschi sono alla ricerca di nuovi territori e si spingono all’interno dei centri abitati. E purtroppo spesso rimangono vittime di incidenti stradali. Ieri mattina un esemplare di circa due anni è stato avvistato dalle parti di via San Daniele – non lontano dal teatro Palamostre –, poi ha raggiunto il cortile della scuola Di Toppo Wassermann (di via Tolmezzo) e, infine, è entrato in una vicina area condominiale, in via Pordenone, dove i vigili del fuoco e gli addetti dell’Ispettorato forestale di Udine sono riusciti a catturarlo. La bestiola, che era molto spaventata, è stata poi accompagnata al Centro per il recupero della fauna selvatica di Campoformido.

Non è stato per nulla semplice riuscire a bloccare l’animale e c’è voluta più di un’ora. Dopo i primi tentativi, i pompieri e i forestali hanno deciso di utilizzare un’ampia rete, in modo da non fargli male. Il capriolo, però, sentendosi braccato e poi immobilizzato nell’auto dei suoi soccorritori, ha subìto un forte stress e così, per le cure necessarie, è stato affidato alle mani esperte di Maurizio Zuliani del Centro per la fauna selvatica di via San Daniele: «Non è ferito, adesso sembra stare bene – ha spiegato il responsabile della struttura –, ma il veterinario controllerà le sue condizioni, perché si tratta di animali molto molto delicati che, a volte, quando si trovano in situazioni critiche, si spaventano a tal punto che possono essere colti da infarto. Ora è in osservazione e se, tra qualche giorno starà bene, sarà liberato». Normalmente i caprioli vengono liberati in zona di campagna precluse alla caccia, lontane da centri abitati e da strade, in modo che possano avere più tempo per riprendersi.

Come si apprende dai servizi regionali che monitorano la fauna selvatica, ogni giorno in provincia di Udine ci sono tre o quattro interventi di recupero di animali che spesso, purtroppo, sono feriti o deceduti.

In poche ore ai carabinieri sono stati segnalati tre incidenti stradali. A Corno di Rosazzo, in località Casali Gallo, nei prezzi di una curva, un automobilista ha investito un capriolo che è poi finito, privo di vita, nel fossato a lato della strada. Il conducente dell’auto ha segnalato l’accaduto al Numero unico d’emergenza 112. Poco dopo, a Cervignano, un altro automobilista ha urtato di striscio un animale che, nonostante il colpo, è riuscito ad allontanarsi. 

Nell’ultimo caso a Muzzana del Turgnano, sulla strada per Carlino (via San Gervasio), dopo il sottopasso, un motociclista ha urtato un capriolo: l’animale è morto sul colpo e lui è caduto a terra. L’uomo è poi stato soccorso dal personale sanitario che, a sua volta, ha richiesto l’intervento dei carabinieri. —
Fonte: Messaggero Veneto


«Hanno colonizzato la pianura a Udine esemplari in aumento»
Giacomina Pellizzari
02 MAGGIO 2019


La presenza dei caprioli in città non coglie di sorpresa gli studiosi dell’università di Udine: «Si tratta di una presenza assodata che continua a crescere», spiega Stefano Filacorda, il coordinatore del gruppo di ricerca sulla fauna selvatica del dipartimento di Scienze animali. Un dato per tutti: nella stagione venatoria 2017/2818, nel comune di Udine erano stati censiti almeno 79 caprioli. I cacciatori ne hanno abbattuti 9


Fonte: Messaggero Veneto


LE VOLPI FANNO STRAGI DI ANATRE E POLLI

Le volpi fanno razzia di anatre e polli nei pollai di San Gervasio di Carlino e iu proprietari si rivolgono ai carabinieri. È allerta volpi nella frazione di San Gervasio, dopo che ieri un abitante della zona ha scoperto le anatre di sua proprietà uccise all’interno del cortile, ed è andato a denunciare il fatto ai carabinieri di Latisana, temendo che fosse stata opera di qualche malintenzionato. Ma dopo un accurato sopralluogo compiuto da una pattuglia di militari dell’Arma, è emerso che si trattava di anatre presumibilmente azzannate da una volpe. 

E non è stata l’unica incursione fatta dalla volpe (della famiglia dei Canidi) nella notte tra sabato e domenica: anche altri pollai sono stati visitati dall’animale che però li ha letteralmente fatti sparire, lasciando nelle stie solo le piume. Solo nella notte tra sabato e domenica, una decina di animali sono andati perduti.

Questo è il tipico comportamento predatorio di questo animale, che come segnalano alcuni abitanti della frazione in questo periodo sta effettuando molte incursioni in zona. Come evidenziano i naturalisti, in questo periodo dell’anno, le volpi devono nutrire le cucciolate, pertanto si spingono vicino alle case alla ricerca di cibo per sfamare i piccoli. Infatti, se nel caso delle anatre queste sono state uccise e lasciate sul posto, negli altri pollai queste sono letteralmente scomparse, o lasciati sul posto piumaggi e qualche misero resto dell’animale azzannato. La tecnica è sempre quella, scavando sotto i recinti, o saltandoli se sono bassi, si introducono nei pollai e compiono scorrerie tra le stie. L’unico consiglio in questo caso, è avere una buona recinzione.

Va sottolineato come nel territorio di Carlino, ma soprattutto nella zona della frazione di San Gervasio, la fauna selvatica sia molto presente e anche protetta, grazie alla presenza degli ultimi boschi planiziali della Bassa friulana, che permettono a questi animali di vivere e riprodursi in tranquillità. Qui infatti sono anche numerosissimi (si spostano dal bosco di Muzzana del Turgnano alla zona di Carlino)i branchi di cinghiali: anche loro nel periodo in cui hanno i piccoli si spingono vicino alle abitazioni alla ricerca di cibo, spesso, essendo numerosi, passando attraverso i campi coltivati e creando grossi danni. —
Fonte: Messaggero Veneto

Luciano Patat
01 MAGGIO 2019


Ha preso la rincorsa su una pianta per planare all’interno di un pollaio. E, qui dentro, fare strage di galline. Il tutto alla luce del sole. È la singolare vicenda successa ieri fuori dall’abitazione di Aldo Zanon, in via Ferrovie a Tarvisio, dove una volpe ha seminato scompiglio a ora di pranzo. «Io non c’ero – racconta l’uomo, ex poliziotto e maestro di sci –, perché mi trovavo in ospedale a Udine per dei controlli. Mi ha chiamato mia figlia Anna, dopo le 13.30: vista la mia assenza avevo incaricato lei di andare a dare da mangiare agli animali». Zanon possiede circa una cinquantina di galline. Per entrare, la volpe si è appoggiata su un vaso posto vicino alla gabbia ed è saltata, penetrando da un buco sul tetto. Qui ha fatto razzia, uccidendo una ventina di galline e il gallo. «È scappata dopo che mia figlia ha aperto la porta del pollaio, poiché una volta entrata non riusciva più a uscire. Certo che per “calarsi” là dentro ha usato un metodo davvero ingegnoso. Del resto – Aldo si sforza di sorridere – non è mica una volpe per niente! ».



Fonte: Messaggero Veneto

NEL COMUNE DI CERVIGNANO IL PLATANO E IL TIGLIO SONO MONUMENTALI

Lo storico platano di Scodovacca, alto 27 e largo 31 metri, da oltre 150 anni simbolo della cittadina, è definitivamente salvo. La pianta è stata inserita, per la prima volta, all’interno dell’elenco regionale degli alberi monumentali. Sono due, nel Comune di Cervignano, gli alberi inseriti in questo elenco: il platano di Scodovacca e il tiglio monumentale che si trova nel cuore del centro storico di Strassoldo. 

Questo riconoscimento, annuncia l’amministrazione comunale, permetterà di poter richiedere alla Regione, che si è dotata di un regolamento per la valorizzazione degli alberi monumentali presenti in Friuli Venezia Giulia, finanziamenti per gli interventi di potatura, per la cura delle radici, per consolidamenti e trattamenti biologici sulla chioma, per le valutazioni fitopatologiche e di stabilità non invasive e per miglioramenti del contesto territoriale e ambientale circostante l'arbusto. 

L’assessore all’urbanistica, Marco Cogato, spiega che l’inserimento dei due alberi nell’elenco regionale rientra nella variante 90 al Piano Regolatore Generale Comunale, che sarà discussa, martedì, in consiglio comunale. «La variante in questione – le parole di Cogato - integra l’indicazione di protezione delle alberature monumentali naturali riconoscendo la valenza paesaggistica e ambientale del platano di Scodovacca e del tiglio di Strassoldo. Questi due alberi hanno notevole valenza paesaggistica e naturalistica in ragione dell’età e della loro maestosità e questa indicazione è un riconoscimento della loro importanza per le comunità locali. La variante 90 sarà portata all’adozione del consiglio comunale dopo aver già affrontato l’esame della commissione urbanistica, che ha approvato il documento nella seduta di lunedì 8 aprile. Il nostro scopo è stato e sarà quello di garantire un’efficace e oculata gestione del territorio, uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente».

Il tiglio di Strassoldo è stato inserito grazie alla segnalazione giunta dalla Forestale e dai residenti. Del platano di Scodovacca, invece, si è parlato a lungo. La pianta, in gestione da parte di Fvg Strade, ha un fungo che ha attaccato buona parte delle radici. Nel 2015, l’albero era stato abbassato di oltre due metri e mezzo. In tutto questo periodo sono state monitorate la vitalità della pianta e le radici e sono stati eseguiti trattamenti al terreno.

Tre anni fa, il “caso” del platano di Scodovacca aveva acceso il dibattito politico. La Provincia di Udine, che nel frattempo ha cessato le sue funzioni di ente locale, aveva dichiarato di essere intenzionata ad abbattere la pianta mentre il Comune aveva fin da subito deciso di optare per un intervento di manutenzione. Alla fine era stato il Comune a spuntarla. I cittadini sono sempre stati divisi tra favorevoli e contrari all’abbattimento. «Lo scorso mese di giugno – ricorda il sindaco, Gianluigi Savino - una ditta specializzata era intervenuta per eseguire una nuova prova di trazione, come previsto dal protocollo di monitoraggio. Il platano è un patrimonio per la collettività ed è diventato il simbolo di una tradizione locale. Faremo tutto ciò che possiamo per conservarlo nel tempo». —
Fonte: Messaggero Veneto

CARNE FINTA E CARNE CELLULARE



Siano benvenuti questi 2 prodotti 
 che possono ridurre o, ancor più, evitare l'uccisione degli animali. 





Investire nei surrogati vegetali è una delle principali sfide dell’innovazione alimentare ed è importante per il futuro del pianeta poiché le risorse già  impoverite dallo sfruttamento intensivo dei terreni e dall’emissione massiccia di gas serra non sono più sufficienti per sostenere il consumo di carne  Il gruppo californiano Beyond Meat  punta a perorare la causa ambientalista, presentando ai consumatori onnivori prodotti appetibili, ma a ridotto impatto ambientale. 
In Italia sarà la catena bolognese WellDone a servire in esclusiva il prodotto, prima che, probabilmente all’inizio del 2019, entri in distribuzione presso i supermercati Esselunga. Si tratta comunque di un prodotto che ha un impatto sull'ambiente in quanto prodotto oltreoceano.stre 

Il prodotto, come il Beyond Burger, è realizzato con proteine vegetali e l’asso nella manica è costituito dalla capacità di ingannare facilmente occhi e palato del carnivoro più fervente.  




La carne  «fake meat» o «surrogata» o «finta» è un prodotto 100% vegetale.
Leggi: gamberorosso.it



La carne «coltivata» o «cellulare» o «sintetica» o «pulita»  
è un alimento ecologico che evita l'uccisione degli animali.

Leggi: corriere.it




*** Elisa Colavitti è su facebook ***

ABBATTIMENTI D'ALBERI - I COMUNI SI GIUSTIFICANO


UDINE - Intervento per problemi di sicurezza

MARTIGNACCO - Le piante manifestavano sintomi gravi, erano pericolose

CAMPOFORMIDO - Erano diventati troppo grandi e pericolosi

DOPO DUE ANNI L'IBIS EREMITA TORNA A CASA DALLA SARDEGNA



FAGAGNA

L’anno scorso era diventato la mascotte dell’aeroporto di Alghero, ma qualche giorno fa ha lasciato la Sardegna per rientrare nella sua terra. L’ibis eremita 029 è tornato all’oasi dei Quadris di Fagagna dov’era nato nella primavera del 2017.

Il giovane “029” era nato da due ibis evasi dalla voliera che invece di disperdersi erano rimasti nelle vicinanze per poi unirsi alla colonia degli imprintati in una voliera aperta. «Forse dai genitori – raccontano i volontari dell’oasi – “029” ha ereditato l’istinto alla fuga e la voglia di ritornare al luogo di origine. Così a metà settembre 2017, assieme a un gruppo di coetanei, “029” era migrato verso sud. Qualche settimana più tardi era stato avvistato con 14 compagni di fuga, in Calabria a Soveria Mannelli.

CONTROLLATO A DISTANZA LO SCIACALLO DORATO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA



UDINE. 
In Friuli il primo sciacallo monitorato con radio collare in Italia. In Europa saranno una decina. Il gruppo di ricerca sulla fauna selvatica coordinato dal ricercatore Stefano Filacorda, ha installato il collare all’esemplare che, alcune settimane fa, era stato investito nella zona del casello autostradale di Gemona. Si tratta di un maschio di circa 11 mesi in cerca di nuovi territori da colonizzare



SOLESCHIANO, PRIMO BORGO VEGANO IN ITALIA


Manzano (Udine)
Ci sono gli animali salvati dal macello, gli stand delle associazioni animaliste, i laboratori per bambini, l’agriturismo vegetariano, gli attivisti di Sea Shepherd, Zero Waste Fvg e di Fridays for Future. E poi ci sono loro, Isabella e Tiziana Pers, che con il “Rave east village artist residency” hanno voluto dar vita al primo borgo vegano d’Italia.Un gruppetto di case immerse nel verde a Soleschiano, a pochi chilometri da Manzano. È qui che si è vissuta una Pasquetta diversa dal solito, all’insegna della condivisione, del chilometro zero, del folk psichedelico e del cibo rigorosamente vegetariano e vegano.«Siamo più anime all’interno del borgo che sposiamo la filosofia biocentrica – racconta Tiziana Pers – e quindi abbiamo pensato di far conoscere questo nuovo percorso con una festa».Un evento riuscito, che ha visto l’andirivieni di persone nell’arco di tutta la giornata, dal momento dell’inaugurazione fino a tarda sera. Tra gli argomenti approfonditi, quelli della difesa della vita marina e dell’ambiente, i mille usi della canapa, la riscoperta di piatti tipici preparati dall’agriturismo Rôl dei Conti di Maniago, la degustazione della birra artigianale a chilometro zero Lippo.«Siamo solo all’inizio – aggiunge –, l’idea è di far diventare questo borgo un luogo ideale per ospitare eventi nell’arco di tutto l’anno. Tutto parte da una mia pratica artistica, in quanto salvo animali dal mattatoio scambiandoli con mie opere d’arte delle medesime dimensioni. Vogliamo portare l’arte contemporanea in dialogo con quella che è la questione animale e come Rave già dal 2011 organizziamo occasioni di incontro e discussione per condividere spazio e tempo con gli esemplari usciti dal mattatoio».Ecco perché passeggiando per Soleschiano è possibile imbattersi in oche, asini o cavalli. «Ne abbiamo salvati circa 200 – raccontano Isabella Pers e Daniele Capra, altri due componenti del Rave Village Non siamo noi a scegliere chi liberare, spesso gli animali ci vengono proposti dai commercianti o dagli allevatori».Spostandosi tra il laboratorio di Isabella e Tiziana e l’agriturismo, si incontra anche il B&B che ha sposato la filosofia veg, dove quindi gli ospiti sanno di non potersi aspettare cibi con una qualsivoglia derivazione animale.«Uno degli obiettivi di questa festa – aggiungono gli organizzatori – è la necessità di porre l’attenzione verso la vita in ogni sua forma, ricercando un nuovo equilibrio uomo-natura. È il punto cardine che l’umanità deve affrontare in questa era storica e geologica per fermare il cambiamento climatico in atto».Nel primo borgo veg d’Italia non mancano la musica, con l’esibizione live de “I Salici”, protagonisti con ballate acustiche, blues ritmati, cavalcate rock, sperimentazioni jazz e contaminazioni etniche, e gli spazi relax. Un borgo a misura di famiglia tra natura, antichi cascinali, animali e un’atmosfera decisamente positiva.«Non salviamo solo gli animali – conclude Tiziana Pers –, ma anche gli alberi: ne abbiamo appena ripiantati due, uno di cachi e un gelso che altrimenti sarebbero stati abbattuti». 
Fonte: Messaggero Veneto

PERCHE' NON DIRE COSA MANGIARE?


Da qualche giorno, a Udine, sono comparsi i manifesti delle associazioni animaliste contro la mattanza degli agnelli per i pranzi pasquali. “Torturato, sgozzato, ucciso. Questa è quella che chiami bontà? Quest’anno a Pasqua scegli di non uccidere. Scegli un menù vegano”. Questo il messaggio stampato sui cartelloni, dove fa bella mostra di sé la foto di un agnellino. In città ne sono stati posizionati 25, da via delle Ferriere a viale Trieste, da via Gorizia a viale Venezia. 

L’iniziativa è delle associazioni Animalisti italiani onlus, Natura e natura-rifugio di Rita e Vittoria for animal rights. «Ci schieriamo contro l’inutile strage degli agnelli per Pasqua – spiega Chiara Vattolo – abbiamo iniziato queste campagne di sensibilizzazione nel 2016, autofinanziandoci, e il riscontro dei cittadini è stato notevole. In tanti ci ringraziano per ciò che facciamo o ci scrivono disperati quando vedono passare i tir carichi di agnelli. Grazie alla accresciuta sensibilità degli italiani – aggiunge – in dieci anni il numero di agnelli uccisi per Pasqua si è dimezzato. Nonostante gli sforzi, tuttavia, si prevede che nei prossimi giorni ne verranno macellati oltre 900 mila, senza contare quelli sgozzati illegalmente».
Da qui l’appello che gli animalisti friulani rivolgono ai ristoratori di Udine, affinché tolgano dai loro menù gli agnelli, come già avviene nei locali vegani. «Non vogliamo dire alle persone cosa mangiare – continua Vattolo – ma invitarle a riflettere su chi hanno nel piatto, perché perpetuare una violenza, seppur in nome di una tradizione, non è più giustificabile. Nessuno vorrebbe intenzionalmente far del male agli animali: allora cominciamo dalla tavola». Una mobilitazione, quella degli animalisti friulani, che oggi coinvolge gli agnelli, ma nel recente passato ha riguardato lo sfruttamento delle mucche da latte e dei maiali.
«I numerosi video in rete, alcuni trasmessi anche nei tg – chiarisce Vattolo – mostrano la realtà: nessuna immagine di verdi prati bucolici bensì di cuccioli strappati alle madri ad appena un mese di vita, stipati su camion a più piani, costretti ad affrontare viaggi estenuanti che si concludono con la morte in un mattatoio, dove belano terrorizzati in attesa del loro turno, legati e sgozzati. Tutto questo in nome di una tradizione che, tra l’altro, è erroneamente associata a quella cristiana». 
Fonte: Messaggero Veneto

A SEGUITO DI SEGNALAZIONI, L'OIPA INTERVIENE


UDINE
Vivevano rinchiusi in box fatiscenti, con cucce ormai logore come unico riparo e le zampe immerse nelle loro stesse deiezioni. Undici cani, di cui quattro cuccioli, sono stati salvati dalle guardie zoofile dell’Oipa in un allevamento abusivo di cani da caccia nella provincia della città friulana. Non c’è stato nulla da fare per un cane, il cui cadavere è stato trovato nascosto sotto una coperta, in avanzato stato di decomposizione.
Fonte: Messaggero Veneto

NINA E LA DIFFICILE GESTIONE DELLA COLONIA FELINA

Udine, 14 aprile 2019

La scomparsa di Nina mi lascerà nel dubbio se a causarla è stato un fatto accidentale oppure voluto. Di certo da più di due anni sto facendo di tutto per proteggere i gatti della colonia che gestisco in base alla normativa regionale. In pratica si è venuta a creare una situazione anomala che impedisce la corretta gestione del gruppo felino.


In qualità di Referente di colonia ho tempestivamente e ripetutamente informato il Proprietario (il Comune) della colonia felina per chiedere di intervenire a tutela dei gatti e della mia persona. Il poco che è stato fatto, a nulla è servito e tutto è finito nel dimenticatoio. Non ho ottenuto nemmeno l'appoggio delle associazioni Oipa e di Vittoria for Animal Rights a cui mi sono rivolta. Stesse risposte da entrambe: "Non è proibito dare da mangiare agli animali.(gatti)". Eppure la nostra Legge regionale n.20/12 dà precise indicazioni al volontario che vuole gestire una colonia felina. Possibile che una persona non autorizzata dal Comune possa intromettersi nella gestione dei gatti e fare tutto quello che vuole? Gettare cibo più volte al giorno ai gatti (in mia presenza e senza la mia presenza) attirandoli e allontanandoli dal luogo consueto di somministrazione del cibo. Lasciare senz'acqua gli animali togliendo i miei contenitori. Manomettere l'area delle cucce e transennarle con nastro, riempiendo l'area con contenitori di cartone, plastica, con bottiglioni, depositando a terra volantini.come delimitazione dell'area, poggiando scatolette di cibo sulle colonne delle recinzioni dei fabbricati pubblici. Il tutto come fosse una specie di rito.Imbrattare la mia auto con crema per mani. Mettersi a rischio di farsi investire dalla mia auto. Rimanere insensibile dinnanzi ad un gatto morente, ecc. ecc. 
Alle forze dell'ordine, da me chiamate, questa persona risponde che sono io a disturbarla nella sua gestione e che i gatti sono suoi. 
Ho inviato diversi esposti e denunce-querele (accompagnati da foto e filmati) alla Procura della Repubblica per segnalare, oltre ai fatti che ho detto, le omissioni del Comune e della Polizia municipale. 
Qualcosa si sta muovendo nel verso giusto della giustizia. Sono già stata chiamata due volte in udienza dai giudici. In uno dei casi denunciati si andrà a dibattimento. E' già un grande passo in avanti per me che in questa materia giuridica, pur non essendo competente in materia, mi gestisco da sola. Le conseguenze di questa anomala intromissione sono purtroppo negative.I gatti che inizialmente si erano abituati alla mia quotidiana presenza, si sono inselvatichiti e si sono allontanati da me. Questa persona infatti abitando nei pressi della colonia porta cibo diverse volte al dì gettandolo sempre più lontano dall'area di gestione, decine di metri, in posti non accessibili o non da me raggiungibili, in quanto non deambulo.

LIBERAZIONE DEI VOLATILI SALVATI NEL CENTRO DI ZULIANI

TOLMEZZO (Udine)
Molti degli uccelli recuperati dal centro di Campoformido condotto da Maurizio Zuliani sono stati liberati a Tolmezzo. La liberazione è avvenuta durante la festa della Linfa di Betulla tenutasi in località Palles di Cadunea. L’evento ha attirato centinaia di persone anche dal basso Friuli che hanno potuto apprezzare le doti della linfa estratta dalle betulle esposte dai naturalisti Primo Miu, Euro Marchetti e Giorgio Leschiutta. Dopo le escursioni sul territorio a conoscere le erbe selvatiche di cui è ricca la Carnia, l’arrivo di Zuliani e dei suoi collaboratori ha captato l’attenzione di tutti, in particolare dei bambini. Zuliani ha presentato il centro per il recupero della fauna selvatica che dirige a Campoformido poi ha liberato alcuni volatiti che dopo essere stati feriti sono stati curati nel suo centro. Sino stati liberati alcuni fringuelli, dei lucherini, una coppia di merli, due tortore, una beccaccia e un falco astore. La beccaccia, non troppo capace a lunghi voli, ha fatto sapere Zuliani, era stata recuperata ferita mercoledì scorso nella piazza antistante il tribunale di Udine. «Nel nostro centro- ha spiegato – arrivano circa 1.700 animali selvatici feriti ogni anno. Per lo più si tratta di fauna avicola, la più facile da recuperare». Sono 137 le specie di uccelli che sono giunti al centro di Campoformido, gran parte di queste sono state salvate. «Più difficile che vengano salvati ungulati, caprioli e cervi, spesso vittime di incidenti stradali. In questi casi la mortalità è alta» ha detto. I caprioli maschi sono recuperabili con difficoltà per l’imprinting che hanno con l’uomo, ma da adulti diventano molto pericolosi in quanto considerano l’essere umano un competitore territoriale. Tra le cause più frequenti degli incidenti agli uccelli ci sono i fili elettrici. «Manca una legge che permetta di assegnare a privati gli animali feriti che non possono essere rimessi in libertà. Spesso in questi casi le bestiole vengono accompagnate al fine vita» ha concluso. In caso di ritrovamento di animali selvatici feriti o morti si deve contattare il corpo regionale forestale allo 800 961969 nei giorni feriali, altrimenti si possono contattare i vari centri di recupero. Alla rassegna sono intervenuti anche il sindaco Francesco Brollo con l’assessore alle frazioni Mario Mazzolini e il vice presidente della regione Stefano Mazzolini. 
Fonte: Messaggero Veneto

CERCO NINA, GATTA NERA DI COLONIA FELINA










PUBBLICAZIONI SU GRUPPI E COMMUNITY


9 aprile 2019



24 marzo 2019



9 aprile 2019


24 marzo 2019



E' MORTA VITA, LA CAGNOLINA SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRO GREEN HILLl

5 MARZO 2019

Vita se n'è andata a causa di una malattia dopo aver trascorso anni felici, amata e accudita dalla sua famiglia umana.


Era stata salvata dall'allevamento-lager di cani destinati alla vivisezione di Montichiari (Brescia) durante il blitz del 2012 degli attivisti anti-vivisezione.
La sua foto strepitosa è passata per le agenzie giornalistiche di tutto il mondo.

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CICOGNE: IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE


FAGAGNA (UDINE)

All’Oasi dei Quadris di Fagagna sono state liberate in volo 6 cicogne alla presenza di oltre 3mila persone.Tre esemplari maschi e altrettante femmine che hanno raggiunto la maturità sessuale. 
Si tratta di un periodo dell'anno delicato per queste cicogne che spesso vengono investite durante la stagione degli amori in quanto le cicogne volano basso. Quindi, gli automobilisti prestino attenzione, dice il presidente dell'Oasi.
L’oasi dei Quadris fa parte di un’ampia zona a carattere paludoso che si trova a nord-ovest di Fagagna. E’ inserita nella rete europea Natura 2000 ed è classificata come area naturale protetta. 
Attualmente sull’oasi gravitano una sessantina di cicogne ed un centinaio di ibis eremita.
Nell’occasione, inoltre, i gestori dei centri di recupero della fauna di Campoformido, di Terranova, e della Provincia di Treviso e di Pordenone hanno liberato alcuni dei loro ospiti. In particolare il gestore del centro di Campoformido, Zuliani, informa che nel 2018 sono stati curati 1.587 animali di specie diverse.
Occhi puntati  anche su diverse nutrie, in particolare su una bianca.

Fonte, Il Friuli.it
Fonte, Messaggero Veneto

PIANO TECNICO IN COMUNE DI UDINE PER LA TUTELA DELLE ANATRE


Con una mozione, un consigliere del Comune di Udine, chiede sia affrontato il tema della salvaguardia e benessere degli animali che popolano le rogge di Udine, in particolare anatre germanate e pesci, con un tavolo tecnico composto da Comune, Consorzio di Bonifica, Corpo forestale e associazioni animaliste. Per il Comune risponde la delegata alla tutela e benessere degli animali, Claudia Basaldella che s'impegna con il Consorzio di bonifica a discutere sull'argomento portandolo nella prossima convenzione (in scadenza il 31.12.2019)
Intanto la Polizia locale e l'Azienda sanitaria con un sopralluogo eseguito hanno stabilito che le anatre si trovano in buone condizioni.
Per quanto riguarda la possibilità di cattura degli anatidi per spostarli in luogo più adatto, il Corpo forestale ha evidenziato la difficoltà dell'eventuale cattura, in quanto atti al volo, e l'assenza di criticità.

Fonte, Messaggero Veneto

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IN FVG OLTRE 130 NUTRIE ABBATTUTE IN DUE MESI

Tra gennaio e febbraio di quest'anno  in provincia di Udine  sono state abbattute 107 nutrie, mentre nel pordenonese 25.
Sono autorizzati all'abbattimento di questi grossi roditori (castorini) gli agenti di Federcaccia, le guardie del Corpo forestale e pure gli agricoltori (autorizzati e coadiuvati dai forestali)
L'abbattimento, disciplinato dalla Legge regionale 9 giugno 2017, n. 20 - Misure per il contenimento finalizzato all'eradicazione della nutria (Myocastor coypus) viene effettuato solitamente di notte con armi comuni da sparo o con trappole a cui segue l'uccisione con metodo eutanasico.
Fonte, Messaggero Veneto

La nutria o castorino, roditore di grossa taglia, è accusata di destabilizzare l'equilibrio ambientale, di causare danni all'agricoltura e di costituire una minaccia alla tenuta degli argini di corsi d'acqua e canali.

LEGGERE:  Perchè i castorini sono diventati nutrie


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IL COMUNE DI UDINE CONDANNA A MORTE GLI ALBERI DELLA VITA



UDINE,  30 gennaio 2019

Gli alberi che danneggiano i marciapiedi vanno tagliati
L'intervento programmato del servizio Verde pubblico prevede di abbattere 34 alberi nelle vie Dante, Pieri, Martignacco e Chiusaforte. In futuro il Comune metterà in sicurezza una decina di zone dove ci sono delle situazioni simili che mettono a rischio l'incolumità dei cittadini.
Messaggero Veneto 30.1.2019
Udine Today 20.11.2018

Agli inizi di gennaio già due grossi platani erano stati tagliati in viale Palmanova per fare posto alla nuova pista ciclabile. Non c'erano alternative, disse il vicesindaco, erano alberi tra i 20 e i 40 anni non soggette a tutela. 
Legambiente contestò la mancata ricerca di una soluzione tecnica alternativa. 
Messaggero Veneto 9.1.2019



Insomma per il Comune di Udine la vita degli alberi non conta niente rispetto alle esigenze degli umani. Evidentemente  non hanno imparato che l'albero è il simbolo universale della vita, con la sua struttura legata alla terra ma protesa verso lo spazio.
E quale brutto esempio dà  il vicesindaco Michelini nel dire che per ogni albero tolto ne saranno piantati tre, come se la morte di un albero rappresentasse una convenienza, un affare.


Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi (Proverbio dei Sioux)
               
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SALVIAMO I 34 ALBERI DI UDINE

Spedite e.mail al sindaco del Comune di Udine 

sindaco@comune.udine.it

oppure

protocollo@pec.comune.udine.it 

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Le alternative, penso, si possano trovare, sia per salvare la vita degli alberi, sia per la tutela e le esigenze dei cittadini udinesi.
Ci sono, ad esempio,  dei mezzi di sradicamento e trapianto. Perché non prendere in considerazione questa soluzione?


Spero che il sindaco Pietro Fontanini conservi ancora il cuore Verde con cui si era presentato alle amministrative del 1990. All'epoca eravamo entrambi con i Verdi della Margherita, lui candidato al Consiglio provinciale, io al Consiglio comunale di Udine. 


AGGIORNAMENTI :

8.2.2019 - Abbattuti i primi 4 alberi  - Messaggero Veneto


E gli animalisti dove sono? Dov'è la loro sensibilità? Che strana questa indifferenza verso il mondo vegetale.

A febbraio (vedasi nota sottostante, copia-incolla da Facebook) ho inviato una notifica Facebook al blogger de “Il Perbenista” per chiedergli di interessarsi al caso e condividere con persone sensibili al tema (come per dire di contattare la persona, nonché l'Associazione, con cui egli è in contatto). Nulla, nessuna risposta. E, per quanto mi risulta, nessun interesse nemmeno da parte dell'animalista! (MEDITATE GENTE, MEDITATE)

Elisa Colavitti Pro Animali - Udine Notifico a Il Perbenista per un possibile interessamento e condivisione, specialmente a persone sensibili al tema. Grazie.


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2 febbraio 2019


11 febbraio 2019




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AIRONI GUARDABUOI A UDINE NORD

19.1.19

Oggi, verso le prime ore del pomeriggio, in via Cividina




  

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